Spaghetti alle vongole veraci

Cari lettori,

oggi vi propongo una ricetta molto apprezzata da tante persone, quando la scegliamo nel menù al ristorante sembra difficile da realizzare a casa, però se seguite le mie indicazioni potrete stupire i vostri amici e voi stessi. Quindi tutti in cucina con me e in un battibaleno realizzeremo questa ricetta.

Ingredienti per 2 persone:

  • 200 gr. spaghetti N°7;
  • 4 manciate di vongole veraci;
  • 1/2 bicchiere di vino bianco;
  • Prezzemolo tritato;
  • Pepe macinato al momento;
  • 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva;
  • 1 cucchiaio di Olio extravergine d’oliva aromatizzato all’aglio  ;
  • 1 manciata di sale grosso.

Procedimento:

Mettete le vongole in una bacinella con una manciata di sale grosso e riempitela d’acqua fredda, lasciate riposare in frigo una notte. Scolate le vongole e lavatele  sotto l’acqua corrente. Prendete un souté(padella con bordi bassi e manico lungo), scaldate l’olio aromatizzato all’ aglio per qualche minuto. Unite le vongole e il 1/2 bicchiere di vino bianco, coprite con un coperchio e cuocete a fiamma vivace fino a che le vongole si saranno aperte. Controllate che nel liquido di cottura rilasciato dalle vongole non ci siano residui di sabbia, in questo caso filtrate il liquido con un colino a maglia fine rivestito con un canovaccio. Lavate le vongole aperte senza sgusciarle sotto acqua fredda corrente. Rimettete nel tegame le vongole e il liquido di cottura filtrato. Unite il prezzemolo tritato, mescolate e lasciate riposare. Bollite l’acqua in una pentola con bordi alti, aggiungete il sale grosso, unite gli spaghetti e mescolate di tanto in tanto fino a quando saranno cotti al dente, scolare la pasta e mettetela nel soutè con le vongole. Accendete la fiamma, unite un cucchiaio d’olio d’oliva, pepe macinato al momento e saltate la pasta con la padella o mescolate energicamente con un cucchiaio di legno per far incorporare aria, in modo da creare una crema amalgamando la pasta con l’olio precedentemente aggiunto e il liquido di cottura delle vongole. Servite in un piatto piano spolverando con un po’ di prezzemolo tritato.

Tempo di preparazione:20 minuti

Calamarata al profumo di mare

Ciao amanti della buona cucina, proseguendo con il nostro menù di pesce per i nostri ospiti del fine settimana, propongo un piatto molto saporito che lascerà al nostro palato tutto il sapore del mare. Dopo aver servito il soutè di cozze e prima dei filetti di branzino in crosta di patate, facciamo gustare ai nostri ospiti la calamarata al profumo di mare? La calamarata è una tipica pasta campana di grano duro, chiamata così per la sua forma che richiama la stessa degli anelli di calamaro, questo tipo di pasta con la ricetta che vi stò per proporre si sposa benissimo con gli ingredienti che andremo ad amalgamare. Con i vostri ospiti farete un figurone da veri esperti senza lavorare troppo. Resta solo da aggiungere qualche cozza in più alla ricetta precedente,vongole, procurarsi dei gamberetti freschi o in salamoia e alcuni pomodorini qualità cirio o datterino e il piatto è servito.

Ingredienti per 4 persone:

  • 350 gr. Di pasta calamarata;
  • Una manciata di cozze e vongole veraci cotte seguendo la ricetta soutè di cozze;
  • 20/30 gamberetti freschi cotti in acqua bollente per 5 minuti o una manciatina per porzione di gamberetti in salamoia scolati e strizzati dal liquido di conservazione;
  • 1/2 cucchiaio di prezzemolo;
  • 2 mestolini di acqua di cottura rilasciata dalle cozze e vongole;
  • 20 pomodorini tagliati in 4 pezzi;
  • Olio extravergine aromatizzato all’aglio
  • Olio d’oliva crudo
  • 1 cucchiaio scarso di prezzemolo tritato;
  • Pepe macinato al momento.

