Fragole flambate con gelato fior di latte

Ciao a tutti/e, anche se è  arrivato l’ autunno il gelato è un alimento sempre gradito e, abbinato con le fragole calde, assume un contrasto piacevole. Per me è  sempre una tentazione e per voi?

Ingredienti per 4 persone:

  • 2 cestini di fragole;
  • 2 cucchiai di zucchero semolato;
  • Il succo di un limone;
  • 2 cucchiai di maraschino
  • Gelato fior di latte o crema.

Procedimento:

Togliete le foglie verdi sull’ estremità delle fragole, lavatele e tagliatele a pezzetti. Prendete un soutè, unite le fragole tagliate, lo zucchero e il succo di limone, accendete la fiamma tenedola moderata e mescolate con un cucchiaio. Quando il composto sarà  ben caldo e lo zucchero si sarà  sciolto, unite il maraschino e fate evaporare la gradazione alcolica accendendo una fiamma sulla superficie delle fragole con un fiammifero e facendo attenzione a non scottarvi. Scuotete in modo circolare il soutè fino a che la fiamma non si sarà spenta. Mettete in un piatto fondo due cucchiaiate di gelato per porzione, versate le fragole e il loro sugo sopra il gelato utilizzando un cucchiaio da cucina e servitele. Fatemi sapere se vi sono piaciute!

Polenta e renga

Ciao amici e amiche, pensavo di raccontarvi oggi un tipico piatto molto antico della mia città. Ve lo raccomando nel periodo di quaresima come pure in tutto il periodo invernale. La “renga” sarebbe l’aringa, ossia un pesce proveniente dall’Atalantico settentrionale. La ricette che vi descriverò di seguito prevede la conservazione sott’ olio nel vasetto di vetro in frigorifero e la consumazione con polenta morbida o abbrustolita. Provatela!

Ingredienti:

  • Aringhe sotto sale q.b. (la quantità dipende da quanta ne volete fare).
  • Prezzemolo tritato;
  • Olio extravergine d’oliva.

Preparazione:

Abbrustolite l’aringa sulle braci e una volta cotta privatela dalle lische e della pelle. Rompetela in pezzetti e mettetela in una terrina, unite il prezzemolo tritato e amalgamate il tutto con un cucchiaio. Riempite dei vasetti di vetro con il preparato e versate l’olio extravergine fino a coprire la superfice del pesce. Tappate con un coperchio e fate macerare in frigorifero per circa un mese. Controllate periodicamente il livello dell’ olio durante questo periodo. Se servisse aggiungete ancora olio in modo che la superfice del pesce sia sempre coperta. Preparate una polenta non troppo densa, versatela in un piatto e distribuite  al centro 1 o 2 cucchiai di renga. In alternativa alla polenta morbida, abbrustolite delle fettine di polenta. Assaporatela con gusto!

Crema alla vaniglia

La crema alla vaniglia è divina, può essere servita con una torta di mele, margherita, russa o altre torte secche soffici, ma anche con semifreddo, mousse al cioccolato, dolce diplomatico ecc. È molto semplice da realizzare e riesce a dare al palato un tocco di delicatezza unica nel suo genere.

ingredienti:

  • 500 ml. latte;
  • 5 rossi d’uovo;
  • 1/4 di cucchiaio da tavola di fecola setacciata;
  • 1 bustina di vaniglia;
  • 125 gr. di zucchero.

Procedimento:

Mettete a bollire in una casseruola il latte con la vaniglia. In una bastardella sbattete energicamente con una frusta i rossi d’uovo con lo zucchero. Unite la fecola setacciata e mescolate bene evitando la formazione di grumi. Quando il latte inizierà a bollire, spegnete la fiamma, unitelo poco alla volta  al composto d’uovo rimestando sempre con la frusta facendo in modo che le uova non cuocino. Mettete la bastardella a bagnomaria e mescolate continuamente con un cucchiaio di legno fino a che il composto inizierà a velare sulla superficie del cucchiaio. Potete servirla fredda o tiepida in base al dessert che andrete ad abbinare.

