Quali sono le pentole migliori per cucinare?

Cari amici,

Invece di raccontarvi ricette, oggi vi parlo di pentole. Ma quali sono le migliori per cucinare? In realtà i materiali delle pentole in commercio sono molti, ma secondo il mio parere non tutti sono idonei e salutari. Dovendo fare delle scelte, avremo bisogno di più pentole in cucina per poter eseguire cotture differenti come ad es. per pasta, zuppe e spezzatini, quindi per cotture lunghe, per il vapore ecc. In pratica, servirebbe una pentola per la cottura di ogni alimento, dettaglio non così semplice. Di seguito elenco alcuni tipi di pentole e relative caratteristiche.

Le pentole in acciaio inox sono composte da una lega di ferro, cromo e nichel, materiale resistente e facile da lavare; non permette un’ottima conducibilità del calore e, senza l’adeguato condimento, favorisce la bruciatura del cibo sul fondo che diventa così poco salutare. Per questo motivo è consigliabile scegliere delle pentole a triplo stato, un fondo composto da due strati d’acciaio all’estremità e uno centrale di alluminio che permette una migliore diffusione del calore. Uno spessore sufficiente per renderle idonee a ogni tipo di cottura è di almeno 6 mm. L’acciaio possiede dei difetti, ovvero se va a contatto con sostanze acide come ad esempio pomodori potrebbe rilasciare particelle di metallo, mentre a contatto con il sale da cucina può riscontrare corrosione. Per ovviare quest’ultimo inconveniente,  si consiglia di unire il sale solo quando l’acqua bolle, mescolando contemporaneamente per favorirne lo scioglimento. Non è consigliabile lasciate cibi per lungo tempo nelle petole d’acciaio, considerando che le migliori sono quelle in acciaio 18/c ovvero prive di nichel.

Pentola

Le pentole in vetro o Pyrex si posso usare solo per cotture in forno, utili per la conservazione di cibi. Pratiche per il lavaggio e non rilasciano sostanze.

casseruola in vetro

Le pentole in terracotta sono simili alle pentole in pietra ollare sul profilo termico e sono ideali per alimenti con cottura lunga e lenta come ragù, spezzatino, brasati, zuppe e legumi. Dopo l’acquisto e prima dell’utilizzo, devono rimanere in ammollo per almeno 10 ore, ed essere utilizzate sul fuoco con lo spargifiamma.  Non devono mai essere graffiane con l’utilizzo di attezzi in metallo per non togliere lo smalto che le riveste,  spesso costituito da materiali non ecologici. Esistono altresì pentole ecologiche,  realizzate con smalti ecologici conteneti sostanze naturali.

Terracotta

Le pentole in teflon, meglio conosciute come antiaderenti, se portate alla temperatura di 200° o se graffiane con coltelli o spugne abrasive, rilasciano sostanze nocive. Queste pentole, per essere innocue, devono essere lavate a mano con cura, essere sempre nuove, ben tenute, non devono essere scaldate vuote a temperature elevate.  Meglio non cuocervi carni e nemmeno tostare il pane. Personalmente a casa non le uso più.

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Le pentole in alluminio sono molto usate nella ristorazione. Dato che l’alluminio tende a rilasciare parti di metallo, si sconsiglia di non lasciare gli alimenti in pentola dopo la cottura. Si consiglia di cospargere il loro interno con un po’ d’olio dopo il primo lavaggio e di non togliere mai la patina scura che si forma durante l’utilizzo. Questa patina è la naturale ossidazione dell’alluminio che diventa nel tempo una buona barriera per dividere questo metallo dal cibo. Per la pulizia, non utilizzare mai spugne abrasive per non disperdere particelle di metallo nocive. Esistono pentole in alluminio con un trattamento particolare, che conferisce al materiale trattato diverse caratteristiche durevoli, come antigraffio, prestazioni antibatteriche, possibilità di lasciare il cibo al loro interno, facile pulizia. Non si tratta di un rivestimento ma di un trattamento che trasforma l’alluminio in ossido di alluminio sigillato con ioni d’argento. Per il lavaggio sono consigliati prodotti bio-ecologici.

Alluminio

Le pentole in ceramica solitamente sono pentole in alluminio rivestite con vernici che contengono polveri ceramiche con limitata adesione e poca compattezza.

