Buongiorno amici!
Oggi sono qui per suggerirvi alcune indicazioni per risparmiare e recuperare l’acqua.
Come tutti i giorni, la sera rientrato dal lavoro, entro in doccia, apro l’acqua calda e aspetto che diventi tiepida prima di iniziare a lavarmi. In quel momento presto attenzione a quanta acqua pulita viene sprecata prima che la temperatura diventi accettabile. Da quel momento ho cambiato la mia abitudine, ovvero, prendo un contenitore capiente, erogo l’acqua fino a che diventa tiepida prima di iniziare a lavarmi e utilizzo l’acqua recuperata per innaffiare i fiori e piante, oppure per cucinare la pasta.
Siamo d’estate e in questo periodo realizziamo insalate di riso e di pasta, evitate di salare l’acqua e quando scolate questi ingredienti, che salerete successivamente, recuperate l’acqua di cottura ed usatela per innaffiare piante e fiori, recuperate anche quella per raffreddare pasta o riso per fermare la cottura dopo averli lessati.
Un amico mi suggerisce che se invece usiamo acqua salata per cuocere questi alimenti possiamo riutilizzarla per lavare i piatti, l’amido contenuto e il calore aiuta a pulirli meglio anche prima di metterli in lavastoviglie.
Se cuocete degli ortaggi in acqua , non salatela e recuperatela per utilizzarla nello stesso modo. Anche l’acqua delle verdure cotte a vapore si può utilizzare per lo stesso scopo, se utilizzate la pentola con acqua sulla base e cestello posto sopra con coperchio.
Chi di voi ha altri suggerimenti può scriverli nei commenti e condividere successivamente questo post se vi fa piacere.
Per me è molto importante, spero anche per voi, piccoli gesti per non sprecare un bene prezioso come l’acqua.
Oggi ho recuperato della farina di grano saraceno dalla dispensa per creare delle gustosissime piadine cotte sulla piastra di ghisa e farcite a piacere. Seguitemi per la preparazione.
I calamari sono molluschi molto usati in cucina, difatto utilizzati per molte preparazioni come ad esempio antipasti, condimenti per pasta, risotti oppure serviti anche come secondo piatto. Le taglie piccole possono essere impiegati interi, bolliti per realizzare insalate o fritti, mentre le taglie medio grandi possono essere cucinati ripieni, tagliati ad anelli per le fritture oppure alla griglia o piastra. Solitamente le teste sono impiegate per realizzare sughi per paste o risotti.
La prima cosa da fare è separare la testa dal mantello tirando le due estremità verso l’esterno, in modo da togliere le interiora contenute nel mantello. Accertarsi che il mantello sia vuoto, successivamente sfilare la cartilagine rigida e togliere la pelle dallo stesso. Se necessario, praticare una piccola incisione sulla parte aperta, prendere la pelle e tirarla verso l’estremità superiore. In seguito lavarli bene al suo interno ed esterno facendoli scolare in uno scolapasta. Adagiare le teste su un tagliere, con l’aiuto di un coltello tagliare i tentacoli appena sotto gli occhi, togliere la bocca rigida posizionata al centro dei tentacoli spingendo con le dita verso l’esterno, lavarle bene e lasciare scolare prima di utilizzare. Solitamente i calamari freschi sono da consumare preferibilmente al momento oppure si possono conservare immersi in acqua fredda per non più di 24 ore. Se freschi, si possono congelare adagiandoli su un vassoio rivestito di carta forno e successivamente inseriti negli appositi sacchetti gelo per non più di 3 mesi. Per scongelarli suggerisco di passarli in frigorifero la sera prima. I calamari decongelati devono essere consumati velocemente e non possono essere ricongelati. Personalmente le teste le cucino immediatamente ed eventualmente le conservo cotte in frigorifero per la preparazione di primi piatti oppure come ripieno per calamari.
La differenza che, a colpo d’occhio, distingue i calamari dai totani sono le pinne laterali: quelle dei calamari sono poste a metà del mantello, mentre nei totani sono di forma più triangolare e poste nella parte finale del mantello.
Pasta risottata, trota salmonata, zucchine e zafferano, un connubio perfetto per un primo piatto semplice e molto stuzzicante. Parliamo di semplicità a tavola con pochi ingredienti per poter gustare un piatto molto delicato e goloso. Per togliere la pelle dal pesce è possibile seguire il mio tutorial, ora passiamo alla ricetta per la preparazione.
Belli e buoni questi cestini di patata abbinati con un composto di peperoni, zucchine e pomodoro. Ottimi come antipasto ma anche come contorno che lasceranno stupiti i vostri ospiti. Questa ricetta può essere realizzata anche per dar fondo a questi ortaggi. Seguite la mia ricetta per la preparazione.
Gli gnocchi sono sempre ben accetti sulle nostre tavole, questa per me oggi è una ricetta di riciclo al 100%. Ho dato fondo ad alcune patate e peperoni aggiungendo qualche pomodorino datterino, della cipolla gialla. Una ricetta molto invitante e super appetitosa. Seguite la mia ricetta per la preparazione.