 

Pâte à Choux (pasta per bignè)

Cari amici lettori del mio blog, oggi vi propongo la pasta per bignè. La caratteristica di questa preparazione è la doppia cottura, prima in tegame e poi in forno, proprio per questo motivo avrebbe preso il nome “pâte à choux”, ovvero pasta a caldo. E’ proprio in forno che la pasta pâte à choux  si gonfia e si asciuga, assumendo la forma dei bignè, piccoli “choux” che in francese significa “cavolo” perché la loro forma assomiglia ai cavolini di Bruxelles. I bignè possono essere farciti con crema pasticcera aromatizzata a piacere, con crema chantilly e ricoperti con glassa al cioccolato nero, bianco, al caramello, all’arancia, al pistacchio o granella di zucchero sparsa casualmente sui bignè prima della cottura. Sono molto semplici da fare anche se la ricetta sembra complessa, se seguite le mie indicazioni realizzerete dei bellissimi bignè che potrete conservare vuoti per qualche settimana, chiusi in un  barattolo di vetro lontano dall’umidità a temperatura ambiente.

Ingredienti:

  • 500 ml. acqua;
  • 400 gr. farina setacciata al momento;
  • 20 gr. sale fino;
  • 300 gr. di burro;
  • 16 uova intere.

Procedimento:

Mettere a sciogliere il burro nell’acqua e il sale in una casseruola, quando inizierà a bollire spostate dal fuoco e incorporate, poco alla volta, la farina setacciata mescolando con una frusta per evitare la formazione di grumi. Mettete la casseruola sul fuoco moderato e cuocete rimestando con un cucchiaio di legno fino a che la pasta si staccherà dai bordi lasciando sul fondo una patina bianca. Togliete dalla fiamma, fate raffreddare e incorporate le uova una alla volta, utilizzando una planetaria o un cucchiaio di legno, fino a che ogni uovo non sarà completamente assorbito dalla pasta. Dovrà  risultare una pasta liscia e omogenea. Riempire un sac-a-pochè con bocchetta liscia e formare dei piccoli mucchi di pasta larghi circa 5 cm e alti 2 su una placca da forno precedentemente foderata con carta forno facendo attenzione a mantere una distanza tra loro di circa 5 cm per evitare che gonfiandosi si uniscano. Infornate a forno ventilato, pre riscaldato a 190° per circa 25/30 minuti. Togliete dal forno e lasciate raffreddare, praticate un foro circolare sul fondo del bignè con uno spelucchino e farcite a piacere.

 

Lenticchie in tegame

Amici lettori, oggi vorrei parlarvi delle lenticchie, alimento ricco di fibre, sali minerali e proteine. Sono considerate, fin dai tempi antichi, la carne dei poveri. Nella quantità  adeguata possono sostituire un pasto completo. Questa pietanza può essere servita come contorno e come secondo piatto. L’abbinamento con il cotechino è  perfetto.

Ingredienti per 2 persone:

  • 250 gr. lenticchie secche;
  • 1/4 cipolla tagliata a julienne;
  • 2 cucchiai olio extravergine d’oliva;
  • Sale, pepe macinato al momento;
  • 1/4 di bicchiere vino bianco secco.

Procedimento:

Ammollate in acqua fredda le lenticchie per almeno 12 ore, scolatele e mettetele in una casseruola, unite acqua fredda coprendo di circa 3 dita la superfice. Accendete la fiamma a fuoco vivo e lasciatele cuocere fino a metà cottura, scolatele recuperando l’acqua di cottura. Fate rosolare in un tegame la cipolla con l’olio d’oliva fino a che non avrà  raggiunto un colore biondo, unire le lenticchie e lasciatele insaporire con la cipolla rimestando con un cucchiaio legno per qualche minuto. Unite il vino bianco, fatelo evaporare, aggiungete sale e pepe q.b. e portatele a cottura aggiungendo poco alla volta il liquido recuperato, mescolando di tanto in tanto. A cottura ultimata dovranno risultare morbide e non troppo asciutte. Servitele ben calde.