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Le pentole di ghisa sono pentole molto pesanti adatte alla cotture lente, non è un materiale adatto per il lavaggio in lavastoviglie. Si sconsiglia il lavaggio con acqua, meglio passare con carta e sale grosso per disincrostare. L’acqua può provocare formazione di ruggine. Questo materiale deve essere trattato con un sottile strato d’olio d’oliva per la conservazione, che evita la ruggine.

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Le pentole in puro rame necessitano molta manutenzione, tendono alla formazione di ossido, quindi tossicità. Richiedono trattamenti stagnanti e non sono adatte alle alte temperature. Secondo il mio parere, meglio evitarle.

Rame

Le pentole in titanio sono molto dure e questo materiale  sembra non essere tossico. Resistono al calore, sono antiaderenti ma non sono adatte a piastre elettriche, sono molto costose.

Titanio

Le pentole in pietra Ollare sono adatte a cotture lunghe a fiamma media. Vanno quindi bene per legumi, spezzatini e zuppe. Al momento dell’acquisto, meglio assicurarsi che non contengano tracce di fibre di amianto che potrebbero raramente essere presenti in questa pietra. Per averne la certezza esiste la certificazione rilasciata dal rivenditore.

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Le pentole in ferro si adattano a molte cotture veloci grazie alla loro elevata conducibilità termica.  Sono valide per tostare, rosolare, cuocere uova in camicia e per grigliate. Possono supportare temperature molto elevate e una volta raggiunta la temperatura, possono diventare antiaderenti. Sono pentole soggette a ruggine quindi è meglio lavarle il meno possibile con l’acqua. Risciacquare con acqua calda per togliere residui di cibo da cottura ed asciugare preferibilmente direttamente sulla fiamma. In seguito, applicare un filo d’olio d’oliva una volta raffreddata per proteggerla. Per disinfettare, basta scaldare a fuoco vivo con del sale grosso, non devono mai essere lavate in lavastoviglie e le loro prestazioni migliorano con il loro utilizzo nel tempo e se ben trattate, possono diventare indistruttibili, resistendo agli urti. Non devono essere trattate con spugne abrasive, il ferro non è consigliato per la conservazione degli alimenti e preferibilmente non deve entrare in contatto con alimenti acidi come ad esempio pomodori, salse agrodolci, limone ecc. Il loro costo è accessibile.

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Ora lascio a voi la scelta.

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Il fumetto di pesce

Ciao amici,

Vi racconto come si realizza il fumetto di pesce e soprattutto che cos’è e a cosa serve. Il fumetto di pesce è un fondo di cottura chiaro, ottenuto riducendo il liquido utilizzato per la bollitura di carcasse di pesce, scarti di pesci vari, molluschi e crostacei, unendo verdure a pezzi ed erbe aromatiche. Come tutti i fondi di cottura, il suo utilizzo ha la funzione di aromatizzare e insaporire ricette a base di pesce. Il termine fumetto deriva dal francese “fumet”, ovvero il profumo esalato delle pietanze in cottura o servite in tavola. Il fumetto di pesce si ottiene per addensamento tramite bollitura e riduzione di liquido, senza l’aggiunta di addensanti come ad esempio il Roux. Questo processo avrà la caratteristica essenziale di farlo risultare legato e ristretto in modo netto e definito. Le applicazioni di questo fondo sono molteplici. Nella cucina italiana è parecchio utilizzato per la preparazione di sughi per primi piatti, mentre in Francia lo si utilizza più frequentemente per la preparazione di secondi piatti e altre salse di accompagnamento.

Ingredienti:

  • 1 Kg. scarti pesce vario tra cui teste, lische centrali, ecc.;
  • Mazzetto odoroso*
  • 1 gamba di sedano;
  • 1 carota;
  • 1 cipolla;
  • pepe bianco in grani;
  • 2 spicchi d’aglio pelati e schiacciati;
  • 1 pizzico di sale;
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco.

* Per mazzetto odoroso s’intende un mazzetto di erbe aromatiche tra cui prezzemolo, timo, rosmarino, alloro, salvia e maggiorana legati tra loro e avvolti in un panno che viene aggiunto agli alimenti in cottura per conferire sapore e odore.

