Piccola composizione di polenta, funghi, uova, julienne di speck e scaglie di parmigiano.

Ciao a tutti,

Questo antipasto caldo, diverso dal solito ed originale, è molto appetitoso, e si basa su quattro semplici ingredienti che si sposano bene tra loro, ossia:

  • Polenta;
  • Funghi pioppini freschi trifolati;
  • Speck;
  • Parmigiano;
  • Uovo.

Di certo, si tratta di un antipasto sostanzioso, che si può proporre per iniziare una cena a base di carne o di verdure. Può essere servito anche come secondo piatto, aumentandone un po’ la quantità. Vi garantisco che il successo è assicurato! Il segreto fondamentale è  unire pochi ingredienti, proprio per non esagerare e far coprire i sapori tra loro.

Ingredienti per 4 persone:

  • 200 gr. di funghi pioppini freschi (potete usare anche altri tipi di funghi o più specie assieme);
  • 2 cucchiai di Olio extravergine d’oliva aromatizzato all’aglio ;
  • Sale, pepe macinato al momento;
  • 1/2 bicchiere di vino bianco;
  • 2 cucchiaini da caffè di prezzemolo tritato;
  • 4 uova intere;
  • Farina gialla per polenta q.b o 1/2 bicchiere di polenta istantanea;
  • 1 bicchiere e mezzo d’acqua;
  • 1 cucchiaino da caffè di sale grosso;
  • 1 filo olio extravergine per cuocere l’uovo;
  • 2 fette di speck tagliato a julienne;
  • 3 scaglie di grana per porzione.

1. Procedimento per i funghi trifolati:

Lavate i funghi, se sono piccoli lasciateli interi altrimenti tagliateli a metà in verticale. Scaldate in una casseruola l’olio aromatizzato dell’aglio e quando sarà ben caldo, unite i funghi, sale e pepe. Insaporire i funghi e quando saranno ben rosolati, sprizzate con un po’ di vino bianco secco, poi portateli a cottura senza che il loro liquido asciughi completamente. Se necessita, unite un pò d’acqua per creare il sughetto prima della cottura ultimata, unite infine il prezzemolo tritato.

2. Procedimento per la cottura delle uova:

Scaldate in un tegame un filo di olio extravergine, quando sarà ben caldo, rompete le uova direttamente nel tegame facendo attenzione a non rompere il tuorlo, salate e pepate leggermente. Dobbiamo cucinare le uova all’occhio di bue con una variante: quando l’albume sarà rappreso, coprite con un coperchio e cuocete l’uovo per alcuni minuti, a fiamma bassa, fino a che il tuorlo si sarà rappreso ma nello stesso tempo, risulterà più morbido dell’uovo sodo.

3. Procedimento per la polenta:

Fate bollire l’acqua in un pentolino con il sale grosso, quando solleverà il bollore, unite la polenta, stemperando con una frusta fino a che il composto non avrà raggiunto una densità media. In caso di polenta cruda, cuocete per 45 minuti circa, per la polenta istantanea toglietela dal fuoco quando sarà addensata.

N.B. La quantità di polenta classica varia rispetto all’istantanea. Per la polenta classica, consiglio di regolarsi con la quantità necessaria, mettendone nell’acqua poca alla volta,  fino a ottenere la densità voluta.

4. Composizione della pietanza:

Preciso di aver volutamente numerato le preparazioni in modo progressivo, con la polenta come ultimo passaggio, per poter comporre la pietanza nel migliore dei modi. Prendete una fondina per antipasti, riponete al centro un mestolino o 2 cucchiai da tavola di polenta, unite un cucchiaio di funghi trifolati, l’uovo, la julienne di speck e ai lati le scaglie di parmigiano, decorate a piacere con del prezzemolo tritato.