Procedimento:

Cuocere le cozze e vongole seguendo il procedimento della ricetta Soutè di cozze e vongole, recuperare il liquido rilasciato dalle stesse e versarlo in un recipiente. Decantare il liquido nell’ recipiente facendolo riposare per 1 ora, in questo modo se le vongole avessero rilasciato tracce di sabbia, questa si depositerà sul fondo del recipiente evitando di rovinare il sugo. Prendere un souté e aggiungere 1 cucchiaio di olio aromatizzato all’ aglio, scaldarlo a fuoco medio, unire i pomodorini tagliati, cozze e vongole, far insaporire per qualche secondo mescolando e bagnare con un mestolino di liquido di cottura delle cozze e vongole. Far insaporire per 1 minuto fino che il liquido sarà leggermente ridotto. Spegnere la fiamma e unire i gamberetti in salamoia. In caso utilizzassimo i gamberetti freschi, unirli all’ inizio con gli ingredienti precedentemente elencati. Bollire l’acqua in una casseruola con bordi alti, salare e immergere la pasta fino a che sarà cotta al dente, scolatela e unitela al sugo preparato, accendere la fiamma, spolverare di prezzemolo tritato e unire l’olio d’oliva crudo. Spadellare la pasta o mescolatela con un cucchiaio di legno aggiungendo un pò di liquido di cottura delle cozze fino a che lo stesso non si sarà rappreso e amalgamato con l’olio e la pasta creando una soluzione cremosa. Servire in un piatto e guarnire con qualche rametto di prezzemolo.

Buon appetito!

Il riso pilaf

Eccomi qui a raccontare la ricetta del riso pilaf, un riso che può accompagnare parecchie pietanze a base di carne, pesce e verdure, ma che si trasforma in primo piatto, spadellandolo con sughi di vario genere o addirittura verdure. Possiamo accostarlo per esempio a pietanze con salsa al curry, zafferano, ma anche semplicemente allo spezzatino di carne. Questo riso è  leggero e molto digeribile, ma soprattutto, facilissimo da preparare. Lo possiamo conservare in frigo per utilizzarlo quando si ha poco tempo per mangiare. La nostra fantasia ce lo suggerisce come preferiamo. Lo prepariamo assieme?

Ingredienti per 2 persone: 

  • 200 gr.Riso parboiled;
  • 1 cipolla bianca piccola;
  • Chiodi di garofano q.b.;
  • Brodo vegetale;
  • Sale grosso;
  • 1 foglia di alloro.

Procedimento:

Prendere un contenitore cilindrico stretto e alto, versare il riso crudo nel recipiente, memorizzare il livello raggiunto dal riso, se serve, segnare con un pennarello. Mettere il riso in un altro recipiente o in un piatto. Nello stesso contenitore versare il brodo vegetale fino al livello raggiunto dal riso crudo per 2 volte (proporzione: il brodo dev’ essere 2 volte la quantità  del riso). Mettere il brodo in una tegame da forno, far bollire, quindi aggiungere il sale grosso q.b. Nel frattempo, infilare i chiodi di garofano nella cipolla precedentemente sbucciata.  Dopo aver aggiunto il sale, versare il riso nel brodo, mescolare per 1 minuto a fuoco vivo. Spegnere la fiamma, posizionare al centro del riso la cipolla con i chiodi di garofano e unire la foglia di alloro. Infornare a 200° per circa 18 minuti senza mescolare. Trascorso il tempo, verificare che il brodo sia stato completamente assorbito dal riso. Servire subito se deve accompagnare pietanze pronte, oppure distribuirlo su un piano di marmo e farlo raffreddare. Successivamente,  metterlo in un contenitore di vetro e conservarlo in frigorifero. All’occorrenza, potete scaldato in microonde, oppure spadellarlo in un soutè con una noce di burro prima di servirlo. Deve sempre essere servito caldo, possibilmente dando una forma, utilizzando uno stampino d’acciaio.

