Composizione di mazzancolle rosolate in soutè con ragù di marroni.

Un caloroso saluto a tutti,

Come promesso a qualcuno di voi, vi presento una ricetta con il delizioso crostaceo decapode,  ossia con 10 zampe, appartenente alla famiglia Penaeidae. Andremo ad abbinare il suo sapore dolciastro a quello delicato e particolare delle castagne, frutto di questa stagione. Sò bene che l’accostamento vi potrebbe creare dei dubbi circa il risultato, ma il segreto stà quasi sempre negli ingredienti utilizzati per la preparazione. Se saranno semplici che non coprono, bensì esaltano i due protagonisti della ricetta, andremo a sposare due sapori che diventeranno assieme unici al palato.

Ingredienti per 2 persone:

  • 10 code di mazzancolle fresche;
  • 14 marroni;
  • 1 foglia di alloro;
  • Brodo vegetale q.b.;
  • 1/4 di bicchiere vino bianco secco;
  • 1 cucchiaio scarso di cipolla di Tropea tritata;
  • 2 cucchiai di Olio extravergine d’oliva aromatizzato all’aglio ;
  • 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva;
  • Sale, pepe macinato al momento;
  • Un cucchiaino da caffè di prezzemolo tritato.

Procedimento:

Incidete i marroni sul dorso con uno spelucchino e bolliteli in acqua per circa 30 minuti con un cucchiaio di olio extravergine per facilitarne la sbucciatura quando saranno cotti. Pelate i marroni e tritateli a mano non troppo fini e riponeteli in un contenitore. Non utilizzate mixer, la velocità di questi elettrodomestici è  troppo elevata e, le lame d’acciaio a velocità sostenuta, potrebbero sviluppare calore alterando il gusto del frutto, rendendolo in poltiglia che non andrebbe bene per questa preparazione. Togliete zampe e la corazza delicatamente dalle code di mazzancolle. In un soutè scaldate 2 cucchiai d’olio extravergine all’aglio , rosolate le mazzancolle da ambedue i lati avendo cura di salarle e peparle sui 2 lati. Bagnate con il vino bianco e fatelo evaporare. Toglite le code dal soutè e appogiatele su un piatto avendo cura di coprirle con un coperchio per mantenerle calde. Unite la cipolla tritata al fondo di cottura delle mazzancolle utilizzando lo stesso soutè, fatela rosolare, aggiungete i marroni tritati e fate assorbire completamente il fondo di cottura. Salate, pepate, unite la fogliolina di alloro e cuocete per qualche minuto, rimestando con un cucchiaio. Versate nel composto 1 bicchiere di brodo vegetale e cuocete per alcuni minuti fino a che la salsa non risulterà cremosa. Togliete la foglia di alloro e regolate di sale e pepe. Disponete il ragù di marroni al centro di un piatto di servizio come nella foto, appoggiatevi sopra le code di mazzancolle calde e spolverate con il prezzemolo tritato prima di servirle.

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Spirale di bavette alla carbonara

  • Porzioni: 2
  • Difficoltà: medio bassa
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Ciao amici, vi propongo una ricetta conosciuta da tutti, ma dobbiamo essere accorti a non commettre certi errori che potrebbero compromettere questo delizioso piatto tipico del Lazio.

Aggiungi quì eventuali note.

Ingredienti

  • Non devono essere utilizzati fondi di verdure;
  •  Rapporto tuorlo/uovo intero 2-1;
  • Deve essere utilizzato solo il guanciale;
  • Si usa il pecorino romano e non il grana.
  • 400 gr. di bavette;
  • 2 tuorli d’uovo, 1 uovo intero;
  • 130 gr. di guanciale di maiale;
  • Sale, pepe macinato al momento;
  • 30 gr. Pecorino romano grattugiato;
  • 1 filo d’olio extravergine d’oliva.