Procedimento:

  1. Lavate gli scarti del pesce e metteteli in una casseruola molto capiente, tagliare le verdure a pezzi grossolani e uniteli al pesce assieme agli altri ingredienti e riempite di acqua fredda;
  2.  Cuocete a fiamma media per circa un’ora, filtrando di tanto in tanto. Filtrate il fumetto utilizzando  un colino a maglia fine, se invece lo desiderate più limpido, rivestite il colino con un telo di cotone;
  3. In caso di utilizzo di carcasse di pesci più grassi, riportate sulla fiamma dolce per circa un’ora e sgrassate assorbendo le macchie di grasso con un panno di cotone pulito, avvolto su se stesso. Fate raffreddare e conservate in frigo o in freezer.

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Strudel salato di pasta sfoglia con dentice e fondi di carciofo

  • Porzioni: 1 strudel
  • Difficoltà: bassa
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Il Dentex conosciuto più comunemente come Dentice è un pesce che assomiglia molto all'orata, possiede una bocca con denti molto robusti, una fronte piatta e una squamatura molto spessa, infatti si consiglia di armarsi di uno squama pesce per pulire la superficie della pelle. Questo esemplare può arrivare anche a dimensioni tra i 12 e 17 kg. Gli esemplari più giovani presentano un colore bruno-azzurro con pinne nere, mentre gli adulti presentano una colorazione grigio-azzurra ed è molto comune nel Mar Mediterraneo. Gli esemplari adulti sono molto solitari a differenza di quelli piu giovani, che vivono in branco, si nutrono di molluschi, cefalopodi e altri pesci. Eccellenti sono le sue carni, comunemente può essere preparato alla griglia, farcito e in tegame come in questo caso.

100 gr. di Dentice contengono circa 100 kcal costituite da:

  • 2,67% da carboidrati;
  • 31,50 da grassi;
  • 66,80 da proteine.

Ho pensato di creare una ricetta molto appetitosa sposando le carni delicate di questo esemplare con il sapore particolare del carciofo, il tutto conservato e racchiuso, nella cottura finale, in una leggera crosta di fragrante pasta sfoglia.

Aggiungi quì eventuali note.

Ingredienti

  • Un rotolo di pasta sfoglia rettangolare;
  • 2 tranci di Dentice rigorosamente fresco privato di squame e lisca centrale;
  • 4 fondi di carciofo medi tagliati a listelli;
  • 5 cucchiai di olio aromatizzato all’aglio;
  • Sale e pepe macinato al momento;
  • 1/3 di bicchiere di vino bianco secco;
  • Farina bianca tipo 00 q.b.

Istruzioni

    1. Taglite il dentice a cubetti dopo averlo privato di squame e lisca centrale, infarinateli e scuoteteli con uno straccio a maglia fine per eliminare la farina in eccesso;
    2. Scaldate in un tegame 3 cucchiai di olio aromatizzato all’aglio, quando sarà ben caldo unite i cubetti di Dentice, salare, pepare e rosolare fino a che assumeranno un colore leggermente dorato, rimestando delicatamente il meno possibile. Sfumate con il vino bianco e fate evaporare, spegnete il fuoco.;
    3. In un tegame a parte scaldate il rimanente olio e rosolate i fondi di carciofo tagliati a listelli fini, salate, pepate e portate a cottura al dente unendo poca acqua alla volta;
    4. Unite i carciofi al pesce, mescolate delicatamente e fate riposare per 30 minuti. Stendere la pasta sfoglia su una placca da forno precedentemente foderata con carta forno e unite una striscia di composto di pesce e carciofi su tutta la sua lunghezza;

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  1. Avvolgere delicatamente la pasta sfoglia attorno al composto fino a formare lo strudel, facendo attenzione a chiudere bene le due estremità;
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  3. Con uno spruzzino vaporizzate leggermente d’acqua fredda la superficie dello strudel e spolverate leggermente con zucchero semolato in modo che aderisca, se lo preferite, sbattete un uovo intero e spennellare la superficie;
  4. Infornate a forno pre riscaldato a 200° per circa 20 minuti. Togliete dal forno facendo attenzione che la superficie sia ben colorita, tagliatelo a fette larghe circa 2 cm, impiattate e servite a piacere con della salsa allo zafferano.
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    Salsa zafferano:

    Sciogliere una noce di burro in un tegame, aggiungere una bustina di zafferano in polvere diluito in una tazzina di brodo di pesce o acqua, unite 10 gr. di farina stemperando con una frusta, unite a filo un bicchiere di brodo di pesce o acqua,un pizzico di sale e fate ridurre fino a che la salsa non inizierà a velare sulla superficie del cucchiaio.