Seguimi su facebook

 

 

 

 

 

Bocconcini di pollo e sedano con riduzione di salsa curcuma

La carne di pollo appartiene a uno dei cibi di origine animale più magri e salutari. È un prodotto a contenuto lipidico medio basso e il suo costo è  accessibile a tutti. Il contenuto di grassi è  variabile a seconda del tipo di taglio, alla lavorazione, al metodo di allevamento, all’età, al sesso e alle caratteristiche soggettive dell’organismo in questione. La carne di pollo è  classificata tra le carni bianche, il colore della carne dipende dalla quantità di mioglobina ossidata e, non è detto, che le carni bianche siano necessariamente più magre delle rosse. Anche se il pollo è una carne bianca magra, non dimentichiamo che, tra gli altri prodotti aviari, ce ne sono alcuni con maggiore prevalenza lipidica, come il cappone. In effetti, le proteine del pollo possiedono tutti gli amminoacidi essenziali come le altre proteine animali e, in quantità più che soddisfacente. Va precisato che la carne di pollo ha un costo accessibile a tutti. Cosa c’è  di meglio di una ricetta semplice a base di carne bianca accompagnata al curcuma?

Ingredienti per 2 persone:

  • 300 gr. petto di pollo tagliato a cubetti;
  • 1 cucchiaio da tavola scarso di curcuma in polvere;
  • 3 cucchiai di Olio extravergine d’oliva aromatizzato all’aglio ;
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco;
  • Farina tipo 00 q.b.
  • Sale, pepe macinato al momento q.b.;
  • 1 costa di sedano media tagliata a pezzetti;
  • Un mestolo di brodo vegetale o acqua.

Procedimento:

Tagliate a cubetti il petto di pollo e infarinateli, scuoteteli bene dalla farina in eccesso e rosolateli in una casseruola con l’olio all’ aglio, sale e pepe fino a che non saranno dorati. Unite il sedano tagliato e fate insaporire per qualche minuto, bagnate con vino bianco, fate evaporare e riponete il pollo in un piatto, tenenolo coperto per restare caldo. Unite al fondo di cottura la curcuma con un mestolino di brodo vegetale, il sale e fate bollire fino a che la salsa sarà leggermente addensata ( riduzione) , mescolando continuamente con un cucchiaio. Mettere sulla base di un piatto 2 cucchiai di salsa curcuma, unite sopra la salsa i cubetti di pollo con il sedano e servite caldi. A piacere potete accompagnare questa ricetta con contorno di riso pilaf.

Seguimi su facebook

 

 

Bigoli al torchio saltati con tartufo nero

Carissimi amici lettori,

Il torchio è  uno strumento antichissimo per fare vari tipi di pasta che risale alla fine del ‘500, realizzato tutto in legno eccetto l’interno della campana e le trafile che sono in bronzo.  Il suo pistone a vite, era azionato da una lunga pertica che, uno o più pastai manovravano. L’innovazione tecnologica porta prima a introdurre la vite in metallo e successivamente anche tutta la pressa, mentre verso la metà dell’ ‘800 cominciarono ad essere realizzati i primi torchi idraulici.

Il torchio
Il torchio

Il tartufo è un frutto di terra antichissimo conosciuto ai tempi dei Sumeri. In antichità, si pensava che questo tubero, per il suo colore, fosse il cibo del diavolo e delle streghe, ricco di veleno e sostanze tossiche che portavano alla morte. Il tartufo appartiene alla famiglia delle Tuberaceae, crescono e si sviluppano naturalmente in prossimità di radici di arbusti e alberi. Il tartufo ama terreni calcarei ed argillosi: il terreno del Piemonte rispecchia tutte le caratteristiche per il loro sviluppo, ma questi funghi sono diffusi anche in Toscana, in Umbria, in Emilia Romagna ed in Lombardia. La forma del tartufo dipende dalle caratteristiche del terreno: in quelli compatti, il tubero tende ad assumere una forma globulosa e nodosa per le difficoltà a svilupparsi, mentre in terre soffici, il tartufo risulta più liscio, omogeneo e tondeggiante.

Ingredienti per 4 persone:

Procedimento:

Pulite bene il tartufo sotto acqua corrente utilizzando un pennellino con setole dure o uno spazzolino, per eliminare le tracce di terra dalla parte esterna porosa del tubero. Tagliate il tartufo a metà e grattugiatelo in un piattino. In un soutè sciogliere il burro con l’olio, quando sarà caldo unite il tartufo grattugiato e insaporitelo a fuoco lento per qualche minuto, senza friggerlo. Spegnete la fiamma,salae  leggermente e fatelo riposare. Lessate i bigoli in abbondante acqua salata, fino a che saranno cotti al dente, scolateli e uniteli nel soutè con il tartufo. Accendete la fiamma e saltate il tutto amalgamando bene con un mestolino di acqua di cottura della pasta, servite in un piatto unendo sulla superficie delle fettine di tartufo, utilizzando la metà non utilizzata precedentemente e del pepe macinato al momento.

