Spaghetti al pomodoro fresco e basilico

Ciao amici,

Cosa c’è di meglio di questa ricetta intramontabile simbolo del “Made in Italy”? Un piatto amato da noi italiani e non solo, una ricetta semplice e veloce che vi farà assaporare tutto il gusto del pomodoro fresco cotto in pochi minuti.

Il pomodoro è un alimento base della dieta mediterranea, costituito dal 95% di acqua, successivamente troviamo il 3% di carboidrati, l’1,2% di proteine, l’1% di fibre, per ultimo troviamo i grassi che rappresentano lo 0,2%. 100 gr. di pomodoro fresco apportano solamente 17 Kcal. Per quanto riguarda le vitamine, troviamo quelle del gruppo B, D e soprattutto del gruppo E, che assicurano al pomodoro le famose proprietà antiossidanti e vitaminizzanti. I minerali contenuti sono: ferro, zinco, selenio, fosforo e calcio, infine, tra gli acidi organici, possiamo trovare il malico, citrico, succinico e gluteninico che favoriscono la digestione.

Ingredienti per 2 persone:

  • 200 gr. spaghetti N°7;
  • 20 pomodorini qualità Cirio o Datterino;
  • 1 cucchiaio di cipolla rossa di Tropea tritata;
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva aromatizzato all’aglio;
  • Sale, pepe macinato al momento q.b.;
  • 1 cucchiaio di olio extravergine.
  • 2/3 foglie di basilico.

Procedimento:

Lavate e tagliate a metà i pomodorini e riponeteli in una ciotola, in un soutè soffriggere la cipolla tritata con l’olio aromatizzato all’aglio e quando sarà ben rosolata, unite i pomodorini, le foglie di basilico spezzettate, salate e pepate. Cuocete per circa 15 minuti unendo un pò d’acqua, di tanto in tanto, se necessario, in modo che non asciughino troppo. Lessate gli spaghetti, quando avranno raggiunto una cottura al dente, scolateli e metteteli nel soutè con i pomodori, unite mezzo mestolino d’acqua di cottura degli spaghetti e un cucchiaio di olio di oliva crudo. Saltate gli spaghetti a fuoco medio e serviteli ben caldi, spolverando con grana grattugiato, guarnite a piacere con qualche fogliolina di basilico.

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Strangolapreti al burro fuso, salvia, sfilacci di cavallo e scaglie di grana.

Amici miei,

Oggi vi propongo gli strangolapreti. Questa deliziosa ricetta antica, tipica trentina, viene preparata con pane raffermo, spinaci, latte uova, noce moscata, cipolla, olio, farina e burro. La loro forma originale è  simile alla mandorla, ma oggi vengono proposti anche a forma di palline o come i tradizionali gnocchi di patate.

Ingredienti per 5 persone:

  • 1kg. di pane raffermo;
  • 450 gr. di spinaci;
  • Farina bianca q.b.;
  • 2 uova;
  • Olio extravergine di oliva;
  • 500 ml. di latte;
  • Noce moscata q.b.;
  • 100 gr. di burro;
  • 5 foglie di salvia;
  • Sale, pepe e cipolla q.b.;
  • 1 cucchiaio da tavola per persona di grana a scaglie.

Procedimento:

Mettete in ammollo il pane raffermo tagliato a pezzetti nel latte tiepido per almeno 3 ore, unite gli spinaci precedentemente lessati in poca acqua salata, strizzati, tritati e saltati nel burro con sale, pepe e noce moscata. Unite la cipolla tritata, rosolate nell’olio, il parmigiano grattugiato, le uova intere, il sale e poca farina quanto basta per legare il composto. Amalgamare bene il tutto mescolando con un mestolo di legno. Ora formate gli strangolapreti della forma che desiderate (a forma di gnocco, cucchiaio o palline di circa 2 cm). Passateli in abbondante acqua salata fino a che riaffioreranno dall’acqua, segnale di cottura ultimata, scolateli con una schiumarola. Serviteli con grana grattugiato, burro fuso aromatizzato con salvia e a piacere, sfilacci di cavallo in superficie.