Istruzioni

  1. Tagliate il guanciale a dadini e soffriggetelo in un soutè per circa 7/8 minuti con un filo d’olio extravergine fino a che non sarà croccante;
  2. In una ciotola, sbattete con una frusta le uova con sale, pepe macinato al momento e metà quantità di pecorino grattugiato;
  3. Lessate le linguine in acqua salata fino a che saranno cotte al dente, scolatele e unitele nel soutè con la pancetta calda, unite il composto d’uovo e mescolate amalgamando il tutto. La particolarità di questa ricetta è l’uovo che non deve cuocere, altrimenti facciamo la pasta con l’uovo strapazzato;
  4.  Quando il tutto sarà ben amalgamato, servire in un piatto di servizio e unite sulla superficie il pepe macinato al momento e il rimanente pecorino grattugiato.

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Fagioli borlotti cremosi al rosmarino

Ciao amici lettori,

Ho il piacere di proporvi una ricetta molto semplice, apprezzata e gustosa. Vi ho già raccontato dei fagioli nella ricetta Pasta e fagioli sapori antichi, perciò adesso vi parlo del rosmarino, prima di passare alla ricetta vera e propria. Si tratta di una pianta sempreverde, tipica della macchia mediterranea, che cresce dal livello del mare fino a 1200m di altitudine. Possimo dire che possiede proprietà digestive naturali, mentre l’olio essenziale contenuto è riccho di eucaliptolo e possiede un alta proprietà antiossidante. Quest’ultimo agisce sulle vie biliari e sull’intestino tenue per favorire la digestione. I fattori antiossidanti più presenti sono senz’altro l’acido carnosico e l’acido rosmarinico.

Ingredienti per 2 persone come secondo piatto:

  • 400 gr. fagioli borlotti freschi;
  • 1/2 cipolla media di Tropea tagliata a julienne;
  • 1 cucchiaio di Olio extravergine d’oliva aromatizzato all’aglio ;
  • Brodo vegetale q.b.;
  • 2 rametti di rosmarino tritati;
  • Sale, pepe macinato al momento;
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco.

Procedimento:

Soffriggete la cipolla tritata e il rosmarino tritato con l’olio aromatizzato dell’aglio, unite i fagioli e fateli insaporire per qualche minuto, rimestando con un cucchiaio. Unite il 1/2 bicchiere di vino bianco secco e fatelo evaporare, salate, pepate e portate a cottura unendo, di tanto in tanto, il brodo vegetale poco alla volta. Quando i fagioli saranno cotti non asciugateli troppo, se fosse, unite un pò di brodo vegetale fino a che vedete formarsi una leggera crema densa che legherà il tutto. Servite caldi e guarnire a piacere con qualche rametto di rosmarino fresco.

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Risotto delicato con porri, curcuma e cuore di bacon croccante

Cari amici,

Oggi vi descrivo questa ricetta molto sfiziosa. Il porro è  un ortaggio molto tenero con un gusto dolciastro e di facile digeribilità, si raccoglie nei periodi da Ottobre a Marzo.

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Il bacon e la pancetta, qual’è la differenza? Molte volte usiamo parlare di bacon e di pancetta come se fossero sinonimi, in realtà parliamo di due alimenti nettamente diversi tra loro. Vediamo quali sono le differenze.

LA PANCETTA: possiamo trovarla stesa, steccata o arrotolata e si ottiene rifilando la pancia dei suini, viene in seguito speziata, salata e lasciata a riposo. La stagionatura varia tra i 60 ai 120 giorni, mentre i semilavorati, come pancetta a cubetti o pancetta affumicata, non subiscono la stagionatura.

IL BACON: questo prodotto si ricava dalla parte posteriore del maiale, si può ricavare anche da altri tagli: schiena, lombi, gola, fianchi. In seguito la carne deve essere lasciata in salamoia. Dopo essere stata essiccata viene cotta in forno, al vapore, oppure bollita o affumicata.

