Filetto di scorfano con salsa di arancia, aromatizzato alla rucola

Cari lettori!

Che dire? Io la considero una ricetta tipicamente invernale, che associa il sapore delicato dello scorfano, a quello dolciastro dell’arancia e che contrasta con il leggero sapore amarognolo della rucola. Tutto ciò dona al palato una combinazione di sapori ben distinti e molto gradevoli tra loro. Vi parlo un pò dello scorfano: un pesce che popola l’oceano Atlantico orientale ma lo si trova anche nei nostri mari, vive su fondi rocciosi e corallini e di solito a una profondità da 20 metri fino a 200 metri. Possiede delle appendici, sul mento e sotto l’occhio, molto carnose risetto a tutte le altre specie, testa massiccia e molto spinosa. Generalmente il colore è  rosso vivo, ma può essere anche rosa, giallo, bruno e presenta una macchia nera al centro della pinna dorsale. La pesca avviene tra Maggio e Agosto/ Settembre, trascorre la maggior parte del suo tempo immobile aspettando che una preda gli passi davanti. Le sue carni sono molto apprezzate per la preparazione di brodo e zuppe di pesce, ingrediente obbligatorio per il famoso caciucco alla livornese e altre ricette delicate. Le sue spine dorsali e branchiali sono collegate a una ghiandola velenifera.

Ingredienti per 2 persone:

Procedimento:

Spremete le arance con uno spremi agrumi. Scaldate in un soutè l’olio all’aglio, quando sarà ben caldo, unite i filetti di scorfano precedentemente infarinati, eliminando la farina in eccesso. Rosolate i filetti da ambo i lati fino a che saranno ben dorati, salate e pepate, bagnate con vino bianco, girate i filetti con una spatola almeno una volta per lato e fate evaporare completamente il vino. Bagnate con il succo d’arancia e girate i filetti almeno una volta per insaporirli. Togliete il pesce dal soutè e riponetelo in un piatto, coprite con un coperchio. Riducete il succo d’arancia fino a che la salsa si sarà leggermente addensata ( Riduzione ). Con un cucchiaio, dividete la salsa su due piatti piani, adagiate su di essa i filetti di scorfano e infine cospargete la rucola in modo casuale sul pesce. Decorate con una rondella d’arancia e servite caldo.

 

Le Riduzioni

Ciao amici,

Vorrei parlarvi delle riduzioni, ovvero salse ridotte naturalmente per evaporazione, senza l’uso di addensanti artificiali, che contengono tutto l’aroma del commestibile cucinato, senza alterarne il sapore. Le riduzioni di sughi di cottura sono molto importanti e, solitamente, si possono realizzare quando cuciniamo una ricetta di carne o di pesce, ma anche con verdure e legumi. Con i legumi, diventa tutto più semplice visto che la loro composizione permette di non utilizzare farina o amido di mais, mente con carni o pesci, prima di cucinarli, dobbiamo infarinare leggermente la loro superficie. La farina, in questo caso, ha due funzioni importanti: in primo luogo ammorbidisce il commestibile che dobbiamo cucinare donando, inoltre, un colorito dorato, in secondo luogo serve a creare una riduzione della salsa che vogliamo accompagnare alla ricetta desiderata in caso di ingredienti molto liquidi, come succo di agrumi, vino bianco, rosso e riduzioni a base di spezie, tipo curcuma, curry, zafferano ecc. In questo modo, otteniamo una salsa densa “AL CUCCHIAIO”, ovvero, quando versiamo la salsa con un cucchiaio deve cadere come un filo continuo senza interruzioni. Sottolineo, infine, che l’utilizzo della farina, dipende molto dal prodotto che dobbiamo cucinare.

Cavolo verza in tegame, insaporito con curcuma

Ciao a tutti amici lettori!

Oggi ho il piacere di parlarvi del cavolo verza, ortaggio di questa stagione. Si presta per molte ricette, tra le quali antipasti, primi piatti, secondi piatti e contorni.

Il cavolo verza detto anche Sabauda, possiede foglie larghe e rugose con numerose grinze e protrusioni, è  un ortaggio tipicamente invernale, periodo nel quale raggiunge la sua maturazione. Il cavolo verza e il cavolo cappuccio sono due sottospecie della ben nota Brassica oleracea, pianta appartenete alla famiglia delle Brassicacee. Questo ortaggio contiene vitamina C, B e A, oltre a molti altri antiossidanti, inoltre, è considerato un alimento protettivo contro varie forme tumorali e il suo elevato contenuto di fibre alimentari aiuta il corretto funzionamento intestinale.