Grattugia per tartufi

Grattugi per tartufi

Seguimi su facebook

 

 

Sticks di seitan naturale con riduzione di salsa curry

Ciao e un caloroso benvenuto a tutti nel mio blog! Oggi vi parlo di questa ricetta a base di seitan e la dedico a tutti gli amici vegani e vegetariani. A me piace molto il seitan e lo mangio almeno una volta alla settimana al posto della carne. Il seitan è un prodotto derivato dal frumento, si tratta di un concentrato di proteine vegetali (glutine), alternativa alle proteine di origine animale. Il seitan si ottiene estraendo il glutine dalla farina di frumento, quindi dalla semola, impostando e lessando il tutto in acqua insaporita con salsa di soia, zenzero, alga kombu e sale. L’estrazione del glutine dal frumento si ottiene aggiungendo acqua calda alla farina, quindi si impasta energicamente prima di aggiungere ulteriore acqua calda, l’impasto andrà lasciato riposare, a bagno, per una decina di minuti.
Dopo un successivo impasto, la massa ottenuta viene posta in un colino e lavata più volte in acqua calda e fredda, per allontanare le componenti idrosolubili residue. L’ultimo lavaggio viene fatto con acqua fredda, in modo da dare una consistenza solida al prodotto e compattarlo in una grossa palla.
La quantità di glutine che si ricava è maggiore quando si utilizza farina di grano duro; la concentrazione della gliadina e glutenina, due proteine che, unendosi insieme durante l’impasto, compongono il glutine. L’acqua di ammollo e quella dei primi risciacqui, è  ricca di amido di frumento e può essere aggiunta agli stufati, ai ragù e salse per le sue proprietà addensanti naturali. L’aspetto del seitan è simile a quello della carne e, grazie alla sua consistenza, si possono ottenere forme diverse, come salsicce, bistecche, tagli per spezzatino e altro. La somiglianza alla carne è dovuta alla presenza di due proteine del glutine, la gliadina e le glutenina, che conferiscono al prodotto una consistenza elastica,  morbida e resistente. Il seitan scarseggia di vitamina B12 e ferro, si presta però, a parecchie preparazioni veloci, grazie alla sua precottura  possiamo passarlo alla griglia o in padella accompagnanolo con parecchi commestibili vegetali o salse.

Questa ricetta è  dedicata alla simpaticissima vegetariana Indiana Lakota.

Seitan

Ingredienti per 2 persone:

  • 250 gr. di seitan naturale tagliato a listarelle;
  • 1 cucchiaio abbondante di curry in polvere;
  • 1 mestolino di brodo vegetale;
  • 1/4 di bicchiere di vino bianco secco;
  • 1/2 cucchiaio di cipolla di Tropea tritata;
  • 2 cucchiai di Olio extravergine d’oliva aromatizzato all’aglio  ;
  • Farina tipo 00 q.b.;
  • 4 cucchiai di latte;
  • Sale, pepe q.b.

Procedimento:

Tagliate il seitan a listarelle, passatelo nella farina e scuotetelo bene per eliminare la farina in eccesso. In una casseruola scaldate bene l’olio aromatizzato all’aglio, (se non piace l’aglio, utilizzare semplicemente olio extravergine d’oliva). Mettete a rosolare gli stick di seitan, unendo sale e pepe fino a che saranno ben rosolati. In seguito, riponete il seitan in un contenitore e coprite con un coperchio. Unite al fondo di cottura la cipolla e rosolate a per qualche minuto, unite il seitan, fatelo insaporire per qualche minuto, spruzzate con il vino bianco e fate evaporare. Togliete il seitan e rimettetelo in un contenitore coperto. Unite al fondo di cottura il brodo vegetale, il latte e scaldare bene mescolando con un cucchiaio, unite il curry stemperando con una frusta. Fate bollire fino a che la salsa sarà leggermente addensata ( riduzione ), ponete al centro di un piatto di servizio qualche cucchiaio di salsa curry e appogiatevi sopra gli stick di seitan. Servite caldo. A piacere potete servire con contorno di Riso pilaf.

