Tecnica della cottura del pesce sotto sale

Come cuocere il pesce sotto sale.

Questo metodo è molto antico e serve a trattenere tutti gli aromi del pesce senza disperderli con la cottura. La tecnica permette di creare una specie di sottovuoto che trattiene umori e aromi al suo interno. Durante la cottura il sale forma una crosta, che, una volta rotta, emana i vapori molto profumati esaltati dal pesce fresco. Questa tecnica é molto semplice e non richiede molti ingredienti né metodi laboriosi. La prima regola consiste nel reperire pesce esclusivamente fresco, che dev’essere ben lavato e mai privato di pelle e squame. Solitamente, per ogni kg di pesce, si utilizza 1,5 kg di sale grosso raffinato o meglio ancora integrale in quanto più bagnato. Durante la cottura in forno, i liquidi del pesce vengono assorbiti dal sale, bagnandolo ulteriormente e formando così la menzionata crosta. A fine cottura, la crosta dovrà esser rotta con l’aiuto del dorso di un coltello, colpendola leggermente in vari punti per farla saltare. La parte più difficile di questo metodo è capire il giusto tempo di cottura. Mentre per altri tipi di cottura in forno, siamo abituati a guardare attraverso il vetro del forno e controllare determinati dettagli significativi come il colore della superficie dell’alimento oppure infilziamo uno stuzzicadente nel caso di una torta, con questo procedimento dobbiamo verificare solo tempo e temperatura. La proporzione più indicata e corretta sono circa 25 minuti per kg di pesce con forno preriscaldato a 200/220°.

Per la carne, invece, la tempistica è maggiore: circa 40 minuti ogni kg di carne per cotture al sangue e 50 minuti circa per le cotture complete, infine, è da tener presente che sia la forma che l’eventuale presenza di ossa, possono modificare la durata della cottura ed aumentarla in maniera considerevole.

Procedimento:

Cospargete la base di una placca da forno con il sale grosso, adagiate il pesce eviscerato aromatizzando l’addome con erbe aromatiche come ad es. rosmarino, timo, alloro, ecc., ricoprite completamente la superficie del pesce con il sale e infornate a forno pre-riscaldato a 200°.

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Il pesce bollito

Come si prepara il pesce bollito?

Iniziamo dicendo che i pesci da bollire interi, vanno messi a cuocere con liquidi freddi, per evitare che si rompano. Per i pesci grossi, che richiedono un certo tempo di cottura, non sarà necessario preparare in anticipo il brodo, basterà aggiungere sotto l’anima della pesciera, una quantità di verdure e aromi come segue: Continua a leggere “Il pesce bollito”

Come cucinare la pasta

Come si  cucina la pasta.

Siamo famosi in tutto il mondo per essere i migliori nella preparazione della pasta e per conoscerne i segreti. A volte è  molto semplice dire prepariamo un piatto di pasta”, ma quanti errori si possono commettere? Anche le ricette più semplici devono essere realizzate a regole d’arte.

Vediamo insieme alcuni accorgimenti per preparare la pasta:

  1. Le qualità di pasta sono tante e spesso, le diversità determinano prezzi variabili. Tra tutte, la pasta trafilata al bronzo accoglie bene i condimenti, garantendo una resa migliore;
  2. Ogni condimento va abbinato ad uno specifico formato di pasta, la pasta corta è  più indicata a ragù o sughi poco omogenei, la pasta a spirale invece a sughi a base di pomodoro, la pasta lunga si sposa a sughi liquidi e cremosi e la pasta brigata assorbe molto meglio i condimenti;
  3. Ora veniamo all’acqua: di solito il rapporto è 1 litro di acqua ogni 100 gr. di pasta, l’utilizzo di poca acqua può essere indicato per cotture come ad esempio il “risottare” che prevedere la cottura della pasta nel sugo aggiungendo acqua poco alla volta;
  4. Quando si preparano le insalate di pasta non deve mai essere raffreddata sotto l’acqua per fermare la cottura ma deve essere cotta molto al dente, scolata e lasciata raffreddare amalgamandola con olio per evitare che si attacchi su se stessa;
  5. La cottura della pasta è molto importante, quindi è necessario attendersi ai tempi di cottura indicati sulle confezioni, al limite scolatela qualche minuto prima e terminate la cottura con il condimento, bagnandola con acqua di cottura della pasta, assaggiandola per non sbagliare la cottura;
  6. Per quanto riguarda il sale, serve aggiungerlo all’acqua solo quando avrà iniziato a bollire. La giusta dose è  di circa 8 gr. ogni 100 gr. di pasta. Mettere il sale prima che l’acqua inizi a bollire, potrebbe rallentare il bollore, mentre  è sbagliato unirlo durante la cottura della pasta;
  7. Alcuni aggiungono olio durante la cottura per tenere separata la pasta, vi posso garantire che non serve nemmeno per la pasta all’uovo;
  8. Non usare il coperchio durante la cottura della pasta, il coperchio serve solo per accelerare il bollore dell’acqua prima di immergere la pasta;
  9. Anche le pentole devono essere scelte con cura, ad esempio consiglio una pentola alta con un diametro medio, per indenderci, le pentole a forma di cilindro sono le ideali;
  10. Scolate la pasta utilizzando uno scolapasta con il manico, in modo che la preziosa acqua di cottura resti nella pentola, unitela al sugo in un soutè e saltatela per qualche minuto a fiamma media per amalgamarla meglio con il sugo, unendo se necessario, acqua di cottura.