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Saccottini di calamari ripieni al forno

Ciao ciao cari amici lettori,

Parliamo un pò del calamaro?

calamari

Classificato come mollusco, il calamaro si differenzia dal totano, anche se è molto simile. I calamari europei hanno dimensioni molto inferiori dai calamari del sud America, quest’ ultimi solitamente non presenti nel nostro mercato ittico. I calamari possiedono tutte le caratteristiche dei molluschi cefalopodi, hanno una testa provvista di occhi, bocca a forma di becco, tentacoli, mentre il corpo superiore, a forma di sacca, contiene una conchiglia che protegge gli organi deputati alla digestione e riproduzione. Il corpo ha una forma conica con una penna centrale trasparente, sottile e lunga, possiede 2 pinne laterali e la testa con dieci tentacoli di cui 2 lunghi, indispensabili per la caccia e muniti di ventose. Il calamaro europeo non supera il mezzo metro di lunghezza per un peso massimo di circa 500 gr. I calamari vivono in profondità abissali, preferiscono le ore notturne per cacciare e risalgono in superficie anche per la riproduzione. La loro dieta prevede molluschi, crostacei e pesci, mentre alcuni si cimentano anche nel cannibalismo. I calamaretti più piccoli sono destinati ad eccellenti fritture, mentre quelli più grandi, privati di occhi, interiora e, una volta vuotato il corpo, possono essere cucinati ripieni, oppure ai ferri, per sughi di risotti, pasta, polenta e insalate. Il calamaro necessita di una breve cottura, se invece in forno, un pò più prolungata.

Ingredienti per 2 persone:

Procedimento:

Staccare il corpo conico dei calamari dalla testa, togliere le interiora dal corpo conico, le interiora attaccate alla testa, gli occhi e il becco (bocca), lavare bene il tutto e far scolare per mezz’ora. Tritare finemente la testa e i tentacoli. In un tegame, scaldare bene 3 cucchiai di olio aromatizzato all’aglio, unire i tentacoli e le teste tritate, sale e pepe, far rosolare fino a che il liquido rilasciato non si sarà ridotto, bagnare con 1/2 bicchiere di vino bianco, far evaporare e cuocere fino a che tutto il liquido si sarà quasi completamente asciugato. Togliere dal fuoco, unire il pane grattugiato, sale, pepe, prezzemolo, altri 3 cucchiai di olio all’aglio e amalgamate il tutto. Riempite di composto di pane i coni dei calamari e chiudete i lembi con degli stuzzicadenti, riponeteli in un piatto piano. Prendete una placca da forno, scaldate i rimanenti 4 cucchiai di olio all’aglio rimasti, unite i calamari e il rimanente composto di pane sopra di essi, rosolate bene da ambo i lati, bagnate con il rimanente vino bianco e fate evaporare. Nel frattempo scaldate il forno a 200° con modalità ventilazione, unite 1/2 bicchiere d’acqua nella casseruola, coprite con un foglio di carta alluminio e infornate. Cuocete per circa 30/35 minuti, aggiungendo ancora un pò d’acqua di tanto in tanto se dovessero asciugare troppo. Dopo 15 minuti, girate i calamari in modo che cuociano bene da ambo i lati. Trascorso il tempo necessario, togliete dal forno, disponete su un piatto teso il pane cotto che si trova sul fondo della placca,  disponetevi sopra i calamari e serviteli caldi, guarendo a piacere con un goccio di olio extravergine d’oliva e una spolverata di prezzemolo.

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Tagliata di scottona con scaglie di grana e rucola

Ciao Amici lettori,

Vi ho già proposto la ricetta della tagliata, oggi ve la ripropongo in un altra versione, ossia con rucola e grana.

Ingredienti per 2 persone:

  • 400 gr. di controfiletto di scottona;
  • 40 gr. grana tagliato a scaglie;
  • 15 gr. rucola;
  • 2 rametti di rosmarino fresco;
  • 1 filo di olio extravergine per porzione;
  • Un pizzico di sale grosso;
  • Pepe macinato al momento.

Procedimentto:

Scaldare bene una piastra per grigliate su un fuoco di diametro 10 cm circa, adagiarvi il blocco di carne intero con un rametto di rosmarino per lato, abbassare la fiamma al minimo e cuocere per cira 10 minuti per lato la carne, girandola su ogni suo lato ogni 5 minuti.