Seguimi su facebook

 

Nido di bigoli caserecci con ragù d’anatra e trito di castagne

Un buongiorno a tutti voi e un caloroso benvenuto nel mio blog per leggere un altra ricetta sfiziosa, almeno secondo me! Si tratta di un piatto molto ricercato e rinomato, disponibile in diversi ristoranti. Dalle mie parti, vengono proposte ricette di un tempo, con pasta fatta a mano, insaporita con aromi naturali e con carne tagliata manualmente. Come già spiegato in altre occasioni, l’utilizzo di elettrodomestici per il taglio, causa l’alterazione del sapore della carne per surriscaldamento. Per scelta, preferisco carni bio da allevamenti a terra, questo vale anche per le uova, prodotte da galline libere e non allevate in gabbia. Il sapore decisivo del ragù che prepareremo, è senza dubbio legato al fondo di cottura, ricco di fresche verdure bio, selezionate in modo preciso e curato, ed erbe aromatiche. Il miglior taglio di carne che consiglio per questa ricetta è il petto dell’anatra, per la sua tenerezza. È possibile impiegare altre parti dell’anatra, unendo un 50% di petto ad un 50% di altri tagli. Come pasta, scelgo i bigoli perché, a mio avviso, si sposano meglio.

Ingredienti per 4 persone:

  • 320 gr. di bigoli all’uovo;
  • 1/2 petto d’anatra tagliato a metà privato della pelle;
  • 1 carota;
  • 1/2 costa di sedano;
  • 1/4 di cipolla media;
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco;
  • 2 foglie di salvia;
  • Sale, pepe macinato al momento;
  • 20 castagne bollite in acqua per 30 minuti con un filo d’olio extravergine;
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva;
  • 1 o 2 mestolini di brodo vegetale q.b.

Procedimento:

Lessate in acqua le castagne, sbucciatele e tritatele a mano non troppo finemente; (considerate una castagna a testa tritata da unire sulla superficie dei bigoli, come decorazione, quando saranno serviti nel piatto). In una casseruola fate rosolare, con l’olio d’oliva, sedano carote e cipolla tagliate a dadini fini (brunoise). Quando saranno coloriti, unite il petto d’anatra intero, salate, pepate, e rosolatelo da ambedue i lati fino a che sarà ben colorito. Bagnate con il vino bianco e fate evaporare. Coprite con un coperchio e cuocete per circa 10 minuti a fuoco lento girandolo almeno 1 volta, dopo i primi 5 minuti di cottura. Togliete il coperchio e bagnate con 1 mestolino di brodo vegetale. Infornate a 200° coprendo con un foglio di stagnola e cuocete per circa 20/25 minuti, bagnando il petto di tanto in tanto con il proprio fondo di cottura, raccogliendo il sugo dal fondo della casseruola con un cucchiaio, cospargendolo sopra più  volte. Girate la carne almeno 1 volta per parte. Se il fondo di cottura dovesse asciugare troppo, unite un altro mestolino di brodo vegetale. Quando il petto sarà cotto, toglietelo dal forno e dalla casseruola. Fatelo raffreddare e tagliatelo a brunoise. Eliminate le foglie di salvia. Unite la carne al fondo di cottura e le castagne tritate, amalgamare il tutto su fiamma bassa e mescolare con un cucchiaio per circa 5 minuti. Spegnete la fiamma e travasate il ragù in un soutè per poi saltarlo con la pasta. Cuocete al dente i bigoli in abbondante acqua salata, scolateli e uniteli al sugo con un mestolino d’acqua di cottura dei bigoli e un cucchiaio d’olio extravergine. Accendete la fiamma, saltate la pasta con il  ragù e servite caldo, con una spolverata di castagne tritate in superficie.

Seguimi su facebook

Info blog 👍

Buongiorno a tutti voi,

spero di esservi d’aiuo in cucina con le mie proposte e mi auguro, soprattutto, che non siano troppo complicate! Cerco sempre di eseguire ricette facili per aiutare tutti coloro che hanno il piacere di mangiare bene senza diventare pazzi in cucina.

Gradirei informarvi che se avete bisogno di consigli, aiuto, o altre informazioni in merito alle ricette scrivetemi pure, vi risponderò con immenso piacere.

Sarei molto onorato di ricevere i vostri preziosi consigli e opinioni in merito al mio blog, per poter migliorare e agevolarvi nelle preparazioni.