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Rassegna stampa

Con grande entusiasmo e soddisfazione per la segnalazione, ringrazio Paola per la collaborazione ed opportunità di partecipare al suo stimolante blog: primononsprecare.wordpress.com. Ci aiuta ad utilizzare il prezioso cibo in tutte le sue parti eliminando notevolmente lo spreco.

copertina

 

Olio d’oliva extravergine aromatizzato all’aglio

Cari lettori,

Sicuramente avrete notato che in molte delle mie ricette propongo l’utilizzo dell’olio extravergine d’oliva aromatizzato all’aglio. Ho imparato da alcuni Chef ad utilizzare questo prodotto, facilissimo da preparare, da conservare in dispensa, per aromatizzare parecchi piatti, e che non crea problemi all’alito. Nel dubbio, consiglio di masticare qualche chicco di caffè o qualche seme di finocchio a fine pasto. L’aglio è usato per minestre, sughi, contorni, arrosti di carne, insaccati e per cucinare il pesce.

In commercio troviamo parecchie distinzioni di olio di oliva, tra cui:

  • Olio extravergine d’oliva;
  • Olio vergine di oliva;
  • Olio d’oliva.

L’olio extravergine e vergine sono ambedue soggetti a processi meccanici di estrazione e, non subiscono trattamenti mediante l’utilizzo di solventi o altri processi chimici. Gli unici trattamenti che possono subire sono il lavaggio, la decantazione, la centrifugazione e la filtrazione. La condizione essenziale è che l’olio non subisca alcuna alterazione.

Ma le differenze quali sono?

L’olio extravergine di oliva deve possedere tutte le caratteristiche descritte e un quantitativo di acido oleico che può arrivare al massimo a 0,8g. per 100g.

L’olio vergine di oliva, oltre alle caratteristiche descritte, deve avere un quantitativo di acido oleico al massimo di 2g. per 100g.

L’olio di oliva è un olio ottenuto dal mescolamento di olio di oliva raffinato con un olio di oliva vergine e ha un quantitativo di acido oleico non superiore a 1g. per 100 g. La raffinazione dell’olio avviene mediante processi chimici utilizzati su oli ricavati da olive che possono essere difettose, perchè contaminate da insetti o su oli che hanno un contenuto di acidi oleici da non poter rientrare nella categoria dei vergini.
L’olio d’oliva per quanto abbia un tenore di acidità inferiore rispetto all’olio extravergine e vergine di oliva, è di qualità inferiore perchè frutto del taglio di oli ottenuti per mezzo di processi differenti.