Bacon

LA CURCUMA: è  ricavata da una pianta, il colore è  giallo come lo zafferano che oltre a donare colore agli alimenti dona anche il sapore. I rizomi vengono bolliti ed essiccati al sole o in forno, successivamente vengono schiacciati in una polvere giallo-arancio. Il suo ingrediente attivo è la curcumina che ha un sapore terroso, amaro e piccante, mentre il colore si conserva nel tempo. La curcuma è una spezia antiossidante dalle proprietà depurative e antitumorali.

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Ingredienti per 2 persone:

  • 200 gr. di riso vialone nano;
  • 1 porro medio tagliato a julienne;
  • 60 gr bacon;
  • 5 gr. curcuma in polvere;
  • 1/2 cucchiaio di cipolla rossa di Tropea tritata;
  • 1 cucchiaio di Olio extravergine d’oliva aromatizzato all’aglio ;
  • 1 cucchiaio di olio d’oliva extravergine;
  • 1 cucchiaio di grana grattugiato;
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco;
  • Brodo vegetale q.b. ( circa 1 litro).

Procedimento:

In un tegame scaldate il bacon e farlo soffriggere nel suo grasso fino a che non sarà diventato croccante, toglietelo dal tegame e riponetelo in un contenitore. Aggiungete l’olio all’aglio al fondo di cottura del bacon e rosolate la cipolla tritata, unite il porro tagliato a julienne lavato, salate, pepate e fatelo stufare a fuoco lento insaporendolo fino a che non sarà ammorbidito e cotto al dente. Se dovesse asciugare troppo durante la cottura, unire qualche mestolino di brodo vegetale. Fate evaporare il brodo e unite il riso, alzate la fiamma e fate tostare per qualche minuto rimestando con un cucchiaio di legno. Bagnate con vino bianco e fate evaporare. Unite la curcuma e il brodo bollente di tanto in tanto, rimestando continuamente fino a che il riso non sarà cotto al dente. Mantecate con un cucchiaio di olio extravergine e il grana grattugiato. Riempite di riso un mestolo da cucina, pressarelo con un cucchiaio e sformatelo in un piatto di servizio creando una 1/2 sfera. Con un cucchiaio da tavola fate un avvallamento nel centro della 1/2 sfera di riso e inserite metà quantità di bacon croccante per porzione di riso precedentemente scaldato. Servite subito!

Personalmente ritengo un ottimo contrasto; è sott’inteso che la quantità del bacon deve essere non oltre i 30 gr. per porzione per evitare che il sapore dello stesso copra il gusto delicato dei porri.

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Paccheri spadellati con ragù di spigola e rana pescatrice profumati con basilico fresco

  • Porzioni: 2
  • Difficoltà: facile
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Iniziamo a spiegare che i paccheri sono una tipica pasta campana assomigliante a maccheroni giganti, realizzati con semola di grano duro. Data la loro forma grande, i paccheri possono essere farciti come i cannelloni, si accompagnano con tanti sughi a base di pesce, verdure e carni. Questo tipo di pasta risale al XVI secolo, quando nacquero i primi pastifici a conduzione familiare. Le zone ideali per la produzione di paccheri furono Gragnano e Napoli, grazie al clima di sole, vento e giusta umidità. Infine, la ruvidezza della superficie di questa pasta aiuta il sugo ad attaccare e regala una resa più gustosa in bocca.

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Ingredienti

  • 200 gr. di paccheri;
  • 100 gr polpa di spigola;
  • 100 gr. rana pescatrice;
  • 15 pomodorini qualità  datterino tagliati a metà;
  • Sale, pepe macinato al momento;
  • Acqua di cottura di cozze o vongole;
  • 2 cucchiai Olio extravergine d’oliva aromatizzato all’aglio ;
  • 1 cucchiaio di olio extravergine;
  • Basilico tritato q. b.