Un  grazie di cuore a tutti con tanta umiltà da parte mia!

Max

Seguimi su facebook

 

Composizione di mazzancolle rosolate in soutè con ragù di marroni.

Un caloroso saluto a tutti,

Come promesso a qualcuno di voi, vi presento una ricetta con il delizioso crostaceo decapode,  ossia con 10 zampe, appartenente alla famiglia Penaeidae. Andremo ad abbinare il suo sapore dolciastro a quello delicato e particolare delle castagne, frutto di questa stagione. Sò bene che l’accostamento vi potrebbe creare dei dubbi circa il risultato, ma il segreto stà quasi sempre negli ingredienti utilizzati per la preparazione. Se saranno semplici che non coprono, bensì esaltano i due protagonisti della ricetta, andremo a sposare due sapori che diventeranno assieme unici al palato.

Ingredienti per 2 persone:

  • 10 code di mazzancolle fresche;
  • 14 marroni;
  • 1 foglia di alloro;
  • Brodo vegetale q.b.;
  • 1/4 di bicchiere vino bianco secco;
  • 1 cucchiaio scarso di cipolla di Tropea tritata;
  • 2 cucchiai di Olio extravergine d’oliva aromatizzato all’aglio ;
  • 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva;
  • Sale, pepe macinato al momento;
  • Un cucchiaino da caffè di prezzemolo tritato.

Procedimento:

Incidete i marroni sul dorso con uno spelucchino e bolliteli in acqua per circa 30 minuti con un cucchiaio di olio extravergine per facilitarne la sbucciatura quando saranno cotti. Pelate i marroni e tritateli a mano non troppo fini e riponeteli in un contenitore. Non utilizzate mixer, la velocità di questi elettrodomestici è  troppo elevata e, le lame d’acciaio a velocità sostenuta, potrebbero sviluppare calore alterando il gusto del frutto, rendendolo in poltiglia che non andrebbe bene per questa preparazione. Togliete zampe e la corazza delicatamente dalle code di mazzancolle. In un soutè scaldate 2 cucchiai d’olio extravergine all’aglio , rosolate le mazzancolle da ambedue i lati avendo cura di salarle e peparle sui 2 lati. Bagnate con il vino bianco e fatelo evaporare. Toglite le code dal soutè e appogiatele su un piatto avendo cura di coprirle con un coperchio per mantenerle calde. Unite la cipolla tritata al fondo di cottura delle mazzancolle utilizzando lo stesso soutè, fatela rosolare, aggiungete i marroni tritati e fate assorbire completamente il fondo di cottura. Salate, pepate, unite la fogliolina di alloro e cuocete per qualche minuto, rimestando con un cucchiaio. Versate nel composto 1 bicchiere di brodo vegetale e cuocete per alcuni minuti fino a che la salsa non risulterà cremosa. Togliete la foglia di alloro e regolate di sale e pepe. Disponete il ragù di marroni al centro di un piatto di servizio come nella foto, appoggiatevi sopra le code di mazzancolle calde e spolverate con il prezzemolo tritato prima di servirle.

20171111_204551

Seguimi su facebook

 

Spirale di bavette alla carbonara

  • Porzioni: 2
  • Problema: medio bassa
  • Stampa

Ciao amici, vi propongo una ricetta conosciuta da tutti, ma dobbiamo essere accorti a non commettre certi errori che potrebbero compromettere questo delizioso piatto tipico del Lazio.

Aggiungi quì eventuali note.

ingredienti

  • Non devono essere utilizzati fondi di verdure;
  •  Rapporto tuorlo/uovo intero 2-1;
  • Deve essere utilizzato solo il guanciale;
  • Si usa il pecorino romano e non il grana.
  • 400 gr. di bavette;
  • 2 tuorli d’uovo, 1 uovo intero;
  • 130 gr. di guanciale di maiale;
  • Sale, pepe macinato al momento;
  • 30 gr. Pecorino romano grattugiato;
  • 1 filo d’olio extravergine d’oliva.