Per Olio di oliva extravergine s’intende olio ottenuto dalla prima spremitura delle olive, escludendo totalmente l’utilizzo di mezzi o processi chimici. Il pH dell’ olio extravergine di oliva rappresenta, assieme ad alcune proprietà organolettiche e gustative, il parametro fondamentale nella valutazione qualitativa del prodotto. L’olio extravergine è costituito dal 99% di lipidi. La prevalenza di acido oleico conferisce all’olio extravergine di oliva proprietà ineguagliabili; questo acido grasso, chimicamente monoinsaturo, determina vari fattori:

  • Un punto di fumo sufficiente per la frittura; questo parametro è fisicamente determinato dal livello di saturazione degli acidi grassi, quindi i grassi saturi hanno un punto di fumo maggiore degli insaturi, mentre i monoinsaturi hanno un punto di fumo maggiore dei grassi polinsaturi e dal quantitativo di acidi grassi liberi. Altri tipi di oli raffinati tipo: di semi, idrogenati o strutto hanno una resistenza maggiore alle alte temperature, ma la qualità degli acidi grassi ed il relativo impatto sul metabolismo non sono lontanamente paragonabili a quelli dell’olio extravergine di oliva.
  • Stabilità di conservazione. È molto stabile all’ossidazione e contribuisce a determinare le proprietà conservative indispensabili nella conservazione per immersione. Gli altri grassi utilizzati in cucina, con tutte le loro differenze, non possiedono caratteristiche di resistenza all’ossidazione altrettanto buone come l’olio extravergine d’oliva. Va detto e precisato che, l’olio d’oliva extravergine, è ottimo per friggere a patto che sia usato per una sola cottura. È ovvio sottolineare che, dispiace usare quest’olio per eseguire una frittura sia per il costo e per lo spreco, ma dal mio punto di vista meglio una frittura in meno ma fatta con olio buono. Infine aggiungo e consiglio che nessun olio extravergine può avere un costo inferiore a 10 euro al litro, altrimenti non può essere extravergine.

Preparazione olio aromatizzato all’aglio:

Prendete un bottiglia di vetro della capienza da 250 ml., sterilizzate il contenitore di vetro in acqua bollente per qualche minuto così da eliminare eventuali cariche batteriche. Inserite nella bottiglia alcune scaglie di aglio essiccato, riempitela d’olio extravergine di oliva, tappate e fate riposare per almeno 48 ore, girandola di tanto in tanto dal basso verso l’alto per permettere una miscelazione omogenea. Conservate togliendo l’aglio. In caso di aglio fresco sarebbe più corretto dare una sbianchitura in acqua bollente oppure scaldare per qualche minuto gli spicchi, privati della buccia e schiacciati con un pò d’olio, fate raffreddare, togliete l’aglio e versatelo nel contenitore riempendolo con olio extravergine crudo e far riposare girandolo di tanto in tanto. Consumare l’olio entro un mese circa e sostituire l’aglio quando avrà assunto un colorito più scuro.

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Il pesce alla griglia

Cari amici,

Siamo abituati a cucinare il pesce in vari modi, personalmente ritengo però che il miglior risultato si ottenga con la cottura alla griglia anche se nel mio blog propongo diverse versioni. E’ chiaro che non tutti i pesci si prestano ad una simile cottura come ad esempio i molluschi. Continua a leggere “Il pesce alla griglia”

Le fritture


Parliamo di fritture?

La frittura, uno dei sistemi di cottura più largamente usato, consiste nell’immergere la vivanda da cuocere in un grasso bollente che può essere olio, strutto, burro o margarina, ma l’olio è, senza dubbio, il migliore elemento per ottenere una frittura croccante e dorata. Esso sopporta le più alte calorie, rispetto agli altri grassi e può raggiungere persino i 250° senza bruciare, inoltre è anche di gusto più prelibato.

Come si frigge.

In primo luogo si dovrà tenere presente la caloria dell’ olio, che dovrà essere più o meno alta secondo la qualità e la grossezza della vivanda che si vuol friggere. I gradi di calore, atti a cuocere gli svariati fritti, si possono praticamente suddividere in tre distinte gradazioni, e cioè:

Semi-caldo: da 130 a 145 gradi;
Caldo: da 155 a 170 gradi;
Caldissimo: da 175 a 190 gradi.