Bigoli al torchio saltati con tartufo nero

Carissimi amici lettori,

Il torchio è  uno strumento antichissimo per fare vari tipi di pasta che risale alla fine del ‘500, realizzato tutto in legno eccetto l’interno della campana e le trafile che sono in bronzo.  Il suo pistone a vite, era azionato da una lunga pertica che, uno o più pastai manovravano. L’innovazione tecnologica porta prima a introdurre la vite in metallo e successivamente anche tutta la pressa, mentre verso la metà dell’ ‘800 cominciarono ad essere realizzati i primi torchi idraulici.

Il torchio
Il torchio

Il tartufo è un frutto di terra antichissimo conosciuto ai tempi dei Sumeri. In antichità, si pensava che questo tubero, per il suo colore, fosse il cibo del diavolo e delle streghe, ricco di veleno e sostanze tossiche che portavano alla morte. Il tartufo appartiene alla famiglia delle Tuberaceae, crescono e si sviluppano naturalmente in prossimità di radici di arbusti e alberi. Il tartufo ama terreni calcarei ed argillosi: il terreno del Piemonte rispecchia tutte le caratteristiche per il loro sviluppo, ma questi funghi sono diffusi anche in Toscana, in Umbria, in Emilia Romagna ed in Lombardia. La forma del tartufo dipende dalle caratteristiche del terreno: in quelli compatti, il tubero tende ad assumere una forma globulosa e nodosa per le difficoltà a svilupparsi, mentre in terre soffici, il tartufo risulta più liscio, omogeneo e tondeggiante.

Ingredienti per 4 persone:

Procedimento:

Pulite bene il tartufo sotto acqua corrente utilizzando un pennellino con setole dure o uno spazzolino, per eliminare le tracce di terra dalla parte esterna porosa del tubero. Tagliate il tartufo a metà e grattugiatelo in un piattino. In un soutè sciogliere il burro con l’olio, quando sarà caldo unite il tartufo grattugiato e insaporitelo a fuoco lento per qualche minuto, senza friggerlo. Spegnete la fiamma,salae  leggermente e fatelo riposare. Lessate i bigoli in abbondante acqua salata, fino a che saranno cotti al dente, scolateli e uniteli nel soutè con il tartufo. Accendete la fiamma e saltate il tutto amalgamando bene con un mestolino di acqua di cottura della pasta, servite in un piatto unendo sulla superficie delle fettine di tartufo, utilizzando la metà non utilizzata precedentemente e del pepe macinato al momento.

Grattugia per tartufi

Grattugi per tartufi

 

 

Nido di bigoli caserecci con ragù d’anatra e trito di castagne

La recensione de “La narratrice sconosciuta”, in collaaborazione con “The shelter of books”, pubblicato nel link: https://theshelterofbooks.wordpress.com/2017/11/20/la-narratrice-sconosciuta-di-brunonia-barry-recensione-in-collaborazione/ , romanzo misterioso calato nell’atmosfera di Halloween, mi ha ispirato questa ricetta, con pasta casereccia, carne d’anatra e castagne. Lo spunto mi è stato suggerito dal blog di Maria, appassionata di lettura, in grado di recensire libri di tutti i generi e in più lingue.

Un buongiorno a tutti voi e un caloroso benvenuto nel mio blog per leggere un altra ricetta sfiziosa, almeno secondo me! Si tratta di un piatto molto ricercato e rinomato, disponibile in diversi ristoranti. Dalle mie parti, vengono proposte ricette di un tempo, con pasta fatta a mano, insaporita con aromi naturali e con carne tagliata manualmente. Come già spiegato in altre occasioni, l’utilizzo di elettrodomestici per il taglio, causa l’alterazione del sapore della carne per surriscaldamento. Per scelta, preferisco carni bio da allevamenti a terra, questo vale anche per le uova, prodotte da galline libere e non allevate in gabbia. Il sapore decisivo del ragù che prepareremo, è senza dubbio legato al fondo di cottura, ricco di fresche verdure bio, selezionate in modo preciso e curato, ed erbe aromatiche. Il miglior taglio di carne che consiglio per questa ricetta è il petto dell’anatra, per la sua tenerezza. È possibile impiegare altre parti dell’anatra, unendo un 50% di petto ad un 50% di altri tagli. Come pasta, scelgo i bigoli perché, a mio avviso, si sposano meglio.