Istruzioni

  1. Tagliate il guanciale a dadini e soffriggetelo in un soutè per circa 7/8 minuti con un filo d’olio extravergine fino a che non sarà croccante;
  2. In una ciotola, sbattete con una frusta le uova con sale, pepe macinato al momento e metà quantità di pecorino grattugiato;
  3. Lessate le linguine in acqua salata fino a che saranno cotte al dente, scolatele e unitele nel soutè con la pancetta calda, unite il composto d’uovo e mescolate amalgamando il tutto. La particolarità di questa ricetta è l’uovo che non deve cuocere, altrimenti facciamo la pasta con l’uovo strapazzato;
  4.  Quando il tutto sarà ben amalgamato, servire in un piatto di servizio e unite sulla superficie il pepe macinato al momento e il rimanente pecorino grattugiato.

20171112_131207

Seguimi su facebook

 

Fagioli borlotti cremosi al rosmarino

Ciao amici lettori,

Ho il piacere di proporvi una ricetta molto semplice, apprezzata e gustosa. Vi ho già raccontato dei fagioli nella ricetta Pasta e fagioli sapori antichi, perciò adesso vi parlo del rosmarino, prima di passare alla ricetta vera e propria. Si tratta di una pianta sempreverde, tipica della macchia mediterranea, che cresce dal livello del mare fino a 1200m di altitudine. Possimo dire che possiede proprietà digestive naturali, mentre l’olio essenziale contenuto è riccho di eucaliptolo e possiede un alta proprietà antiossidante. Quest’ultimo agisce sulle vie biliari e sull’intestino tenue per favorire la digestione. I fattori antiossidanti più presenti sono senz’altro l’acido carnosico e l’acido rosmarinico.

Ingredienti per 2 persone come secondo piatto:

  • 400 gr. fagioli borlotti freschi;
  • 1/2 cipolla media di Tropea tagliata a julienne;
  • 1 cucchiaio di Olio extravergine d’oliva aromatizzato all’aglio ;
  • Brodo vegetale q.b.;
  • 2 rametti di rosmarino tritati;
  • Sale, pepe macinato al momento;
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco.

Procedimento:

Soffriggete la cipolla tritata e il rosmarino tritato con l’olio aromatizzato dell’aglio, unite i fagioli e fateli insaporire per qualche minuto, rimestando con un cucchiaio. Unite il 1/2 bicchiere di vino bianco secco e fatelo evaporare, salate, pepate e portate a cottura unendo, di tanto in tanto, il brodo vegetale poco alla volta. Quando i fagioli saranno cotti non asciugateli troppo, se fosse, unite un pò di brodo vegetale fino a che vedete formarsi una leggera crema densa che legherà il tutto. Servite caldi e guarnire a piacere con qualche rametto di rosmarino fresco.

Seguimi su facebook

 

Risotto delicato con porri, curcuma e cuore di bacon croccante

Cari amici,

Oggi vi descrivo questa ricetta molto sfiziosa. Il porro è  un ortaggio molto tenero con un gusto dolciastro e di facile digeribilità, si raccoglie nei periodi da Ottobre a Marzo.

porro

Il bacon e la pancetta, qual’è la differenza? Molte volte usiamo parlare di bacon e di pancetta come se fossero sinonimi, in realtà parliamo di due alimenti nettamente diversi tra loro. Vediamo quali sono le differenze.

LA PANCETTA: possiamo trovarla stesa, steccata o arrotolata e si ottiene rifilando la pancia dei suini, viene in seguito speziata, salata e lasciata a riposo. La stagionatura varia tra i 60 ai 120 giorni, mentre i semilavorati, come pancetta a cubetti o pancetta affumicata, non subiscono la stagionatura.

IL BACON: questo prodotto si ricava dalla parte posteriore del maiale, si può ricavare anche da altri tagli: schiena, lombi, gola, fianchi. In seguito la carne deve essere lasciata in salamoia. Dopo essere stata essiccata viene cotta in forno, al vapore, oppure bollita o affumicata.