Istruzioni

  1. Tagliate a dadini la polpa della spigola e  rana pescatrice, scaldate l’olio all’ aglio in un soutè, unite la polpa di pesce e fatela insaporire per qualche minuto. Riponete la polpa di pesce cotta in un contenitore;
  2. Nello stesso soutè, utilizzando lo stesso fondo di cottura del pesce, cuocere i pomodorini datterino, unite sale, pepe, il basilico e 2 mestolini di acqua di cottura di cozze o vongole. Questo “brodo” lo ottenete seguendo la ricetta Soutè di Cozze nella cartella antipasti;
  3. Fate cuocere per alcuni minuti i pomodorini, fino a che saranno ben ammorbiditi unendo ancora liquido in caso fosse necessario. Riducete il sugo fino a che avrà raggiunto una consistenza cremosa;
  4. Fate bollire l’acqua in una pentola con bordi alti, salate con sale grosso e lessate la pasta al dente, scolatela e unitela al sugo. Accendete la fiamma, unite ai paccheri col sugo, un mestolino di acqua di cottura calda delle cozze o vongole, aggiungete un cucchiaio di olio extravergine e saltatela per un minuto circa facendo attenzione che non asciughi troppo. In caso, unite ancora un pò di brodo. Servite in un piatto teso e guarnite a piacere con qualche fogliolina di basilico fresco.

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Mezzaluna di omellette con ripieno di radicchio rosso e groviera filante

Cari amici,

Oggi voglio parlarvi dell’omelette, con questo termine francese s’intende una preparazione a base di uova sbattute e cotte in soutè. Non stiamo parlando di una semplice frittata cotta in padella, ma di una preparazione che combina forma e consistenza diversa tra esterno ed interno, grazie al ripieno. La particolarità  di questa preparazione sta’ nell’abilità di arrotolare la frittata su se stessa, facendo in modo di contenere il ripieno al suo interno senza farlo uscire. Il valore nutrizionale dell’ omelette è  molto variabile, legato alla scelta del ripieno desiderato, che può consistere in vegetali, carni o formaggi. Per quanto riguarda la sua digeribilità, possiamo dire che, anche questo fattore è  determinato dagli ingredienti che compongono il ripieno. Per la realizzazione di questa ricetta, si utilizzano esclusivamente uova intere con l’aggiunta di sale, pepe, latte, formaggio grattugiato, arricchendo con ingredienti a piacere. La cottura deve essere abbastanza breve, con una fiamma medio bassa, per lasciare l’interno morbido e non interamente cotto. Questo dettaglio è  necessario in quanto impiegheremo un ripieno precotto. Per il ripieno, possiamo utilizzare ortaggi, funghi, carni fresche e salumi croccanti tagliati a julienne. Per l’utilizzo di più ingredienti nel ripieno, serve cucinare separatamente i diversi ingredienti in padella, a seconda delle differenti cotture necessarie. Un eccessiva cottura potrebbe alterare il gusto del formaggio grattugiato, quindi, per non rischiare, consiglio di utilizzare della panna liquida al posto del latte. La panna infatti, svolge più funzioni in questa ricetta: morbidezza, perché previene la cottura eccessiva del formaggio se il tempo eccede, cura la consistenza morbida dell’alimento ed evita l’aderenza al fondo del soutè. Ricordo però che la panna è  un ingrediente grasso perciò, personalmente, preferisco il latte parzialmente scremato.

Ingredienti per 2 persone: ( l’omelette si prepara uno alla volta)

  • 4 uova intere;
  • 100 gr. radicchio Verona o Chioggia tagliato a julienne lavato e scolato;
  • 1 cucchiaio cipolla rossa di Tropea tritata;
  • 2 cucchiai olio extravergine di oliva;
  • Sale, pepe macinato al momento;
  • 1 cucchiaio di formaggio parmigiano grattugiato;
  • 1 cucchiaio di latte parzialmente scremato;
  • 70 gr. Groviera tagliato a dadini.