Ingredienti per 4 persone:

  • 320 gr. di bigoli all’uovo;
  • 1/2 petto d’anatra tagliato a metà privato della pelle;
  • 1 carota;
  • 1/2 costa di sedano;
  • 1/4 di cipolla media;
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco;
  • 2 foglie di salvia;
  • Sale, pepe macinato al momento;
  • 20 castagne bollite in acqua per 30 minuti con un filo d’olio extravergine;
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva;
  • 1 o 2 mestolini di brodo vegetale q.b.

Procedimento:

Lessate in acqua le castagne, sbucciatele e tritatele a mano non troppo finemente; (considerate una castagna a testa tritata da unire sulla superficie dei bigoli, come decorazione, quando saranno serviti nel piatto). In una casseruola fate rosolare, con l’olio d’oliva, sedano carote e cipolla tagliate a dadini fini (brunoise). Quando saranno coloriti, unite il petto d’anatra intero, salate, pepate, e rosolatelo da ambedue i lati fino a che sarà ben colorito. Bagnate con il vino bianco e fate evaporare. Coprite con un coperchio e cuocete per circa 10 minuti a fuoco lento girandolo almeno 1 volta, dopo i primi 5 minuti di cottura. Togliete il coperchio e bagnate con 1 mestolino di brodo vegetale. Infornate a 200° coprendo con un foglio di stagnola e cuocete per circa 20/25 minuti, bagnando il petto di tanto in tanto con il proprio fondo di cottura, raccogliendo il sugo dal fondo della casseruola con un cucchiaio, cospargendolo sopra più  volte. Girate la carne almeno 1 volta per parte. Se il fondo di cottura dovesse asciugare troppo, unite un altro mestolino di brodo vegetale. Quando il petto sarà cotto, toglietelo dal forno e dalla casseruola. Fatelo raffreddare e tagliatelo a brunoise. Eliminate le foglie di salvia. Unite la carne al fondo di cottura e le castagne tritate, amalgamare il tutto su fiamma bassa e mescolare con un cucchiaio per circa 5 minuti. Spegnete la fiamma e travasate il ragù in un soutè per poi saltarlo con la pasta. Cuocete al dente i bigoli in abbondante acqua salata, scolateli e uniteli al sugo con un mestolino d’acqua di cottura dei bigoli e un cucchiaio d’olio extravergine. Accendete la fiamma, saltate la pasta con il  ragù e servite caldo, con una spolverata di castagne tritate in superficie.

Spirale di bavette alla carbonara

Ciao amici,

vi propongo una ricetta conosciuta da tutti, ma dobbiamo essere accorti a non commettre certi errori che potrebbero compromettere questo delizioso piatto tipico del Lazio.

  • Non devono essere utilizzti fondi di verdure;
  •  Rapporto tuorlo/uovo intero 2-1;
  • Deve essere utilizzato solo il guanciale e non la pancetta;
  • Si usa il pecorino romano e non il grana.

Ingredienti per 4 persone:

  • 400 gr. di bavette;
  • 2 tuorli d’uovo, 1 uovo intero;
  • 130 gr. di guanciale di maiale;
  • Sale, pepe macinato al momento;
  • 30 gr. Pecorino romano grattugiato;
  • 1 filo d’olio extravergine d’oliva.

Procedimento:

Tagliate il guanciale a dadini e soffriggetelo in un soutè per circa 7/8 minuti con un filo d’olio extravergine fino a che non sarà croccante. In una ciotola, sbattete con una frusta le uova con sale, pepe macinato al momento e metà quantità di pecorino grattugiato. Lessate le linguine in acqua salata fino a che saranno cotte al dente, scolatele e unitele nel soutè con la pancetta calda, unite il composto d’uovo e mescolate amalgamando il tutto. La particolarità di questa ricetta è l’uovo che non deve cuocere, altrimenti facciamo la pasta con l’uovo strapazzato. Quando il tutto sarà ben amalgamato, servire in un piatto di servizio e unite sulla superficie il pepe macinato al momento e il rimanente pecorino grattugiato.