Questa ricetta l'ho realizzata per recuperare alimenti avanzati dalla preparazione di un altra ricetta. Anche la zucca ha giocato un ruolo importante nonostante sia un alimento un po' dubbio per i miei gusti. Ho dovuto ricredermi perché ho realizzato una pietanza decisamente perfetta e molto apprezzata, seguitemi per la preparazione considerando che i tempi di cottura indicati sono da considerarsi tali, avendo preparato precedentemente zucca e molluschi.
Adoro gli spiedini di pesce. Trovando del buon pesce sul banco del pescato fresco, oltre ai gamberoni, ho scelto del tonno e pesce spada affettati con uno spessore di 1 cm. e delle buonissime capesante con il frutto ancora attaccato al guscio: una vera meraviglia! Seguite la mia semplice ricetta.
Oggi ho trovato dei polpi freschi e, avendo un po' di tempo a disposizione, ho realizzato questa ricetta deliziosa. Polpo abbinato a pomodorini Pachino, capperi e olive taggiasche, cotto in casseruola con coperchio, a temperatura bassissima. Una pietanza straordinaria che assume un sapore fantastico. Seguite la mia ricetta.
Buongiorno amici! Avevo voglia di risotto ai frutti di mare e, avendo a disposizione del farro, ho pensato di sostituirlo al riso. Farro biologico pronto all'uso, senza ammollo, condito con delizioso sugo di pesce portato a cottura come un normalissimo risotto. Una pietanza squisita, leggera e molto apprezzata, provare per credere.
Il calamaro è un prodotto ittico squisito e a me piace moltissimo. Avendo trovato dei calamari freschi ne ho acquistati 8, pezzatura media. Dopo aver sistemato dei finocchi, ho voluto recuperare i manici per creare il ripieno, di conseguenza li ho cucinati in casseruola con una sfumata di vino bianco. Preparate con me questa ricetta.
L'orzo perlato è un cereale dalle ottime proprietà nutrizionali, soprattutto per il nostro intestino e non solo. Risulta essere di colore bianco perché sottoposto alla decorticazione che prevede l'eliminazione del rivestimento esterno. La raffinazione permette di diminuire i tempi di cottura con tempi di ammollo più brevi. 100g di orzo perlato apportano circa 320 calorie, di cui la maggioranza è data dai carboidrati. Questo cereale è ricco di minerali, soprattutto fosforo oltre a calcio, ferro, potassio, magnesio, zinco e silicio. Oggi ho voluto cucinarlo come un risotto aggiungendo deliziosi frutti di mare. Seguite la ricetta per la preparazione.
Buongiorno amici🙂! San Valentino❤è alle porte e per questa ricorrenza ho pensato di proporvi un menù semplice e molto sfizioso😋 per una cenetta intima a lume di candela. Tanto relax e del buon vino bianco da abbinare a questo menù per una serata indimenticabile❤. Seguite le ricette cliccando sui link per la preparazione😉.
Come noto la platessa è un pesce che non ha un sapore deciso perciò tende ad essere sottovalutato dal consumatore. Nella maggior parte dei casi viene proposto impanato e fritto. Ho pensato questa ricetta per condire la pasta ed esaltarne il sapore, abbinando cozze con pomodorini.
Buonasera a tutti gentili amici😊! Oggi ho il piacere di riportare un articolo di Altroconsumo che riguarda il tonno🐟, io sono rimasto molto colpito anche se ero già informato su alcune notizie😊. Nella speranza sia di vostro gradimento vi auguro una buona serata. 👇👇👇 Tra gli alimenti più acquistati nell’ultimo periodo, salta agli occhi il consumo dei cibi in scatola. Probabilmente la ragione sta nel fatto che sono a lunga conservazione, e che consentono di fare una riserva di cibo che non scade a breve. Tra questi alimenti in scatola, quello più amato è sempre il tonno. Preparare il tonno in scatola è tra le attività più antiche dell’industria italiana e di tutto il Mediterraneo, fiorente soprattutto nelle località adiacenti al mare, come ad esempio Sicilia e Sardegna. Già dal XVIII° secolo si era sviluppata tra la Liguria e la Sardegna una collaborazione che consisteva nell’invio da Genova di barili contenenti olio verso la Sardegna, che poi tornavano pieni di tonno. Da allora di strada se n’è fatta tanta, e oggi il nostro tonno, di varietà rossa, purtroppo parte verso il Giappone, dove viene lavorato per fare il Sushi e il Sashimi. Sono rarissime le marche di tonno che utilizzano il pesce italiano, le trovate in fondo a quest’articolo.
