Dedicato a tutti voi

Ciao Cari amici lettori del mio blog,

Dedico a tutti voi questo importante traguardo, senza il vostro prezioso supporto non sarei mai arrivato quì e questo è solo merito vostro. Vi ringrazio per sopportare i miei commenti in risposta ai vostri, forse a volte, troppo pignoli in merito alle ricette che pubblico.

Grazie a tutti!

Max

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Scalòppa di pollo con broccoli

La carne di pollo è classificata una carne bianca molto magra, ricca di proteine con un contenuto di grassi medio basso, tale variabilità è legata al taglio, lavorazione, alimentazione ed età. Non sempre le carni bianche aviarie sono magre come il pollo, ad esempio il cappone ha, rispetto al pollo, una percentuale più alta di grassi. La ripartizione degli acidi grassi è a favore dei saturi rispetto ai polinsaturi e ai monoinsaturi, sommando questi ultimi due, si nota una prevalenza degli insaturi complessivi sui saturi. La carne di pollo non contiene carboidrati e non è  la più pregiata per il contenuto di sali minerali. Questa ricetta prevede un contrasto di sapori molto gradevoli.

Ingredienti:

  • 1 scalòppa da circa 150 gr. di pollo ricavata dal petto;
  • 250 gr. di broccoli tagliati e lavati;
  • 1/3 di bicchiere di vino bianco secco;
  • Farina bianca tipo 00 q.b.;
  • Sale, pepe macinato al momento q.b.;
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva;
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva aromatizzato all’aglio.

Procedimento:

In un tegame scaldate l’olio extravergine d’oliva, unite la scalòppa di pollo precedentemente infarinata e fatela rosolare da ambo i lati fino a che sarà leggermente colorita, salate e pepate.

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Spruzzare con il vino bianco e fate evaporare, togliete il pollo e adagiatelo in un piatto, coprendolo col coperchio.

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Eliminare la metà  del fondo di cottura dal tegame e unire i 2 cucchiai d’olio extravergine aromatizzato all’aglio, scaldatelo e aggiungete i broccoli, salate e pepate. Cuoceteli aggiungendo se serve un pò di brodo vegetale o acqua. A 3/4 di cottura dei broccoli unire il pollo.

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Fatelo insaporire per alcuni minuti, adagiate i broccoli cotti su un piatto teso, unite sopra di loro la scalòppa di pollo e servite ben caldo.

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Cestini di pasta brisé con cozze, seppie, patate e cipolla di Tropea

Cari amici lettori,

Questo antipasto è decisamente molto sfizioso e semplice da preparare, piace agli amanti del pesce e contiene tutti ingredienti che si abbinano tra loro. La pasta brisé o brisèe ha un gusto neutro ed è ottima per molte preparazioni sia di pesce e di carni. Possiamo renderla dolce aggiungendo zucchero in caso di preparazioni dolci, si presenta molto friabile e di colore quasi bianco dato che non contiene uova. Si ottiene impastando il burro con la farina, aggiungendo poi acqua per ottenere un impasto liscio e omogeneo. In questa pasta va messo sempre il sale ed è molto utilizzata per la preparazione di torte salate. Per dare un colore alla superficie, bisogna sempre spennellare con rosso d’uovo sbattuto prima di metterla al forno.

Ingredienti per la pasta per foderare 4 stampini di diametro 10 cm.:

  • 200 gr. di farina bianca tipo 00
  • 5 gr. di sale;
  • 50 gr. di acqua fredda;
  • 120 gr. burro.

Procedimento:

Impastare la farina con il burro precedentemente ammorbidito e il sale, unire l’acqua poco alla volta e lavorare fino ad ottenere una palla liscia e morbida. Stendere con un mattarello ad uno spessore di circa 3 mm, tagliate dei cerchi leggermente più larghi rispetto lo stampino che utilizzerete, imburrate  gli stampini e foderateli con i dischetti appena ottenuti facendo cadere la pasta verso l’esterno. Se ne avanzate un pò potete conservarla in frigorifero per alcuni giorni.

Ingredienti per il ripieno:

  • 1 Kg. di cozze fresche, possibilmente nostrane,  più  piccole rispetto le spagnole, ma più gustose;
  • 1 seppia fresca;
  • 1 patata media sbucciata e tagliata a cubetti;
  • 1/4 di cipolla di Tropea tagliata a julienne;
  • 1 bicchiere di vino bianco secco;
  • Sale pepe macinato al momento q.b.;
  • Acqua di cottura delle cozze;
  • 1 cucchiaio di prezzemolo;
  • 1 cucchiaio di basilico;
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva aromatizzato all’aglio.