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Tartelette di sfoglia con carciofi, radicchio rosso, patate e certosa

Cari amici lettori del mio blog, ho voluto fare un esperimento, con il dubbio che l’abbinamento radicchio rosso e carciofo fosse inadeguato a causa dei sapori troppo forti. Avevo anche il dubbio che il radicchio potesse coprire il sapore degli altri ingredienti… Beh meno male che non è  andata come pensavo, e tutto ciò mi ha dato una soddisfazione inaspettata. Questa ricetta si accompagna ad una salsa ai formaggi, preferibilmente senza gorgonzola, perché il sapore troppo intenso coprirebbe il gusto degli altri formaggi utilizzati. Ora, con entusiasmo, vi spiego questa ricetta.

Ingredienti per 6 stampini:

  • 4 fondi di carciofo freschi;
  • 1 patata media;
  • 1 rotolo rettangolare di pasta sfoglia al burro;
  • Sale, pepe macinato al momento;
  • 1 cipolla rossa di Tropea di piccole dimensioni;
  • 5 cucchiai di olio extravergine d’oliva aromatizzato all’aglio;
  • 1 cuore di radicchio rosso tardivo o Verona;
  • 1 uovo intero;
  • 50 gr. di certosa fresca;
  • 1 manciata di pane raffermo grattugiato;
  • 1 manciata di parmigiano grattugiato;
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Acqua o brodo vegetale q.b.

Procedimento:

  1. Tagliate i fondi di carciofo e le patate pelate a cubetti, scaldate in una casseuola 2 cucchiai di olio aromatizzato all’aglio e unite mezza cipolla tagliata a julienne;
  2. Rosolate la cipolla per alcuni minuti a fiamma media, unite le patate e i carciofi, salate, pepate e insaporite per alcuni minuti. Unite poco alla volta dell’acqua o del brodo vegetale poco alla volta e portate a cottura;
  3. In un altro tegame scaldate i due cucchiai d’olio extravergine all’aglio rimanenti, rosolate la mezza cipolla rimanente tagliata a julienne, unite il radicchio rosso precedentemente lavato, strizzato e tagliato a julienne, salate, pepate e portate a cottura aggiungendo acqua o brodo vegetale poco alla volta;
  4. Far raffreddare i carciofi con le patate e il radicchio, metteteli assieme in una terrina, unite uovo, pane grattugiato, grana grattugiato, certosa e un cucchiaio d’olio extravergine d’oliva aromatizzato all’aglio. Amalgamate tutti gli ingredienti e regolate di sale e pepe;
  5. Scaldate il forno a 200° con funzione ventilata, foderate con la pasta sfoglia gli stampini per tartelette precedentemente imburrati facendo aderire bene la pasta sui lati degli stampi. Con l’aiuto di un cucchiaio riempite gli stampini foderati con il composto lasciandolo leggermente più basso rispetto al bordo della pasta;

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6. Cospargete la superficie con un pizzico di parmigiano grattugiato e un filo d’olio extravergine, infornare e cuocere per circa 15 minuti. Togliere dal forno quando la superficie sarà gradinata e la sfoglia avrà  preso colore, togliete le tartelette dallo stampino con l’aiuto di una spatola. Mettete su un piatto da servizio un mestolino di salsa ai formaggi e adagiate i sopra le tartelette, guarnire a piacere spolverando con prezzemolo tritato.

Salsa ai formaggi:

  • 60 gr. Taleggio;
  • 60 gr. Fontina;
  • 60 gr. Asiago;
  • 40 gr. Parmigiano;
  • 1/2 bicchiere di latte.

Procedimento:

Fate fondere in un tegame i formaggi a fuoco lento tranne il parmigiano grattugiato, unite in seguito il latte, fate ridurre a densità al cucchiaio e infine aggiungete il parmigiano grattugiato.

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Sformato di frittata al forno con patate e porri

Amici lettori del mio blog, oggi vi parlo di questa ricetta, semplice e veloce da realizzare per quando il tempo stringe, e per tutti quei momenti in cui la  voglia di cucinare scarseggia.

