La pasta frolla fatta in casa

  • Porzioni: 8/10 tortiere circa diametro 20 cm
  • Difficoltà: bassa
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Altra base in pasticceria è la pasta frolla, una pasta utilizzata per parecchie preparazioni, come le crostate di frutta, le torte al limone, della nonna, allo yogurt, con la marmellata, ecc. Usata sia per la piccola pasticceria, ad esempio per tartelettes, cestini di frutta, biscotti, barchette al cioccolato ecc., come pure per le classiche frolle di Santa Lucia, aggiungendo però ulteriori 200 gr. di burro rispetto la ricetta che vi derscrivo in seguito. Si conserva anche in freezer, perciò consiglio di non acquistare quella già disponibile in commercio.

Aggiungi quì eventuali note.

Ingredienti

  • 1 kg. di farina tipo 00;
  • 600 gr. di burro;
  • 400 gr. di zucchero;
  • 6 rossi d’uovo e 2 intere(totale 8);
  • 1 bustina di vanillina;
  • 30 gr. di sale;
  • 1 scorza di limone grattugiata.

Istruzioni

  1. Far ammorbidire il burro a temperatura ambiente fino a quando sarà malleabile con le mani. Disporre la farina a fontana su una superfice piana e mettere al centro le uova intere, lo zucchero, tutti gli aromi e il burro a piccoli pezzetti tagliandolo con le mani;
  2. Impastare il tutto con le mani o con una planetaria fino a che tutti gli ingredienti si saranno completamente incorporati tra loro, ottenendo un composto omogeneo e compatto;
  3. Mettere la pasta frolla in un recipiente e far riposare in frigo fino a che il burro si sarà  rappreso. La vostra pasta frolla è pronta per l’utilizzo.

N.B.: la frolla non utilizzata potete conservarla in frigorifero o freezer chiusa in un sacchetto per alimenti e utilizzarla all’occorrenza.

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Spaghetti al pomodoro fresco e basilico

Ciao amici,

Cosa c’è di meglio di questa ricetta intramontabile simbolo del “Made in Italy”? Un piatto amato da noi italiani e non solo, una ricetta semplice e veloce che vi farà assaporare tutto il gusto del pomodoro fresco cotto in pochi minuti.

Il pomodoro è un alimento base della dieta mediterranea, costituito dal 95% di acqua, successivamente troviamo il 3% di carboidrati, l’1,2% di proteine, l’1% di fibre, per ultimo troviamo i grassi che rappresentano lo 0,2%. 100 gr. di pomodoro fresco apportano solamente 17 Kcal. Per quanto riguarda le vitamine, troviamo quelle del gruppo B, D e soprattutto del gruppo E, che assicurano al pomodoro le famose proprietà antiossidanti e vitaminizzanti. I minerali contenuti sono: ferro, zinco, selenio, fosforo e calcio, infine, tra gli acidi organici, possiamo trovare il malico, citrico, succinico e gluteninico che favoriscono la digestione.

Ingredienti per 2 persone:

  • 200 gr. spaghetti N°7;
  • 20 pomodorini qualità Cirio o Datterino;
  • 1 cucchiaio di cipolla rossa di Tropea tritata;
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva aromatizzato all’aglio;
  • Sale, pepe macinato al momento q.b.;
  • 1 cucchiaio di olio extravergine;
  • 2/3 foglie di basilico.

Procedimento:

Lavate e tagliate a metà i pomodorini e riponeteli in una ciotola, in un soutè soffriggere la cipolla tritata con l’olio aromatizzato all’aglio e quando sarà ben rosolata, unite i pomodorini, le foglie di basilico spezzettate, salate e pepate. Cuocete per circa 15 minuti unendo un pò d’acqua, di tanto in tanto, se necessario, in modo che non asciughino troppo. Lessate gli spaghetti, quando avranno raggiunto una cottura al dente, scolateli e metteteli nel soutè con i pomodori, unite mezzo mestolino d’acqua di cottura degli spaghetti e un cucchiaio di olio di oliva crudo. Saltate gli spaghetti a fuoco medio e serviteli ben caldi, spolverando con grana grattugiato, guarnite a piacere con qualche fogliolina di basilico.

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Strangolapreti al burro fuso, salvia, sfilacci di cavallo e scaglie di parmigiano.