La prima gradazione è necessaria per friggere vegetali come: carciofi, zucchine, melanzane, patate ecc.; questi dovranno essere tagliati a fette o a spicchi, affinché l’evaporazione dell’ acqua di vegetazione da essi contenuta e la cottura avvengano contemporaneamente, come pure i pesci da porzione e le carni piuttosto voluminose, che debbono cuocere interamente nella frittura, e nei quali la cottura completa deve arrivare insieme con il croccante e il color d’oro dell’ involucro esterno. La seconda gradazione è necessaria per friggere elementi che hanno già subìto in precedenza un principio di cottura o una cottura completa, come per esempio, tutte le varie crocchette, i vari pesci o molluschi per fritture, le uova, frittelle, legumi, ecc., siano questi impegnati o semplicemente alla farina ed all’ uovo, oppure passati nella pastella per friggere. Che gradazione fa sì che, al contrario dell’ olio bollente, gli elementi di cui sopra vengono immediatamente protetti dalla formazione di un involucro solido e rosolati, come una corazza, che garantirà una perfetta frittura, senza pericolo alcuno che possano aprirsi e disperdersi nella padella. Essendo tutti questi elementi cotti prima di friggerli, il loro completo riscaldamento interno deve prodursi dopo la formazione del suddetto involucro. La terza gradazione è necessaria per friggere quegli elementi che, per la loro cottura, non richiedono che pochi secondi, come bianchetti, rossoli e altri simili, come pure per perfezionare e completare la cottura di patate fritte e soffiate. Appena tolte dalla padella le fritture vanno bene sgocciolare e messe su teglie ricoperto da un panno di carta assorbente. La quantità dell’olio usato per la frittura dovrà essere sempre proporzionato all’importanza e al volume degli elementi da friggere, in modo che questi vengano a trovarsi completamente sommersi. Ogni volta che si procede alla frittura di nuovi elementi, occorre passare l’olio già usato attraverso un panno, se non si vuol pregiudicare la buona riuscita del fritto. Così pure, quando l’olio della padella è diventato eccessivamente scuro, in seguito a prolungato sfruttamento, occorre rinnovarlo completamente.

FRITTURE COMPOSTE O MISTE

Le fritture composte sono conosciute coi nomi di grandi fritti, fritti misti, fritti scelti e costituiscono il vanto di parecchie cucine regionali. In esse, tradizionalmente, possono entrare tutti gli elementi adatti a questo genere di preparazione come: legumi, carni, frattaglie, pesci, uova, formaggi freschi, crocchette di ogni tipo, frittelle di legumi di carni o di pesci, crostini ecc.; e tanto più sono gustose ed apprezzate, quanto più ricca è la varietà delle preparazioni che le compongono.

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Ortaggi

Il prezzemolo da cospargere su legumi, intingoli o altro, deve essere tritato fine e strizzato in un angolo del torcione  perché resti ben diviso. Quando lo si vuol aggiungere alle minestre va invece tritato grosso. Le patate naturali devono essere ben tornite a forma di grossa noce e cotte a vapore. In mancanza del recipiente adatto per la cottura a vapore,  si mettono in una casseruola più larga che alta, in modo che restino in un solo strato sul fondo e si cuociano con acqua salata. Se, per  la qualità, tendessero a rompersi, aggiungete all’acqua del succo di limone o dell’aceto bianco. In molte ricette viene richiesto lo scalogno, in mancanza di questo, usate la cipolla in minor quantità.

Max

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Le salse

Ciao amici,

oggi vi parlo delle salse che rappresentano la parte più delicata del complesso culinario. Esse sono definite preparazioni semi-liquide che accompagnano carni,pesci, uova o altro, per arricchire o perfezionare il gusto. Devono sempre essere in armonia con cibi che accompagnano, e da ciò deriva l’importanza che la loro scelta e la loro elaborazione hanno nella preparazione delle vivande. nelle cucine dei grandi alberghi, questo importante ruolo viene affidato al “salsiere” (chef saucier), capo partita o reparto tra i più importanti, il quale ha la responsabilità dell’esecuzione dei così detti “fondi di cucina”, elementi fondamentali dai quali si ricavano le grandi salse madri o di base, che servono per la preparazione di quasi tutte le altre salse. Un buon salsiere, per avere questo ruolo, deve sviluppare al massimo la virtù del gusto. Il gusto, senso che permette di percepire e distinguere i sapori, risiede nel palato e nella lingua e per arrivare alla perfezione deve esercitarsi continuamente nell’educazione del gusto, per raffinarlo ed essere in grado di distinguere il sapore delle salse, vivande e delle altre preparazioni di sua spettanza, allo scopo di renderle sempre più piacevoli e appetitose. I fondi rappresentano, come si è detto precedentemente, l’anima della cucina e la loro preparazione dev’essere sempre ben curata. La loro importanza è così grande che in cucina non devono mai mancare, se vogliamo fare qualcosa di buono e serio. I fondi devono essere sempre freschi. Una lunga permanenza in frigorifero nuocerebbe al gusto ed annullerebbe di conseguenza il lavoro più scrupoloso eseguito nella preparazione delle salse. Le salse dovranno sempre essere molto leggere e delicate, va quindi curato al massimo il dosaggio dei condimenti e sono da evitare le prolungate cotture che annientano il sapore.