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Ingredienti per 2 o 4 persone:

Procedimento:

Tagliate a metà la verza e successivamente a strisce larghe circa un centimetro, lavatela sotto acqua fredda e fatela lessare in abbondante acqua salata o al vapore, con l’apposita pentola preposta per tale tipo di cottura. Quando sarà cotta al dente (la forchetta deve affondare nella costa nervosa delle foglie più grandi), scolatela e fatela raffreddare. Quando sarà fredda, strizzatela con le mani, eliminando l’acqua in eccesso e recuperandola in un contenitore. In un tegame scaldate l’olio all’aglio e quando sarà ben caldo, unite la verza strizzata, salate, pepate, unite la curcuma e un bicchiere di acqua recuperata dalla strizzatura. Fate insaporire a fiamma media, mescolando di tanto in tanto, attendete che il liquido asciughi, regolate di sale, pepe e servite caldo.

Variante: è  possibile rosolare in olio, un cucchiaio di speck tagliato a julienne prima di unire la verza.

Piccola composizione di polenta, funghi, uova, julienne di speck e scaglie di grana.

Ciao a tutti,

Questo antipasto caldo, diverso dal solito ed originale, è molto appetitoso, e si basa su quattro semplici ingredienti che si sposano bene tra loro, ossia:

  • Polenta;
  • Funghi pioppini freschi trifolati;
  • Speck;
  • Formaggio grana;
  • Uovo.

Di certo, si tratta di un antipasto sostanzioso, che si può proporre per iniziare una cena a base di carne o di verdure. Può essere servito anche come secondo piatto, aumentandone un po’ la quantità. Vi garantisco che il successo è assicurato! Il segreto fondamentale è  unire pochi ingredienti, proprio per non esagerare e far coprire i sapori tra loro.

Ingredienti per 4 persone:

  • 200 gr. di funghi pioppini freschi (potete usare anche altri tipi di funghi o più specie assieme);
  • 2 cucchiai di Olio extravergine d’oliva aromatizzato all’aglio ;
  • Sale, pepe macinato al momento;
  • 1/2 bicchiere di vino bianco;
  • 2 cucchiaini da caffè di prezzemolo tritato.
  • 4 uova intere;
  • Farina gialla per polenta q.b o 1/2 bicchiere di polenta istantanea;
  • 1 bicchiere e mezzo d’acqua;
  • 1 cucchiaino da caffè di sale grosso;
  • 1 filo olio extravergine per cuocere l’uovo;
  • 2 fette di speck tagliato a julienne;
  • 3 scaglie di grana per porzione.

1. Procedimento per i funghi trifolati:

Lavate i funghi, se sono piccoli lasciateli interi altrimenti tagliateli a metà in verticale. Scaldate in una casseruola l’olio aromatizzato dell’aglio e quando sarà ben caldo, unite i funghi, sale e pepe. Insaporire i funghi e quando saranno ben rosolati, sprizzate con un po’ di vino bianco secco, poi portateli a cottura senza che il loro liquido asciughi completamente. Se necessita, unite un pò d’acqua per creare il sughetto prima della cottura ultimata, unite infine il prezzemolo tritato.

2. Procedimento per la cottura delle uova:

Scaldate in un tegame un filo di olio extravergine, quando sarà ben caldo, rompete le uova direttamente nel tegame facendo attenzione a non rompere il tuorlo, salate e pepate leggermente. Dobbiamo cucinare le uova all’occhio di bue con una variante: quando l’albume sarà rappreso, coprite con un coperchio e cuocete l’uovo per alcuni minuti, a fiamma bassa, fino a che il tuorlo si sarà rappreso ma nello stesso tempo, risulterà più morbido dell’uovo sodo.

3. Procedimento per la polenta:

Fate bollire l’acqua in un pentolino con il sale grosso, quando solleverà il bollore, unite la polenta, stemperando con una frusta fino a che il composto non avrà raggiunto una densità media. In caso di polenta cruda, cuocete per 45 minuti circa, per la polenta istantanea toglietela dal fuoco quando sarà addensata.

N.B. La quantità di polenta classica varia rispetto all’istantanea. Per la polenta classica, consiglio di regolarsi con la quantità necessaria, mettendone nell’acqua poca alla volta,  fino a ottenere la densità voluta.

4. Composizione della pietanza:

Preciso di aver volutamente numerato le preparazioni in modo progressivo, con la polenta come ultimo passaggio, per poter comporre la pietanza nel migliore dei modi. Prendete una fondina per antipasti, riponete al centro un mestolino o 2 cucchiai da tavola di polenta, unite un cucchiaio di funghi trifolati, l’uovo, la julienne di speck e ai lati le scaglie di grana, decorate a piacere con del prezzemolo tritato.