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Risotto delicato con porri, curcuma e cuore di bacon croccante

Cari amici,

Oggi vi descrivo questa ricetta molto sfiziosa. Il porro è  un ortaggio molto tenero con un gusto dolciastro e di facile digeribilità, si raccoglie nei periodi da Ottobre a Marzo.

porro

Il bacon e la pancetta, qual’è la differenza? Molte volte usiamo parlare di bacon e di pancetta come se fossero sinonimi, in realtà parliamo di due alimenti nettamente diversi tra loro. Vediamo quali sono le differenze.

LA PANCETTA: possiamo trovarla stesa, steccata o arrotolata e si ottiene rifilando la pancia dei suini, viene in seguito speziata, salata e lasciata a riposo. La stagionatura varia tra i 60 ai 120 giorni, mentre i semilavorati, come pancetta a cubetti o pancetta affumicata, non subiscono la stagionatura.

IL BACON: questo prodotto si ricava dalla parte posteriore del maiale, si può ricavare anche da altri tagli: schiena, lombi, gola, fianchi. In seguito la carne deve essere lasciata in salamoia. Dopo essere stata essiccata viene cotta in forno, al vapore, oppure bollita o affumicata.

Bacon

LA CURCUMA: è  ricavata da una pianta, il colore è  giallo come lo zafferano che oltre a donare colore agli alimenti dona anche il sapore. I rizomi vengono bolliti ed essiccati al sole o in forno, successivamente vengono schiacciati in una polvere giallo-arancio. Il suo ingrediente attivo è la curcumina che ha un sapore terroso, amaro e piccante, mentre il colore si conserva nel tempo. La curcuma è una spezia antiossidante dalle proprietà depurative e antitumorali.

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Ingredienti per 2 persone:

  • 200 gr. di riso vialone nano;
  • 1 porro medio tagliato a julienne;
  • 60 gr bacon;
  • 5 gr. curcuma in polvere;
  • 1/2 cucchiaio di cipolla rossa di Tropea tritata;
  • 1 cucchiaio di Olio extravergine d’oliva aromatizzato all’aglio ;
  • 1 cucchiaio di olio d’oliva extravergine;
  • 1 cucchiaio di grana grattugiato;
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco;
  • Brodo vegetale q.b. ( circa 1 litro).

Procedimento:

In un tegame scaldate il bacon e farlo soffriggere nel suo grasso fino a che non sarà diventato croccante, toglietelo dal tegame e riponetelo in un contenitore. Aggiungete l’olio all’aglio al fondo di cottura del bacon e rosolate la cipolla tritata, unite il porro tagliato a julienne lavato, salate, pepate e fatelo stufare a fuoco lento insaporendolo fino a che non sarà ammorbidito e cotto al dente. Se dovesse asciugare troppo durante la cottura, unire qualche mestolino di brodo vegetale. Fate evaporare il brodo e unite il riso, alzate la fiamma e fate tostare per qualche minuto rimestando con un cucchiaio di legno. Bagnate con vino bianco e fate evaporare. Unite la curcuma e il brodo bollente di tanto in tanto, rimestando continuamente fino a che il riso non sarà cotto al dente. Mantecate con un cucchiaio di olio extravergine e il grana grattugiato. Riempite di riso un mestolo da cucina, pressarelo con un cucchiaio e sformatelo in un piatto di servizio creando una 1/2 sfera. Con un cucchiaio da tavola fate un avvallamento nel centro della 1/2 sfera di riso e inserite metà quantità di bacon croccante per porzione di riso precedentemente scaldato. Servite subito!

Personalmente ritengo un ottimo contrasto; è sott’inteso che la quantità del bacon deve essere non oltre i 30 gr. per porzione per evitare che il sapore dello stesso copra il gusto delicato del porro.

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