Procedimento:

Lavate e tagliate il radicchio a julienne, in un soutè soffriggere la cipolla tritata con un cucchiaio di olio d’oliva, unite il radicchio e cuocete fino a che non si sarà ammorbidito, salate e pepate. Tagliate il groviera a dadini e riponeteli in un contenitore.  Sbattete le uova con il sale , il pepe, il latte e il grana grattugiato. In un altro soutè scaldate un cucchiaio di olio d’oliva, cospargendolo per tutto il fondo della padella. Prima che raggiunga il punto di fumo, aggiungete il composto di uova sbattute e distibuitelo coprendo tutto il fondo della padella. Fate rapprendere il composto lasciando che la parte sopra resti morbida, unite il radicchio rosso cotto in modo da formare su un lato della frittata una linea orrizontale con uno spessore di circa 3 cm. Unite sopra il radicchio la dadolata di groviera. Con l’aiuto di due spatole posizionate sotto le due estremità della frittata, alzatela dalla parte dove avete posizionato il radicchio e il formaggio avvolgendola su se stessa, racchiudendo la farcitura al suo interno. Cuocete per 30 secondi e servitele calda.

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Filettino d’orata croccante con crema di castagne al profumo d’alloro

L’orata è  un pesce di mare osseo, vive nel Mediterraneo e nell’Atlantico, si nutre di molluschi, ricci di mare, lumache di mare, crostacei. L’orata di allevamento pesa circa 300/340 gr. e ha delle dimensioni tra i 20/40 cm. È un pesce ermafrodita, nasce dotata di gonadi maschili che s’invertono a femminili dopo aver raggiunto una certa taglia. L’orata è  un pesce molto gradito tanto quanto il branzino, tonno, spada, cernia e dentice. Questo pesce può essere cucinato al cartoccio, alla brace, come sushi, al carpaccio, al vapore e in casseruola. Questo tipo di esemplare è  consigliabile cucinarlo con cotture molto veloci, processi di cottura troppo lunghi porterebbero all’eccessiva perdita d’acqua e grasso. Per la crudità, è consigliabile l’utilizzo di specie non allevate, perché  il mangime può  causare odori sgradevoli del tessuto adiposo rendendo il pesce non gradevole a questo tipo di preparazione. Ha un buon contenuto di acidi grassi polinsaturi, anche se non nella stessa quantità del pesce azzurro, e grassi monoinsatudi, in aggiunta, contiene molte proteine ad alto valore biologico. La preparazione di questa ricetta può  essere eseguita con l’orata cotta in padella o al vapore. Io preferisco la cottura in padella.

Ingredienti per 2 persone:

  • 2 filetti di orata da 150 gr. l’uno;
  • 20 castagne;
  • Sale, pepe macinato al momento;
  • 1 foglia di alloro;
  • 1/2 scalogno tritato;
  • 1 cucchiaio di Olio extravergine d’oliva aromatizzato all’aglio .
  • 4 cucchiai d’olio extravergine di oliva;
  • 200 ml. brodo vegetale;
  • Farina bianca tipo 00 q.b.

Preparazione delle castagne:

Mettete le castagne, precedentemente incise sul dorso con uno spelucchino, in una casseruola con acqua fredda, accendete la fiamma, unite un filo d’olio extravergine d’oliva per facilitarne la spellatura dopo la cottura. Dal momento che bolle l’acqua, cuocete per 30 minuti. Pelate le castagne, passatele al passaverdure e riponetele in un contenitore. In un altra casseruola rosolate lo scalogno tritato con l’olio aromatizzato all’aglio, unite la purea di castagne e la foglia di alloro. Fate insaporire per qualche minuto, unite il brodo vegetale caldo e portate a ebollizione, togliete la foglia di alloro, salate, pepate e riducete in base alla densità desiderata. Io preferisco una salsa al cucchiaio, ne troppo liquida ne troppo densa. In un soutè scaldate bene 4 cucchiai di olio d’oliva, unite i filetti di orata precedentemente infarinati da ambedue i lati adagiandoli nell’olio dalla parte della polpa. Se fate il contrario, adagiandoli dalla parte della pelle, rischiate che il filetto si arricci su se stesso. Una volta che i filetti avranno raggiunto un colorito dorato,  saltateli leggermente e pepateli dalla parte della polpa. Adagiateli su un piatto di servizio e unite in fianco la salsa di castagne ben calda.

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