 

 

 

 

 

Bocconcini di pollo e sedano con riduzione di salsa curcuma

La carne di pollo appartiene a uno dei cibi di origine animale più magri e salutari. È un prodotto a contenuto lipidico medio basso e il suo costo è  accessibile a tutti. Il contenuto di grassi è  variabile a seconda del tipo di taglio, alla lavorazione, al metodo di allevamento, all’età, al sesso e alle caratteristiche soggettive dell’organismo in questione. La carne di pollo è  classificata tra le carni bianche, il colore della carne dipende dalla quantità di mioglobina ossidata e, non è detto, che le carni bianche siano necessariamente più magre delle rosse. Anche se il pollo è una carne bianca magra, non dimentichiamo che, tra gli altri prodotti aviari, ce ne sono alcuni con maggiore prevalenza lipidica, come il cappone. In effetti, le proteine del pollo possiedono tutti gli amminoacidi essenziali come le altre proteine animali e, in quantità più che soddisfacente. Va precisato che la carne di pollo ha un costo accessibile a tutti. Cosa c’è  di meglio di una ricetta semplice a base di carne bianca accompagnata al curcuma?

Ingredienti per 2 persone:

  • 300 gr. petto di pollo tagliato a cubetti;
  • 1 cucchiaio da tavola scarso di curcuma in polvere;
  • 3 cucchiai di Olio extravergine d’oliva aromatizzato all’aglio ;
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco;
  • Farina tipo 00 q.b.
  • Sale, pepe macinato al momento q.b.;
  • 1 costa di sedano media tagliata a pezzetti;
  • Un mestolo di brodo vegetale o acqua.

Procedimento:

Tagliate a cubetti il petto di pollo e infarinateli, scuoteteli bene dalla farina in eccesso e rosolateli in una casseruola con l’olio all’ aglio, sale e pepe fino a che non saranno dorati. Unite il sedano tagliato e fate insaporire per qualche minuto, bagnate con vino bianco, fate evaporare e riponete il pollo in un piatto, tenenolo coperto per restare caldo. Unite al fondo di cottura la curcuma con un mestolino di brodo vegetale, il sale e fate bollire fino a che la salsa sarà leggermente addensata ( riduzione) , mescolando continuamente con un cucchiaio. Mettere sulla base di un piatto 2 cucchiai di salsa curcuma, unite sopra la salsa i cubetti di pollo con il sedano e servite caldi. A piacere potete accompagnare questa ricetta con contorno di riso pilaf.

 

 

Bigoli al torchio saltati con tartufo nero

Carissimi amici lettori,

Il torchio è  uno strumento antichissimo per fare vari tipi di pasta che risale alla fine del ‘500, realizzato tutto in legno eccetto l’interno della campana e le trafile che sono in bronzo.  Il suo pistone a vite, era azionato da una lunga pertica che, uno o più pastai manovravano. L’innovazione tecnologica porta prima a introdurre la vite in metallo e successivamente anche tutta la pressa, mentre verso la metà dell’ ‘800 cominciarono ad essere realizzati i primi torchi idraulici.

Il torchio
Il torchio

Il tartufo è un frutto di terra antichissimo conosciuto ai tempi dei Sumeri. In antichità, si pensava che questo tubero, per il suo colore, fosse il cibo del diavolo e delle streghe, ricco di veleno e sostanze tossiche che portavano alla morte. Il tartufo appartiene alla famiglia delle Tuberaceae, crescono e si sviluppano naturalmente in prossimità di radici di arbusti e alberi. Il tartufo ama terreni calcarei ed argillosi: il terreno del Piemonte rispecchia tutte le caratteristiche per il loro sviluppo, ma questi funghi sono diffusi anche in Toscana, in Umbria, in Emilia Romagna ed in Lombardia. La forma del tartufo dipende dalle caratteristiche del terreno: in quelli compatti, il tubero tende ad assumere una forma globulosa e nodosa per le difficoltà a svilupparsi, mentre in terre soffici, il tartufo risulta più liscio, omogeneo e tondeggiante.