Bacon

LA CURCUMA: è  ricavata da una pianta, il colore è  giallo come lo zafferano che oltre a donare colore agli alimenti dona anche il sapore. I rizomi vengono bolliti ed essiccati al sole o in forno, successivamente vengono schiacciati in una polvere giallo-arancio. Il suo ingrediente attivo è la curcumina che ha un sapore terroso, amaro e piccante, mentre il colore si conserva nel tempo. La curcuma è una spezia antiossidante dalle proprietà depurative e antitumorali.

images

Ingredienti per 2 persone:

  • 200 gr. di riso vialone nano;
  • 1 porro medio tagliato a julienne;
  • 60 gr bacon;
  • 5 gr. curcuma in polvere;
  • 1/2 cucchiaio di cipolla rossa di Tropea tritata;
  • 1 cucchiaio di Olio extravergine d’oliva aromatizzato all’aglio ;
  • 1 cucchiaio di olio d’oliva extravergine;
  • 1 cucchiaio di grana grattugiato;
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco;
  • Brodo vegetale q.b. ( circa 1 litro).

Procedimento:

In un tegame scaldate il bacon e farlo soffriggere nel suo grasso fino a che non sarà diventato croccante, toglietelo dal tegame e riponetelo in un contenitore. Aggiungete l’olio all’aglio al fondo di cottura del bacon e rosolate la cipolla tritata, unite il porro tagliato a julienne lavato, salate, pepate e fatelo stufare a fuoco lento insaporendolo fino a che non sarà ammorbidito e cotto al dente. Se dovesse asciugare troppo durante la cottura, unire qualche mestolino di brodo vegetale. Fate evaporare il brodo e unite il riso, alzate la fiamma e fate tostare per qualche minuto rimestando con un cucchiaio di legno. Bagnate con vino bianco e fate evaporare. Unite la curcuma e il brodo bollente di tanto in tanto, rimestando continuamente fino a che il riso non sarà cotto al dente. Mantecate con un cucchiaio di olio extravergine e il grana grattugiato. Riempite di riso un mestolo da cucina, pressarelo con un cucchiaio e sformatelo in un piatto di servizio creando una 1/2 sfera. Con un cucchiaio da tavola fate un avvallamento nel centro della 1/2 sfera di riso e inserite metà quantità di bacon croccante per porzione di riso precedentemente scaldato. Servite subito!

Personalmente ritengo un ottimo contrasto; è sott’inteso che la quantità del bacon deve essere non oltre i 30 gr. per porzione per evitare che il sapore dello stesso copra il gusto delicato dei porri.

Seguimi su facebook

Paccheri spadellati con ragù di spigola e rana pescatrice profumati con basilico fresco

  • Porzioni: 2
  • Problema: facile
  • Stampa

Iniziamo a spiegare che i paccheri sono una tipica pasta campana assomigliante a maccheroni giganti, realizzati con semola di grano duro. Data la loro forma grande, i paccheri possono essere farciti come i cannelloni, si accompagnano con tanti sughi a base di pesce, verdure e carni. Questo tipo di pasta risale al XVI secolo, quando nacquero i primi pastifici a conduzione familiare. Le zone ideali per la produzione di paccheri furono Gragnano e Napoli, grazie al clima di sole, vento e giusta umidità. Infine, la ruvidezza della superficie di questa pasta aiuta il sugo ad attaccare e regala una resa più gustosa in bocca.

Aggiungi quì eventuali note.

ingredienti

  • 200 gr. di paccheri;
  • 100 gr polpa di spigola;
  • 100 gr. rana pescatrice;
  • 15 pomodorini qualità  datterino tagliati a metà;
  • Sale, pepe macinato al momento;
  • Acqua di cottura di cozze o vongole;
  • 2 cucchiai Olio extravergine d’oliva aromatizzato all’aglio ;
  • 1 cucchiaio di olio extravergine;
  • Basilico tritato q. b.

Istruzioni

  1. Tagliate a dadini la polpa della spigola e  rana pescatrice, scaldate l’olio all’ aglio in un soutè, unite la polpa di pesce e fatela insaporire per qualche minuto. Riponete la polpa di pesce cotta in un contenitore;
  2. Nello stesso soutè, utilizzando lo stesso fondo di cottura del pesce, cuocere i pomodorini datterino, unite sale, pepe, il basilico e 2 mestolini di acqua di cottura di cozze o vongole. Questo “brodo” lo ottenete seguendo la ricetta Soutè di Cozze nella cartella antipasti;
  3. Fate cuocere per alcuni minuti i pomodorini, fino a che saranno ben ammorbiditi unendo ancora liquido in caso fosse necessario. Riducete il sugo fino a che avrà raggiunto una consistenza cremosa;
  4. Fate bollire l’acqua in una pentola con bordi alti, salate con sale grosso e lessate la pasta al dente, scolatela e unitela al sugo. Accendete la fiamma, unite ai paccheri col sugo, un mestolino di acqua di cottura calda delle cozze o vongole, aggiungete un cucchiaio di olio extravergine e saltatela per un minuto circa facendo attenzione che non asciughi troppo. In caso, unite ancora un pò di brodo. Servite in un piatto teso e guarnite a piacere con qualche fogliolina di basilico fresco.