Cottura

Lavate e tagliate la rucola e  preparate le scaglie di grana in anticipo. Passati i 20 minuti di cottura, mettere la carne su un tagliere e tagliate a fettine larghe circa 5 millimetri. Condite con un pizzico di sale grosso e pepe macinato al momento, distribuite sopra la carne le scaglie di grana, la rucola e infine aggiungete un giro di olio extravergine d’oliva. Servite subito.

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Fantasia di peperoni in agrodolce

Ciao amici,

Avete voglia di assaggiare un contorno sfizioso, facile da realizzare per accostare le vostre pietanze? Possiamo consumare questo contorno sia tiepido oppure a temperatura ambiente. Prepariamoci assieme!

Ingredienti:

  • 8 peperoni di diverso colore;
  • Sale, pepe macinato al momento;
  • 2 cucchiai da tavola di olio extravergine di oliva;
  • 1/2 cipolla rossa tagliata a fatte grossolane;
  • 1/2 bicchiere di aceto di vino bianco.

Procedimento:

Mettete la cipolla tagliata a fette in una casseruola con l’olio di oliva e fate soffriggere per qualche minuto. Tagliate i peperoni a metà in verticale, eliminate i semi interni, il manico, le parti bianche, lavateli e tagliateli a listarelle orizzontali di uno spessore di circa 2 cm. Unite i peperoni alla cipolla, salate , pepate e mescolate per qualche minuto a fiamma moderata. Aggiungete l’aceto, abbassate la fiamma al minimo e mescolate di tanto in tanto fino a che i peperoni non saranno cotti al dente.Non unite acqua durante la cottura, i peperoni rilasceranno il loro liquido che sarà sufficiente fino a cottura ultimata.

Tempo di cottura:30 minuti circa

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La salsa pearà

La pearà è una ricetta antica e molto diffusa in Veneto, soprattutto nella provincia di Verona. Il termine pearà in Veneto significa “pepata”. La pearà è una salsa composta principalmente da pane raffermo grattugiato, midollo di bue, burro, brodo di carne di manzo e gallina, sale e abbondante pepe. Questa ricetta era in passato la pietanza dei poveri, consumata la domenica con la famiglia riunita, come si usava un tempo, e veniva accompagata con la carne bollita (manzo, gallina, lingua e cotechino) derivata dall’allevamento dei propri animali in stalla e serraglio. Questa salsa prevede una cottura molto lenta, fino a 3 ore. Oggigiorno la pearà non è una ricetta prettamente natalizia, ma si consuma durante l’intero periodo invernale. Nei ristoranti si propone spesso nel menu di Natale come pietanza caratteristica della tradizione Veronese. Infine preciso che in taluni ristoranti rinomati è diventato un piatto speciale a tutti gli effetti che propongono ad esempio il carrello di bollito misto di carne con pearà.

Ingredienti per 4 persone:

  • 1 litro di brodo di carne manzo e/o gallina;
  • 450 gr. Pane raffermo grattugiatoe passato al setaccio;
  • 40 gr. Midollo bovino;
  • 3 cucchiaini di pepe macinato;
  • 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva;
  • 40 gr. di burro;
  • Sale q.b.

Opzionale che non prevede la ricetta originale:

  • 2 cucchiai di grana grattugiato incorporato a fine cottura.

Procedimento:

Portare ad ebollizione il brodo di carne in un tegame, nel frattempo grattugiare il pane e il grana o parmigiano reggiano per chi preferisce aggiungerlo, estrarre il midollo dall’osso di bue con un coltellino. Mettete un tegame di terracotta capiente su un fuoco piccolo, sciogliere il midollo con 40 gr. di burro, lavorando con una spatola di legno. Unire il pane grattugiato, il pepe e fate insaporire, aggiungete il brodo bollente, mescolando continuamente fino a ottenere un composto cremoso, portate a ebollizione, abbassare la fiamma al minimo utilizzando una piastra tagliafuoco. Unite l’olio e lasciare sobbollire per almeno 2,5 ore, mescolando di tanto in tanto. Regolate di sale e pepe e servire calda accompagnando bollito di manzo, gallina, lingua e cotechino. La pearà dovrà risultare una salsa omogenea, ben pepata e abbastaza densa.

Variante: aggiungere il grana grattugiato a fine cottura.

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