Amici miei,

Oggi vi propongo gli strangolapreti. Questa deliziosa ricetta antica, tipica trentina, viene preparata con pane raffermo, spinaci, latte uova, noce moscata, cipolla, olio, farina e burro. La loro forma originale è  simile alla mandorla, ma oggi vengono proposti anche a forma di palline o come i tradizionali gnocchi di patate.

Ingredienti per 5 persone:

  • 1kg. di pane raffermo;
  • 450 gr. di spinaci;
  • Farina bianca q.b.;
  • 2 uova;
  • Olio extravergine di oliva;
  • 500 ml. di latte;
  • Noce moscata q.b.;
  • 100 gr. di burro;
  • 5 foglie di salvia;
  • Sale, pepe e cipolla q.b.;
  • 1 cucchiaio da tavola per persona di scaglie di parmigiano.

Procedimento:

Mettete in ammollo il pane raffermo tagliato a pezzetti nel latte tiepido per almeno 3 ore, unite gli spinaci precedentemente lessati in poca acqua salata, strizzati, tritati e saltati nel burro con sale, pepe e noce moscata. Unite la cipolla tritata, rosolate nell’olio, il parmigiano grattugiato, le uova intere, il sale e poca farina quanto basta per legare il composto. Amalgamare bene il tutto mescolando con un mestolo di legno. Ora formate gli strangolapreti della forma che desiderate (a forma di gnocco, cucchiaio o palline di circa 2 cm). Passateli in abbondante acqua salata fino a che riaffioreranno dall’acqua, segnale di cottura ultimata, scolateli con una schiumarola. Serviteli con parmigiano in scaglie, burro fuso aromatizzato con salvia e a piacere, sfilacci di cavallo in superficie.

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Gigli spadellati con sugo di cavolfiore, pomodorini secchi sott’olio e semi di girasole

Gentilissimi lettori,

Un esperimento di oggi riuscito perfettamente, amalgamando questa pasta, che amo tantissimo, con i cavolfiori, pomodori secchi sott’olio, semi di girasole e legato con una bella spolverata di parmigiano grattugiato.

Gigli pasta

Parliamo un po’ dei semi di girasole iniziando a dire che sono molto calorici, quindi ne vanno usati pochi. A parità di quantità, troviamo le proteine e i glucidi, mentre i carboidrati contengono amido e le fibre sono presenti in considerevoli quantità. I semi di girasole contengono acidi grassi insaturi, sia polinsaturi che monoinsaturi, molto elevati anche i fitosteroli e vitamina E. I lipidi dei semi di girasole hanno un impatto benefico sul nostro metabolismo, si prestano alla dieta contro l’ipercolesterolemia e la vitamina E ha un effetto antiossidante. Nei semi di girasole abbondano altre vitamine come la B6, B5 e PP, tra i sali minerali troviamo il selenio, anch’esso dotato di proprietà antiossidanti, zinco, magnesio, ferro, fosforo, manganese e rame. Sono ideali a colazione o per uno spuntino per il loro elevato potere energetico, consigliati 10/20 gr. al giorno. Ma in caso di sovrappeso sono da limitare in modo drastico o da sostituire con altri condimenti. Infine, non contengono glutine.

Semi di girasole

Ingredienti per 3 persone:

  • 300 gr. di gigli;
  • 250 gr. di cavolfiore tagliato a ciuffi;
  • 1 cucchiaio di pomodori secchi sott’olio tagliati a julienne;
  • 3 cucchiaini da caffè di semi di girasole;
  • Sale, pepe macinato al momento;
  • 1 cucchiaio di cipolla di Tropea tritata;
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva aromatizzato all’aglio   ;
  • 1 manciata di grana grattugiato;
  • Brodo vegetale q.b.

Procedimento:

Tagliate a ciuffetti  i 300 grammi di cavolfiore utilizzando uno spelucchino, lavateli e scolateli. In un soutè, scaldate l’olio e rosolate la cipolla, unite il cavolfiore e fatelo insaporire e unite del brodo vegetale poco a poco, mescolando di tanto in tanto, salate e pepate. A metà cottura del cavolfiore aggiungete i pomodori secchi tagliati a julienne, i semi di girasole e portate a cottura bagnando sempre con brodo vegetale di tanto in tanto. Spegnete la fiamma tenendo umido il sugo senza asciugarlo troppo. Lessate la pasta al dente in abbondante acqua salata, scolatela e unitela al sugo nel soutè. Accendete la fiamma, unite un giro di olio extravergine di oliva crudo e il grana grattugiato, saltate la pasta, amalgamando tutti gli ingredienti e servite caldo.