Ingredienti per 2 persone:

  • 4 uova intere;
  • 1 porro medio privato di radice e delle estremità verdi opposte;
  • 2 patate piccole bollite o cotte al vapore, tagliate a cubetti;
  • Sale, pepe macinato al momento q.b.;
  • 1 cucchiaio di parmigiano grattugiato;
  • 1 cucchiaio di latte;
  • 2 cucchiai di olio d’oliva extravergine;
  • Brodo vegetale o acqua q.b.

Procedimento:

  1. Scaldare il forno con funzione ventilazione a 200°, nel frattempo lavare i porri e tagliarli a rondelle finissime. Scaldare l’olio in una placca e, quando sarà ben calda, aggiungere i porri tagliati, far soffriggere per qualche minuto, unire un pò di sale e pepe e, portare a cottura con brodo vegetale o acqua, unendo questi ingredienti poco alla volta;
  2. A cottura quasi ultimata, unire le patate e fare insaporire per qualche minuto. Sbattere con una forchetta le uova in una ciotola con latte, sale, pepe e parmigiano grattugiato. Unire il composto d’uovo a porri e patate;
  3. Scaldare a fiamma moderata fino a che l’uovo non si sarà rappreso ai lati della placca e unire una spolverata di prezzemolo. Inserire la placca in forno e cuocere fino a che la frittata non avrà preso colore sulla superficie. Togliere dal forno, tagliare in rettangoli e servire calda. Questa pietanza si può servire anche come antipasto a temperatura ambiente.

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Fagottino di manzo ripieno con prosciutto e fontina su letto di porri stufati

Ciao amici,

Parliamo di porri e ci abbiniamo un delizioso fagottino ripieno, per creare  un piatto molto appetitoso.  Il porro è  un ortaggio molto tenero, con un gusto dolciastro e di facile digeribilità, si raccoglie nei periodi da Ottobre a Marzo, appartiene alla famiglia Liliaceae, come lo scalogno, la cipolla, l’aglio e l’erba cipollina. Questo ortaggio si presenta con una forma allungata, cilindrica e con foglie contrapposte di colore verde all’apice e, bianche verso il bulbo. Di questo ortaggio si mangia quasi tutto, vengono eliminate le radici e le punte in estremità. Il porro si presta a molte preparazioni e si abbina a carni, pesci , risotti e pasta. È ottimo anche come contorno, valido anche per fondi di cottura, sughi e brodi. Contiene poche calorie ed è ricco di fibre, le proteine sono scarse di grassi e l’apporto energetico è conferito prevalentemente dal fruttosio. Troviamo inoltre sali minerali e vitamine non in quantità elevate.

Ingredienti per 2 persone:

  • 300 gr. Carne di manzo tritata finemente;
  • 2 porri medi;
  • 2 cucciai di olio extravergine aromatizzato all’aglio;
  • 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva;
  • 1 fetta di prosciutto cotto, tagliata a metà;
  • 1 fetta di fontina, tagliata a metà;
  • Sale, pepe macinato al momento q.b.;
  • 1 rametto di rosmarino tritato;
  • Pane grattugiato finemente q.b.

Procedimento:

  1. Tritate finemente la carne con il coltello, mettetela in una terrina, salate leggermente, pepate e unite il rosmarino tritato. Amalgamate il tutto con le mani, dividete in due parti uguali da 150 gr. l’una, formate delle sfere e appiattitele con le mani dando una forma cilindrica di un hamburger con un altezza pari a 1/2 cm;
  2. Pressate bene l’hamburger in modo che la carne resti compatta e fate riposare in frigo per circa 30 minuti in modo che rassodi. Trascorso questo tempo stendete su metà hamburger mezza fetta di prosciutto cotto e mezza fetta di fontina, rivoltate la parte vuota dell’hamburger coprendo la parte farcita dando una forma di mezza luna, pressate bene i bordi con le dita e passate nel pane raffermo grattugiato finemente in modo da coprirne tutte le sue parti;

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3. In un tegame scaldate l’olio aromatizzato all’aglio e unite i porri tagliati a julienne, salate, pepate e fate rosolare dolcemente, portando a cottura e unendo poco a poco del brodo vegetale o dell’acqua;

4. In un altro tegame con bordi alti, scaldate l’olio extravergine, unite le due mezzelune, precedentemente realizzate e fate dorare da ambo i lati. Toglieteli dal tegame e riponeteli  in un piatto coprendo con un coperchio così da mantenerli caldi;

5. Gettate metà del fondo di cottura della carne, unite i porri stufati nel fondo di cottura della carne rimasto e insaporiteli per qualche minuto a fuoco medio. Stendete su un piatto teso i porri, dando una forma circolare;

6. Tagliate a metà le due mezzelune, posizionatele sopra il letto di porri e serviteli caldi. A piacere, guarnite il piatto con qualche rondella di porro crudo.

