Come pulire i calamari


I calamari sono molluschi molto usati in cucina, difatto utilizzati per molte preparazioni come ad esempio antipasti, condimenti per pasta, risotti oppure serviti anche come secondo piatto. Le taglie piccole possono essere impiegati interi, bolliti per realizzare insalate o fritti, mentre le taglie medio grandi possono essere cucinati ripieni, tagliati ad anelli per le fritture oppure alla griglia o piastra. Solitamente le teste sono impiegate per realizzare sughi per paste o risotti.

Come si puliscono i calamari?

La prima cosa da fare è separare la testa dal mantello tirando le due estremità verso l’esterno, in modo da togliere le interiora contenute nel mantello. Accertarsi che il mantello sia vuoto, successivamente sfilare la cartilagine rigida e togliere la pelle dallo stesso.  Se necessario, praticare una piccola incisione sulla parte aperta, prendere la pelle e tirarla verso l’estremità superiore. In seguito lavarli bene al suo interno ed esterno facendoli scolare in uno scolapasta. Adagiare le teste su un tagliere, con l’aiuto di un coltello tagliare i tentacoli appena sotto gli occhi, togliere la bocca rigida posizionata al centro dei tentacoli spingendo con le dita verso l’esterno, lavarle bene e lasciare scolare prima di utilizzare. Solitamente i calamari freschi sono da consumare preferibilmente al momento oppure si possono conservare immersi in acqua fredda per non più di 24 ore. Se freschi, si possono congelare adagiandoli su un vassoio rivestito di carta forno e successivamente inseriti negli appositi sacchetti gelo per non più di 3 mesi. Per scongelarli suggerisco di passarli in frigorifero la sera prima. I calamari decongelati devono essere consumati velocemente e non possono essere ricongelati. Personalmente le teste le cucino immediatamente ed eventualmente le conservo cotte in frigorifero per la preparazione di primi piatti oppure come ripieno per calamari.

La differenza che, a colpo d’occhio, distingue i calamari dai totani sono le pinne laterali: quelle dei calamari sono poste a metà del mantello, mentre nei totani sono di forma più triangolare e poste nella parte finale del mantello.

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