Il tonno che troviamo al supermercato proviene invece da Indonesia, Filippine, Papua Nuova Guinea e Australia. La lavorazione avviene prevalentemente a bordo delle navi, dove il pesce viene subito refrigerato e poi congelato. Una volta tornato a terra, viene decongelato e rapidamente inscatolato con un processo di massima sicurezza. Altroconsumo ha svolto un’indagine su 24 marchi di tonno per verificare alcune caratteristiche, tra le quali:
• la qualità del pesce (il tipo di olio usato per smascherare eventuali frodi)
• le caratteristiche organolettiche (contenuto di sale e il DNA del tonno, per risalire alla specie)
• la sicurezza al consumo (freschezza della materia prima, presenza di metalli pesanti come mercurio e cadmio, presenza di difetti e di corpi estranei come le lische o residui di pelle e squame)
• la completezza delle etichette (informazioni obbligatorie per legge e quelle facoltative, come la zona e il metodo di pesca).
Inoltre, il prodotto è stato sottoposto a due prove di assaggio, da parte degli esperti e da parte dei consumatori. Il miglior tonno secondo l’indagine di Altroconsumo è risultato As do Mar, nel tipo trancio intero con un prezzo medio di 5,39 € a confezione. Al secondo posto troviamo Selex, tonno all’olio d’oliva con un buon punteggio e ad un costo medio di 2,55 € a confezione. Quindi, quest’ultimo risulta il miglior prodotto qualità/prezzo. Il resto della classifica si divide in punteggi che vanno da “buoni” a “medi” o “sufficienti”. Tonni con buona valutazione
• As do Mar trancio intero (Prezzo medio di 5,39 €)
• As do Mar all’olio d’oliva (Prezzo medio 4,13 €)
• Selex all’olio di oliva (Prezzo medio 2,55 €)
• Callipo all’olio di oliva (Prezzo medio 4,10 €)
• Fratelli Carli all’olio di oliva (Prezzo medio 3,40 €)
• Rio Mare all’olio di oliva pescato a canna (Prezzo medio 5,00 € )
• Consorcio in olio di oliva (Prezzo medio 7,40 € )
• Conad Piacersi leggero in una goccia di olio di oliva (Prezzo medio 3,71 €)
• Nostromo all’olio di oliva (Prezzo medio 3,20 €)
• Angelo Parodi in olio di oliva (Prezzo medio 4,25 €)
• Rio Mare all’olio di oliva (Prezzo medio: 4,92 €)
• Nostromo basso in sale all’olio evo (Prezzo medio 3,45 €)
Tonni con valutazione nella media – sufficiente
• Nixe di Lidl (Prezzo medio 1,99 €)
• Mareblu Leggero (Prezzo medio 2,82 €)
• Mareblu Vero sapore (Prezzo medio 3,93 €)
• Carrefour a pinne gialle (Prezzo medio 3,17 €)
• Pescantina all’olio evo (Prezzo medio 4,30 €)
• Maruzzella in olio di oliva – maggiore contenuto di mercurio (Prezzo medio3,24 €)
• Athena di Eurospin (Prezzo medio 0,69 €)
Bisogna prestare particolare attenzione al contenuto di mercurio presente nel tonno, un metallo pesante tossico per il sistema nervoso, pericoloso soprattutto per le donne in gravidanza e bambini. Tutte le scatolette analizzate rientrano nei limiti di legge (1 mg/kg), anche se tre ci si avvicinano. Il maggiore contenuto di mercurio è stato trovato nel tonno Maruzzella in olio di oliva. Un altro problema è il sale aggiunto in grandi quantità in tutti i prodotti, tranne in quelli con la dicitura “a basso contenuto di sale” o “bassi in sale”. In ogni caso, le linee guida per una sana e corretta alimentazione raccomandano di consumare al massimo una porzione da 50 grammi di tonno sgocciolato a settimana, perché si tratta comunque di un prodotto trasformato. Sul web sono presenti tante informazioni, ma una buona ricerca può aiutare a trovare informazioni interessanti. In questa classifica sono forniti dettagli molto utili sulle varietà di tonno inserite in classifica.
• Callipo tonno italiano in olio di oliva: è un tonno pinna gialla pescato nel Mediterraneo e confezionato a Vibo Valentia, in Calabria. Viene lavorato il giorno stesso della pesca e stagionato in olio per un anno.
• Il Viaggiator Goloso in olio di oliva: garantisce la pesca del tonno senza danneggiare i delfini, ha il marchio Cee e indica la zona di pesca negli oceani Atlantico, Pacifico ed Indiano. Seleziona il prodotto di prima scelta e viene lavorato in Sicilia.
• Tarantello di Tonno rosso di Carloforte: questa ditta inscatola solo pesce locale del Mar di Sardegna. Lavora il pesce nel giorno stesso della pesca e seleziona i migliori tranci del basso addome del tonno.
• Donzela tonno in olio di semi: quest’azienda preferisce utilizzare la propria flotta per pescare il tonno nei periodi e nelle località in cui esso è più presente. Fornisce ottimi valori nutrizionali, ma è contenuto nel costo.
• Mareblu all’olio di oliva: utilizza la varietà pinne gialle e lavora il pesce direttamente sul luogo di pesca. Sapore delicato e carni compatte.
Secondo Greenpeace l’unico prodotto promosso è il tonno As do Mar, ed ha fatto questa valutazione tenendo conto della sostenibilità ecologica del metodo di pesca, e delle informazioni fornite ai consumatori in etichetta.