Seguimi su facebook

Mezzaluna di omellette con ripieno di radicchio rosso e groviera filante

Cari amici,

Oggi voglio parlarvi dell’omelette, con questo termine francese s’intende una preparazione a base di uova sbattute e cotte in soutè. Non stiamo parlando di una semplice frittata cotta in padella, ma di una preparazione che combina forma e consistenza diversa tra esterno ed interno, grazie al ripieno. La particolarità  di questa preparazione sta’ nell’abilità di arrotolare la frittata su se stessa, facendo in modo di contenere il ripieno al suo interno senza farlo uscire. Il valore nutrizionale dell’ omelette è  molto variabile, legato alla scelta del ripieno desiderato, che può consistere in vegetali, carni o formaggi. Per quanto riguarda la sua digeribilità, possiamo dire che, anche questo fattore è  determinato dagli ingredienti che compongono il ripieno. Per la realizzazione di questa ricetta, si utilizzano esclusivamente uova intere con l’aggiunta di sale, pepe, latte, formaggio grattugiato, arricchendo con ingredienti a piacere. La cottura deve essere abbastanza breve, con una fiamma medio bassa, per lasciare l’interno morbido e non interamente cotto. Questo dettaglio è  necessario in quanto impiegheremo un ripieno precotto. Per il ripieno, possiamo utilizzare ortaggi, funghi, carni fresche e salumi croccanti tagliati a julienne. Per l’utilizzo di più ingredienti nel ripieno, serve cucinare separatamente i diversi ingredienti in padella, a seconda delle differenti cotture necessarie. Un eccessiva cottura potrebbe alterare il gusto del formaggio grattugiato, quindi, per non rischiare, consiglio di utilizzare della panna liquida al posto del latte. La panna infatti, svolge più funzioni in questa ricetta: morbidezza, perché previene la cottura eccessiva del formaggio se il tempo eccede, cura la consistenza morbida dell’alimento ed evita l’aderenza al fondo del soutè. Ricordo però che la panna è  un ingrediente grasso perciò, personalmente, preferisco il latte parzialmente scremato.

Ingredienti per 2 persone: ( l’omelette si prepara uno alla volta)

  • 4 uova intere;
  • 100 gr. radicchio Verona o Chioggia tagliato a julienne lavato e scolato;
  • 1 cucchiaio cipolla rossa di Tropea tritata;
  • 2 cucchiai olio extravergine di oliva;
  • Sale, pepe macinato al momento;
  • 1 cucchiaio di formaggio parmigiano grattugiato;
  • 1 cucchiaio di latte parzialmente scremato;
  • 70 gr. Groviera tagliato a dadini.

Procedimento:

Lavate e tagliate il radicchio a julienne, in un soutè soffriggere la cipolla tritata con un cucchiaio di olio d’oliva, unite il radicchio e cuocete fino a che non si sarà ammorbidito, salate e pepate. Tagliate il groviera a dadini e riponeteli in un contenitore.  Sbattete le uova con il sale , il pepe, il latte e il grana grattugiato. In un altro soutè scaldate un cucchiaio di olio d’oliva, cospargendolo per tutto il fondo della padella. Prima che raggiunga il punto di fumo, aggiungete il composto di uova sbattute e distibuitelo coprendo tutto il fondo della padella. Fate rapprendere il composto lasciando che la parte sopra resti morbida, unite il radicchio rosso cotto in modo da formare su un lato della frittata una linea orrizontale con uno spessore di circa 3 cm. Unite sopra il radicchio la dadolata di groviera. Con l’aiuto di due spatole posizionate sotto le due estremità della frittata, alzatela dalla parte dove avete posizionato il radicchio e il formaggio avvolgendola su se stessa, racchiudendo la farcitura al suo interno. Cuocete per 30 secondi e servitele calda.

20171030_203701

Seguimi su facebook