Procedimento:

Togliete l’alga laterale alle cozze e lavatele bene, in una casseruola fate scaldare 1 cucchiaio di olio all’aglio, unite le cozze, il prezzemolo e il mezzo bicchiere di vino bianco, coprite con un coperchio e fate cuocere fino a che i gusci si saranno aperti. Fate raffreddare, togliete i molluschi dal guscio e conservateli sotto acqua per evitare che stcchino. In un altra casseruola, scaldate il rimanente olio aromatizzato, unite le seppie precedentemente private di occhi e becco posto in mezzo ai tentacoli e tagliate a julienne. Fate rosolare, unite il pepe e cuocete fino a che l’acqua non si sarà asciugata, unite il rimante vino bianco, fate evaporare e cuocetele al dente unendo, se serve, poco alla volta, il liquido di cottura delle cozze. Una volta pronte, riponetele in un piatto. Nella stessa casseruola dove avete cotto le seppie unite un filo di olio all’aglio al fondo di cottura e scaldatelo facendo rosolare la cipolla tagliata a julienne, unite le patate e cuocete unendo il liquido di cottura delle cozze poco alla volta. Poco prima che le patate siano cotte, unite le cozze, le seppie e il basilico, fate evaporare quasi totalmente il liquido, regolate di pepe e con l’aiuto di un cucchiaio riempite con il composto i cestini foderati di pasta brisée. Portate al centro i lembi della pasta che fuoriescono dallo stampino e infornate a 200° per circa 20 minuti. Servite caldi.

Potete servirli con un cucchiaio di vellutata di pesce posto sulla base di un piatto teso appoggiandovi sopra un cestino.

La vellutata di pesce si realizza con lo stesso procedimento della besciamella utilizzando l’olio al posto del burro e sostituendo il latte con il liquido di cottura delle cozze, diluito con fumetto di pesce. La proporzione è  750 ml di liquido di cozze e 250 ml di fumetto di pesce.

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Help!

Cari amici

ho bisogno del vostro gentile aiuto, nel mio sito wordpress ho selezionato, nelle impostazioni, la presenza del tasto reblog spuntando l’apposita casella già da tempo spuntata, a oggi entrando nel mio sito l’icona non compare, mentre nell’anteprima risulta presente.

Qualcuno di voi mi sa dire cosa devo fare? Se qualcosa si può fare.

Grazie a tutti Max

Souté di cozze

Ciao, eccomi ancora tra voi, vi piacciono le cozze? Ok, se le gradite, oggi vi propongo un’ ottima portata che può essere servita come antipasto o anche come secondo piatto. Se avete deciso di invitare amici per cena questo weekend, potete eseguire questa pietanza con facilità. A me piacciono molto e anche ai miei ospiti, quindi, visto che è  arrivato il fine settimana, organizziamoci! Vi assicuro che non ve ne pentirete.

Ingredienti per 4 persone come antipasto

Procedimento:

Togliere dalle cozze l’alga laterale, strappandola con le dita in modo orizzontale, lavatele sotto acqua fredda corrente, strofinatele tra loro con le mani e mettele in una bacinella. Prendete un souté largo, se non lo possedete, utilizzate una casseruola con bordi alti, unite l’olio all’aglio, accendete la fiamma moderata e scaldate bene. Quando l’olio sarà caldo, unite le cozze, il pepe macinato al momento e il vino bianco, mescolare con un mestolo e coprire con un coperchio. Cuocere rimestando di tanto in tanto a fiamma più sostenuta fino a che le cozze non saranno completamente aperte. Spegnete il fuoco e servire in un piatto fondo spolverando con prezzemolo tritato.

Variante:

A piacere servite con 2 crostoni di pane ciabatta affettato, appoggiati ai lati del piatto e precedentemente tostati in forno finchè non avranno preso un po’ di colore. Strofinate la superfice dei crostini con uno spicchio d’aglio e un filo di olio crudo.

Tempo di preparazione: 25 minuti circa

 

 

 

 

Quali sono le pentole migliori per cucinare?

Cari amici,

Invece di raccontarvi ricette, oggi vi parlo di pentole. Ma quali sono le migliori per cucinare? In realtà i materiali delle pentole in commercio sono molti, ma secondo il mio parere non tutti sono idonei e salutari. Dovendo fare delle scelte, avremo bisogno di più pentole in cucina per poter eseguire cotture differenti come ad es. per pasta, zuppe e spezzatini, quindi per cotture lunghe, per il vapore ecc. In pratica, servirebbe una pentola per la cottura di ogni alimento, dettaglio non così semplice. Di seguito elenco alcuni tipi di pentole e relative caratteristiche.

Le pentole in acciaio inox sono composte da una lega di ferro, cromo e nichel, materiale resistente e facile da lavare; non permette un’ottima conducibilità del calore e, senza l’adeguato condimento, favorisce la bruciatura del cibo sul fondo che diventa così poco salutare. Per questo motivo è consigliabile scegliere delle pentole a triplo stato, un fondo composto da due strati d’acciaio all’estremità e uno centrale di alluminio che permette una migliore diffusione del calore. Uno spessore sufficiente per renderle idonee a ogni tipo di cottura è di almeno 6 mm. L’acciaio possiede dei difetti, ovvero se va a contatto con sostanze acide come ad esempio pomodori potrebbe rilasciare particelle di metallo, mentre a contatto con il sale da cucina può riscontrare corrosione. Per ovviare quest’ultimo inconveniente,  si consiglia di unire il sale solo quando l’acqua bolle, mescolando contemporaneamente per favorirne lo scioglimento. Non è consigliabile lasciate cibi per lungo tempo nelle petole d’acciaio, considerando che le migliori sono quelle in acciaio 18/c ovvero prive di nichel.