FONDI DI CUCINA

Sono chiamati fondi di cucina tutte quelle preparazioni liquide ottenute dalla cottura prolungata di varie specie di elementi nutritivi e aromatici, dalle quali hanno origine le grandi salse madri o di base, e quasi tutte le altre salse che nascono o derivano da esse.

  1. Fondo bruno comune;
  2. Fondo bruno di vitello;
  3. Fondo bruno di selvaggina;
  4. Fondo bianco comune;
  5. Fondo bianco di vitello;
  6. Fondo bianco di pollo;
  7. Fondo bianco di pesce o fumetto.

LE SALSE MADRI:

  • Dal fondo bruno comune si ricava il sugo di carne;
  • Dal fondo bruno di vitello si ricava il sugo di vitello legato;
  • Dal fondo bianco comune si ricava la salsa bianca o vellutata comune;
  • Dal fondo bianco di vitello si ricava la salsa bianca o vellutata di vitello;
  • Dal fondo bianco di pollo si ricava la salsa bianca o vellutata di pollo;
  • Dal fondo bianco di pesce o fumetto si ricava la salsa bianca o vellutata di pesce.

Sono considerate salse madri, pur non avendo origini da nessun fondo, le seguenti salse:

  • Salsa besciamella;
  • Salsa pomodoro.

SALSE E GRUPPI DI SALSE, TRA LE PIÙ IMPORTANTI, DI DIRETTA DERIVAZIONE DALLE SALSE MADRI

  1. Salsa Demi glace;
  2. Salse brune composte;

Si ricavano dai sughi di carne, di vitello e di selvaggina.

  1. Salsa suprema;
  2. Salsa Parigina o Allemande;
  3. Salsa crema;
  4. Salse bianche composte;

Si ricavano dalle salse bianche vellutate comuni, di vitello o di pollo.

  1. Salsa al vino bianco;

Si ricava dalla salsa bianca o vellutata di pesce.

  1. Salsa Villeroy;
  2. Salsa per gratinare (salsa Mornay);
  3. Salsa crema;

Si ricavano dalla salsa besciamella.

Possiamo dire che le salse si differenziano in:

  1. Fondi di cucina;
  2. Salse madri;
  3. Salse composte;
  4. Salse fredde;
  5. Salse calde.

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Le Marinate: che cosa sono e a cosa servono

Ciao amici,

inizio a spiegare che cosa sono e a cosa servono le marinate.

  • Le Marinate:

Sono liquidi composti con vini diversi, aceto, olio, con aggiunta di condimenti vari, erbe aromatiche e spezie, nei quali si fanno macerare carni (particolarmente selvaggina) ed altre sostanze, allo scopo di renderle più tenere e saporite e di farne risaltare maggiormente le doti rendendo gradevole il sapore selvatico delle carni. Si possono preparare sia crude che cotte. Le proporzioni degli ingredienti variano a seconda della qualità e del taglio delle carni. Continua a leggere “Le Marinate: che cosa sono e a cosa servono”

Quali sono le pentole migliori per cucinare?

Cari amici,

Invece di raccontarvi ricette, oggi vi parlo di pentole. Ma quali sono le migliori per cucinare? In realtà i materiali delle pentole in commercio sono molti, ma secondo il mio parere non tutti sono idonei e salutari. Dovendo fare delle scelte, avremo bisogno di più pentole in cucina per poter eseguire cotture differenti come ad es. per pasta, zuppe e spezzatini, quindi per cotture lunghe, per il vapore ecc. In pratica, servirebbe una pentola per la cottura di ogni alimento, dettaglio non così semplice. Di seguito elenco alcuni tipi di pentole e relative caratteristiche. Continua a leggere “Quali sono le pentole migliori per cucinare?”