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Spaghetti alle vongole veraci

Cari lettori,

oggi vi propongo una ricetta molto apprezzata da tante persone, quando la scegliamo nel menù al ristorante sembra difficile da realizzare a casa, però se seguite le mie indicazioni potrete stupire i vostri amici e voi stessi. Quindi tutti in cucina con me e in un battibaleno realizzeremo questa ricetta.

Ingredienti per 2 persone:

  • 200 gr. spaghetti N°7;
  • 4 manciate di vongole veraci;
  • 1/2 bicchiere di vino bianco;
  • Prezzemolo tritato;
  • Pepe macinato al momento;
  • 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva;
  • 1 cucchiaio di Olio extravergine d’oliva aromatizzato all’aglio  ;
  • 1 manciata di sale grosso.

Procedimento:

Mettete le vongole in una bacinella con una manciata di sale grosso e riempitela d’acqua fredda, lasciate riposare in frigo una notte. Scolate le vongole e lavatele  sotto l’acqua corrente. Prendete un souté(padella con bordi bassi e manico lungo), scaldate l’olio aromatizzato all’ aglio per qualche minuto. Unite le vongole e il 1/2 bicchiere di vino bianco, coprite con un coperchio e cuocete a fiamma vivace fino a che le vongole si saranno aperte. Controllate che nel liquido di cottura rilasciato dalle vongole non ci siano residui di sabbia, in questo caso filtrate il liquido con un colino a maglia fine rivestito con un canovaccio. Lavate le vongole aperte senza sgusciarle sotto acqua fredda corrente. Rimettete nel tegame le vongole e il liquido di cottura filtrato. Unite il prezzemolo tritato, mescolate e lasciate riposare. Bollite l’acqua in una pentola con bordi alti, aggiungete il sale grosso, unite gli spaghetti e mescolate di tanto in tanto fino a quando saranno cotti al dente, scolare la pasta e mettetela nel soutè con le vongole. Accendete la fiamma, unite un cucchiaio d’olio d’oliva, pepe macinato al momento e saltate la pasta con la padella o mescolate energicamente con un cucchiaio di legno per far incorporare aria, in modo da creare una crema amalgamando la pasta con l’olio precedentemente aggiunto e il liquido di cottura delle vongole. Servite in un piatto piano spolverando con un po’ di prezzemolo tritato.

Tempo di preparazione:20 minuti

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Calamarata al profumo di mare

Ciao amanti della buona cucina, proseguendo con il nostro menù di pesce per i nostri ospiti del fine settimana, propongo un piatto molto saporito che lascerà al nostro palato tutto il sapore del mare. Dopo aver servito il soutè di cozze e prima dei filetti di branzino in crosta di patate, facciamo gustare ai nostri ospiti la calamarata al profumo di mare? La calamarata è una tipica pasta campana di grano duro, chiamata così per la sua forma che richiama la stessa degli anelli di calamaro, questo tipo di pasta con la ricetta che vi stò per proporre si sposa benissimo con gli ingredienti che andremo ad amalgamare. Con i vostri ospiti farete un figurone da veri esperti senza lavorare troppo. Resta solo da aggiungere qualche cozza in più alla ricetta precedente,vongole, procurarsi dei gamberetti freschi o in salamoia e alcuni pomodorini qualità cirio o datterino e il piatto è servito.

Ingredienti per 4 persone:

  • 350 gr. di pasta calamarata;
  • Una manciata di cozze e vongole veraci cotte seguendo la ricetta soutè di cozze;
  • 20/30 gamberetti freschi cotti in acqua bollente per 5 minuti o una manciatina per porzione di gamberetti in salamoia scolati e strizzati dal liquido di conservazione;
  • 1/2 cucchiaio di prezzemolo;
  • 2 mestolini di acqua di cottura rilasciata dalle cozze e vongole;
  • 20 pomodorini tagliati in 4 pezzi;
  • 2 cucchiai di olio extravergine aromatizzato all’aglio;
  • 1 cucchiaio di olio d’oliva extravergine crudo;
  • 1 cucchiaio scarso di prezzemolo tritato;
  • Pepe macinato al momento.