Pentola

Le pentole in vetro o Pyrex si posso usare solo per cotture in forno, utili per la conservazione di cibi. Pratiche per il lavaggio e non rilasciano sostanze.

casseruola in vetro

Le pentole in terracotta sono simili alle pentole in pietra ollare sul profilo termico e sono ideali per alimenti con cottura lunga e lenta come ragù, spezzatino, brasati, zuppe e legumi. Dopo l’acquisto e prima dell’utilizzo, devono rimanere in ammollo per almeno 10 ore, ed essere utilizzate sul fuoco con lo spargifiamma.  Non devono mai essere graffiane con l’utilizzo di attezzi in metallo per non togliere lo smalto che le riveste,  spesso costituito da materiali non ecologici. Esistono altresì pentole ecologiche,  realizzate con smalti ecologici conteneti sostanze naturali.

Terracotta

Le pentole in teflon, meglio conosciute come antiaderenti, se portate alla temperatura di 200° o se graffiane con coltelli o spugne abrasive, rilasciano sostanze nocive. Queste pentole, per essere innocue, devono essere lavate a mano con cura, essere sempre nuove, ben tenute, non devono essere scaldate vuote a temperature elevate.  Meglio non cuocervi carni e nemmeno tostare il pane. Personalmente a casa non le uso più.

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Le pentole in alluminio sono molto usate nella ristorazione. Dato che l’alluminio tende a rilasciare parti di metallo, si sconsiglia di non lasciare gli alimenti in pentola dopo la cottura. Si consiglia di cospargere il loro interno con un po’ d’olio dopo il primo lavaggio e di non togliere mai la patina scura che si forma durante l’utilizzo. Questa patina è la naturale ossidazione dell’alluminio che diventa nel tempo una buona barriera per dividere questo metallo dal cibo. Per la pulizia, non utilizzare mai spugne abrasive per non disperdere particelle di metallo nocive. Esistono pentole in alluminio con un trattamento particolare, che conferisce al materiale trattato diverse caratteristiche durevoli, come antigraffio, prestazioni antibatteriche, possibilità di lasciare il cibo al loro interno, facile pulizia. Non si tratta di un rivestimento ma di un trattamento che trasforma l’alluminio in ossido di alluminio sigillato con ioni d’argento. Per il lavaggio sono consigliati prodotti bio-ecologici.

Alluminio

Le pentole in ceramica solitamente sono pentole in alluminio rivestite con vernici che contengono polveri ceramiche con limitata adesione e poca compattezza.

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Le pentole di ghisa sono pentole molto pesanti adatte alla cotture lente, non è un materiale adatto per il lavaggio in lavastoviglie. Si sconsiglia il lavaggio con acqua, meglio passare con carta e sale grosso per disincrostare. L’acqua può provocare formazione di ruggine. Questo materiale deve essere trattato con un sottile strato d’olio d’oliva per la conservazione, che evita la ruggine.

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Le pentole in puro rame necessitano molta manutenzione, tendono alla formazione di ossido, quindi tossicità. Richiedono trattamenti stagnanti e non sono adatte alle alte temperature. Secondo il mio parere, meglio evitarle.

Rame

Le pentole in titanio sono molto dure e questo materiale  sembra non essere tossico. Resistono al calore, sono antiaderenti ma non sono adatte a piastre elettriche, sono molto costose.

Titanio

Le pentole in pietra Ollare sono adatte a cotture lunghe a fiamma media. Vanno quindi bene per legumi, spezzatini e zuppe. Al momento dell’acquisto, meglio assicurarsi che non contengano tracce di fibre di amianto che potrebbero raramente essere presenti in questa pietra. Per averne la certezza esiste la certificazione rilasciata dal rivenditore.

Pietra ollare

Le pentole in ferro si adattano a molte cotture veloci grazie alla loro elevata conducibilità termica.  Sono valide per tostare, rosolare, cuocere uova in camicia e per grigliate. Possono supportare temperature molto elevate e una volta raggiunta la temperatura, possono diventare antiaderenti. Sono pentole soggette a ruggine quindi è meglio lavarle il meno possibile con l’acqua. Risciacquare con acqua calda per togliere residui di cibo da cottura ed asciugare preferibilmente direttamente sulla fiamma. In seguito, applicare un filo d’olio d’oliva una volta raffreddata per proteggerla. Per disinfettare, basta scaldare a fuoco vivo con del sale grosso, non devono mai essere lavate in lavastoviglie e le loro prestazioni migliorano con il loro utilizzo nel tempo e se ben trattate, possono diventare indistruttibili, resistendo agli urti. Non devono essere trattate con spugne abrasive, il ferro non è consigliato per la conservazione degli alimenti e preferibilmente non deve entrare in contatto con alimenti acidi come ad esempio pomodori, salse agrodolci, limone ecc. Il loro costo è accessibile.

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Ora lascio a voi la scelta.

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