Il fumetto di pesce

  • Porzioni: Dipende dalla quantità desiderata
  • Problema: Medio
  • Stampa

Vi racconto come si realizza il fumetto di pesce, soprattutto che cos'è e a cosa serve. Il fumetto di pesce è un fondo di cottura chiaro, ottenuto riducendo il liquido utilizzato per la bollitura di carcasse di pesce, scarti di pesci vari, molluschi e crostacei, unendo verdure a pezzi ed erbe aromatiche. Come tutti i fondi di cottura, il suo utilizzo ha la funzione di aromatizzare e insaporire ricette a base di pesce. Il termine fumetto deriva dal francese fumet, ovvero il profumo esalato delle pietanze in cottura o servite in tavola. Il fumetto di pesce si ottiene per addensamento tramite bollitura e riduzione di liquido, senza l'aggiunta di addensanti come ad esempio il Roux. Questo processo avrà la caratteristica essenziale di farlo risultare legato e ristretto in modo netto e definito. Le applicazioni di questo fondo sono molteplici. Nella cucina italiana è parecchio utilizzato per la preparazione di sughi per primi piatti, mentre in Francia lo si utilizza più frequentemente per la preparazione di secondi piatti e altre salse di accompagnamento.

Continua a leggere “Il fumetto di pesce”

Il burro fatto in casa

Ciao amici miei,

Oggi vi racconto qualcosa sul burro. Questo alimento è ottenuto dalla lavorazione della crema del latte di vacca o dal suo siero per lavorazione. Il burro è un concentrato di lipidi ed è semplicemente ottenuto dalla panna del latte. Con la panna del latte si possono ottenere diversi alimenti come ad es. panna da cucina, panna da montare, si possono arricchire formaggi e creare mascarpone e gelati. La panna si ottiene industrialmente, centrifugando il latte a circa 7000 giri/minuto. I globuli di grasso, meno densi e più leggeri rispetto l’acqua, si separano dal latte e si portano verso il centro della macchina. Continua a leggere “Il burro fatto in casa”

Il court bouillon

  • Porzioni: 1kg di pesce
  • Problema: media
  • Stampa

Amici lettori oggi parlo francese! Scherzo! Parliamo del court bouillon, e che cos'è??Questo termine deriva dal francese e significa brodo ristretto. Di solito, in questo brodo aromatizzato, si prepara il pesce lessato da consumare semplicemente bollito, accompagnato da vari tipi di salse tra cui la salsa Tartara, salsa Rosa, salsa Aurora, salsa Arlecchino e molte altre. Ogni tipo di salsa accompagna determinati tipi di pesci cucinati. Questo tipo di brodo si prepara partendo dall'acqua fredda e la quantità di liquido varia a seconda delle dimensioni del pesce da cucinare che deve esserne ben ricoperto. Fino a un Kg. di prodotto, basta una cottura breve, di massimo 30 minuti, per dimensioni più elevate, serve maggior tempo. Il brodo si può preparare anche in anticipo, aromatizzandolo con le erbette necessarie e conservandolo in frigo o in freezer dopo che si sarà raffreddato per utilizzarlo all'occorrenza. Prepariamolo insieme considerando un pesce del peso di 1 Kg.

Continua a leggere “Il court bouillon”

Il Risotto

Ciao amici,

Oggi vorrei dedicare questo articolo al risotto, un piatto che sembra semplice e facile da realizzare ma in realtà non è così! Vivo in una delle terre ove i risotti sono un’eccellenza culinaria ma non sempre vengono cucinati col procedimento corretto. Fino agli anni ’90 i risotti nei ristoranti erano buoni, fatti con cura, i chicchi di riso erano ricchi di sapore in base al tipo di condimento od ortaggio con cui venivano proposti e dopo 15 minuti di attesa si poteva gustare un buon risotto. Oggi è cambiato tutto, anche il risotto è diventato un piatto “veloce”, proposto perciò precotto per minimizzare i tempi del servizio perchè abbiamo tutti fretta e non siamo disposti ad aspettare. Spesso quindi ci troviamo davanti piatti senza gusti definiti perché il riso non ha assorbito il gusto degli ingredienti con i quali è stato condito o risotti troppo cotti. Continua a leggere “Il Risotto”