Procedimento:

Cuocere le cozze e vongole seguendo il procedimento della ricetta Soutè di cozze e vongole, recuperare il liquido rilasciato dalle stesse e versarlo in un recipiente. Decantare il liquido nell’ recipiente facendolo riposare per 1 ora, in questo modo se le vongole avessero rilasciato tracce di sabbia, questa si depositerà sul fondo del recipiente evitando di rovinare il sugo. Prendere un souté e aggiungere 1 cucchiaio di olio aromatizzato all’ aglio, scaldarlo a fuoco medio, unire i pomodorini tagliati, cozze e vongole, far insaporire per qualche secondo mescolando e bagnare con un mestolino di liquido di cottura delle cozze e vongole. Far insaporire per 1 minuto fino che il liquido sarà leggermente ridotto. Spegnere la fiamma e unire i gamberetti in salamoia. In caso utilizzassimo i gamberetti freschi, unirli all’ inizio con gli ingredienti precedentemente elencati. Bollire l’acqua in una casseruola con bordi alti, salare e immergere la pasta fino a che sarà cotta al dente, scolatela e unitela al sugo preparato, accendere la fiamma, spolverare di prezzemolo tritato e unire l’olio d’oliva crudo. Spadellare la pasta o mescolatela con un cucchiaio di legno aggiungendo un pò di liquido di cottura delle cozze fino a che lo stesso non si sarà rappreso e amalgamato con l’olio e la pasta creando una soluzione cremosa. Servire in un piatto e guarnire con qualche rametto di prezzemolo.

Buon appetito!

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Bigoli al torchio saltati con tartufo nero

Carissimi amici lettori,

Il torchio è  uno strumento antichissimo per fare vari tipi di pasta che risale alla fine del ‘500, realizzato tutto in legno eccetto l’interno della campana e le trafile che sono in bronzo.  Il suo pistone a vite, era azionato da una lunga pertica che, uno o più pastai manovravano. L’innovazione tecnologica porta prima a introdurre la vite in metallo e successivamente anche tutta la pressa, mentre verso la metà dell’ ‘800 cominciarono ad essere realizzati i primi torchi idraulici.

Il torchio
Il torchio

Il tartufo è un frutto di terra antichissimo conosciuto ai tempi dei Sumeri. In antichità, si pensava che questo tubero, per il suo colore, fosse il cibo del diavolo e delle streghe, ricco di veleno e sostanze tossiche che portavano alla morte. Il tartufo appartiene alla famiglia delle Tuberaceae, crescono e si sviluppano naturalmente in prossimità di radici di arbusti e alberi. Il tartufo ama terreni calcarei ed argillosi: il terreno del Piemonte rispecchia tutte le caratteristiche per il loro sviluppo, ma questi funghi sono diffusi anche in Toscana, in Umbria, in Emilia Romagna ed in Lombardia. La forma del tartufo dipende dalle caratteristiche del terreno: in quelli compatti, il tubero tende ad assumere una forma globulosa e nodosa per le difficoltà a svilupparsi, mentre in terre soffici, il tartufo risulta più liscio, omogeneo e tondeggiante.

Ingredienti per 4 persone:

Procedimento:

Pulite bene il tartufo sotto acqua corrente utilizzando un pennellino con setole dure o uno spazzolino, per eliminare le tracce di terra dalla parte esterna porosa del tubero. Tagliate il tartufo a metà e grattugiatelo in un piattino. In un soutè sciogliere il burro con l’olio, quando sarà caldo unite il tartufo grattugiato e insaporitelo a fuoco lento per qualche minuto, senza friggerlo. Spegnete la fiamma,salae  leggermente e fatelo riposare. Lessate i bigoli in abbondante acqua salata, fino a che saranno cotti al dente, scolateli e uniteli nel soutè con il tartufo. Accendete la fiamma e saltate il tutto amalgamando bene con un mestolino di acqua di cottura della pasta, servite in un piatto unendo sulla superficie delle fettine di tartufo, utilizzando la metà non utilizzata precedentemente e del pepe macinato al momento.

Grattugia per tartufi

Grattugi per tartufi

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