Ingredienti per 4 persone:

Procedimento:

Pulite bene il tartufo sotto acqua corrente utilizzando un pennellino con setole dure o uno spazzolino, per eliminare le tracce di terra dalla parte esterna porosa del tubero. Tagliate il tartufo a metà e grattugiatelo in un piattino. In un soutè sciogliere il burro con l’olio, quando sarà caldo unite il tartufo grattugiato e insaporitelo a fuoco lento per qualche minuto, senza friggerlo. Spegnete la fiamma,salae  leggermente e fatelo riposare. Lessate i bigoli in abbondante acqua salata, fino a che saranno cotti al dente, scolateli e uniteli nel soutè con il tartufo. Accendete la fiamma e saltate il tutto amalgamando bene con un mestolino di acqua di cottura della pasta, servite in un piatto unendo sulla superficie delle fettine di tartufo, utilizzando la metà non utilizzata precedentemente e del pepe macinato al momento.

Grattugia per tartufi

Grattugi per tartufi

 

 

Sticks di seitan naturale con riduzione di salsa curry

Ciao e un caloroso benvenuto a tutti nel mio blog! Oggi vi parlo di questa ricetta a base di seitan e la dedico a tutti gli amici vegani e vegetariani. A me piace molto il seitan e lo mangio almeno una volta alla settimana al posto della carne. Il seitan è un prodotto derivato dal frumento, si tratta di un concentrato di proteine vegetali (glutine), alternativa alle proteine di origine animale. Il seitan si ottiene estraendo il glutine dalla farina di frumento, quindi dalla semola, impostando e lessando il tutto in acqua insaporita con salsa di soia, zenzero, alga kombu e sale. L’estrazione del glutine dal frumento si ottiene aggiungendo acqua calda alla farina, quindi si impasta energicamente prima di aggiungere ulteriore acqua calda, l’impasto andrà lasciato riposare, a bagno, per una decina di minuti.
Dopo un successivo impasto, la massa ottenuta viene posta in un colino e lavata più volte in acqua calda e fredda, per allontanare le componenti idrosolubili residue. L’ultimo lavaggio viene fatto con acqua fredda, in modo da dare una consistenza solida al prodotto e compattarlo in una grossa palla.
La quantità di glutine che si ricava è maggiore quando si utilizza farina di grano duro; la concentrazione della gliadina e glutenina, due proteine che, unendosi insieme durante l’impasto, compongono il glutine. L’acqua di ammollo e quella dei primi risciacqui, è  ricca di amido di frumento e può essere aggiunta agli stufati, ai ragù e salse per le sue proprietà addensanti naturali. L’aspetto del seitan è simile a quello della carne e, grazie alla sua consistenza, si possono ottenere forme diverse, come salsicce, bistecche, tagli per spezzatino e altro. La somiglianza alla carne è dovuta alla presenza di due proteine del glutine, la gliadina e le glutenina, che conferiscono al prodotto una consistenza elastica,  morbida e resistente. Il seitan scarseggia di vitamina B12 e ferro, si presta però, a parecchie preparazioni veloci, grazie alla sua precottura  possiamo passarlo alla griglia o in padella accompagnanolo con parecchi commestibili vegetali o salse.

Questa ricetta è  dedicata alla simpaticissima vegetariana Indiana Lakota.

Seitan

Ingredienti per 2 persone:

  • 250 gr. di seitan naturale tagliato a listarelle;
  • 1 cucchiaio abbondante di curry in polvere;
  • 1 mestolino di brodo vegetale;
  • 1/4 di bicchiere di vino bianco secco;
  • 1/2 cucchiaio di cipolla di Tropea tritata;
  • 2 cucchiai di Olio extravergine d’oliva aromatizzato all’aglio  ;
  • Farina tipo 00 q.b.;
  • 4 cucchiai di latte;
  • Sale, pepe q.b.

Procedimento:

Tagliate il seitan a listarelle, passatelo nella farina e scuotetelo bene per eliminare la farina in eccesso. In una casseruola scaldate bene l’olio aromatizzato all’aglio, (se non piace l’aglio, utilizzare semplicemente olio extravergine d’oliva). Mettete a rosolare gli stick di seitan, unendo sale e pepe fino a che saranno ben rosolati. In seguito, riponete il seitan in un contenitore e coprite con un coperchio. Unite al fondo di cottura la cipolla e rosolate a per qualche minuto, unite il seitan, fatelo insaporire per qualche minuto, spruzzate con il vino bianco e fate evaporare. Togliete il seitan e rimettetelo in un contenitore coperto. Unite al fondo di cottura il brodo vegetale, il latte e scaldare bene mescolando con un cucchiaio, unite il curry stemperando con una frusta. Fate bollire fino a che la salsa sarà leggermente addensata ( riduzione ), ponete al centro di un piatto di servizio qualche cucchiaio di salsa curry e appogiatevi sopra gli stick di seitan. Servite caldo. A piacere potete servire con contorno di Riso pilaf.