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Gnocchetti di patate delicati con radicchio rosso e crema di stracchino

  • Porzioni: 4
  • Difficoltà: medio bassa
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Cari amici lettori, prima di iniziare con questa ricetta vi racconto qualcosa sulle patate. Questo tubero commestibile è prodotto da una pianta erbacea. Le patate comuni sono diverse dalle patate americane, sia nella loro forma che per struttura e per derivazione botanica. Questo tubero è un alimento ricco di carboidrati e contiene circa 80 kcal per 100 gr. però è meno energetico della pasta, farina, cereali secchi, delle castagne e del pane. Non deve essere consumato nella stessa quantità degli altri ortaggi comuni perché contiene molte più calorie. Le patate si possono cuocere in acqua per immersione, al vapore, fritte e arrostite. Contengono molto amido e, rispetto ai cereali secchi, sono meno caloriche. Contengono molta vitamina C e quelle a pasta rossa contengono anche la vitamina A. Vorrei sottolineare, a mio avviso, che non è corretto abbinare patate e cereali secchi in ricette o pietanze consumate in un unico pasto. Personalmente tendo ad associare questo tubero a pesci magri, uova o formaggi magri, se invece vogliamo abbinarle alla pasta, pane, farine e cereli, meglio ridurre le porzioni di quest' ultimi. Normalmente le patate vengono sottoposte ad un procedimento chiamato sbianchitura che consiste nella pre-cottura delle stesse, precedentemente private della pelle e solitamente tagliate nelle dimensioni desiderate per realizzare la ricetta. In questo modo si aumenta anche la conservazione delle patate e si riducono i tempi di cottura vera e propria. Nel caso in cui volessimo cuocere delle patate saltate in padella o al forno, è quindi preferibile prima sbianchirle.

Aggiungi quì eventuali note.

Ingredienti

  • 1kg. di patate per gnocchi a pasta gialla “vecchie”;
  • 250 gr. di farina bianca tipo”00″;
  • 1 uovo intero;
  • Noce moscata q.b.;
  • Sale, pepe macinato al momento q.b.;

Ingredienti per il sugo:

  • 8 manciate di radicchio rosso tagliato a julienne;
  • 100 gr. di stracchino;
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva aromatizzato all’aglio;
  • Sale, pepe macinato al momento q.b.;
  • Brodo vegetale q.b.

Istruzioni

  1. Lavate e lessate le patate intere con la buccia, oppure cuocetele al vapore, cottura che preferisco. Una volta cotte, schiacciatele con il passaverdure riducendole in purea. Fatele intiepidire, unite farina, uovo, sale, pepe e noce moscata;
  2. Lavorate il tutto con le mani, fino ad ottenere un impasto liscio, tenendo sempre a disposizione della farina per lavorare in seguito il composto. Tagliate l’impasto a pezzi e stendeteli con le mani su un piano di marmo infarinato, arrotolandoli su se stessi e allungandoli dando una forma di filoncini del diametro di circa 1 cm di spessore;
  3. Con un coltello, tagliate dei tronchetti della lunghezza di circa 1 cm dividendoli tra loro per evitare che si attacchino. Prendete una casseruola e riempitela d’acqua, salate e portatela ad ebollizione;
  4. Nel frattempo, in un soutè, scaldate l’olio aromatizzato all’aglio, unite il radicchio rosso e fate rosolare, salate e pepate, portate a cottura unendo poco a poco del brodo vegetale. Spegnete la fiamma e unite lo stracchino, facendolo sciogliere con il calore del radicchio, mescolando con un cucchiaio;
  5. Immergete gli gnocchi nell’acqua bollente e appena affioreranno toglieteli, aiutandovi con una schiumarola e uniteli al sugo. Spadellate a fiamma bassa per pochi secondi fino a che il sugo sarà legato con gli gnocchi, senza far rapprendere il formaggio che non deve cuocere, altrimenti risulterà gommoso e filante. Servite, guarnendo a piacere con del radicchio crudo tagliato a julienne e cosparso intorno agli gnocchi.

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