Riso alla pilota

Il riso alla pilota, è un tradizionale piatto popolare mantovano, che deve il suo nome agli operai che erano addetti alla pilatura del riso, chiamati “piloti”. La pila era un grande mortaio, dove il riso veniva depurato, e i suoi operai, specializzati nella preparazione di questo piatto, ne consumavano molto.
La particolarità di questa pietanza è la cottura, che combina il tempo, la giusta proporzione tra acqua e riso, l’ utilizzo del coperchio rivestito da un canovaccio e il riposo a fuoco spento. Il risultato finale è un riso che non si presenta cremoso ma asciutto e soprattutto “sgranato”. La carne usata per il condimento è il “tastasal” ossia l’impasto fresco e aromatizzato per realizzare la salsiccia.

Ingredienti per 4 persone:

  • 400 gr. riso vialone nano semifino;
  • 400 gr. tastasal;
  • Brodo di carne o brodo vegetale q.b. (la proporzione tra riso e brodo corrisponde a ogni bicchiere di riso=1 bicchiere e mezzo di brodo)
  • 1 rametto di rosmarino;
  • 2 foglie di salvia;
  • 1/2 cucchiaio di scalogno tritato;
  • Parmigiano grattuggiato q.b.

Procedimento:

Soffriggete con un goccio d’olio extravergine lo scalogno tritato, unire il rosmarino e la salvia tritati, aggiungete il preparato di carne spezzettandolo con le mani. Cuocete lavorando con una forchetta fino a ridurlo a pezzettini. Mescolate con un cucchiaio di legno finchè la carne sarà cotta, quindi spegnete la fiamma. In una casseruola con bordi alti portare ad ebollizione il brodo, unite il riso al centro formando una piramide. Bollire per circa 5 minuti a fuoco vivo, trascorso questo tempo mescolate e coprite con un coperchio rivestito da un canovaccio. Cuocere con fiamma al minimo sul fuoco più piccolo del vostro piano cottura per 10 minuti, usando tra il fuoco e la casseruola un taglia fiamma. Spegnere il fuoco e far riposare per 5 minuti. Togliere il coperchio, mescolate sgranando il riso, unite la carne preparata precedentemente , il parmigiano, amalgamare il tutto e servire caldo.

La torta millefoglie

Ciao affezionati del mio blog, sono ansioso di descrivervi oggi questa torta prelibata, molto richiesta per eventi speciali come compleanni, anniversari e altro ancora. Una torta composta, fresca  e ottima per tutte le stagioni.  In molti si chiedono come si possa realizzare a casa. In realtà  la parte più  complessa è  la pasta sfoglia, ma una volta presa quella già  pronta cruda sarà  un gioco da ragazzi. Come già  detto in precedenza, la pasta sfoglia è  molto complessa e non è  così semplice prepararla in casa, servirebbe una sfogliatrice da pasticceria che stende questa pasta a un altezza precisa in modo omogeneo. In seguito deve essere piegata in diversi strati, fatta riposare, segue infine, una direzione per allungarla e una per allargarla, quindi senza stancarvi troppo passiamo alla ricetta.

Infredienti:

  • Pasta sfoglia cruda q.b.;
  • Crema chantilly q.b.( proporzione: 3/4 crema pasticcera unita a 1/4 panna montata incorporata delicatamente con una frusta;
  • Granella di amaretti q.b.;
  • Gocce di cioccolato fondente q.b.;
  • Zucchero a velo q.b.
  • Nutella o crema alla nocciola per la decorazione.

Procedimento:

Stendete la pasta sfoglia su un tavolo infarinato, tagliate 3 rettangoli uguali in base alla dimensione della torta che si vuole ottenere, riponeteli in una placca da forno, bucate in ordine sparso la superfice con una forchetta e infornare a 200° per circa 15 minuti. Quando la sfoglia sarà  dorata e gonfia, togliete dal forno e raffreddate. Togliete la pasta dalla teglia aiutandovi con una spatola per staccarla dal fondo della placca in caso si fosse leggermente attaccata, a causa del raffreddamento. Capovolgete la nostra sfoglia cotta su un tavolo da lavoro tenendo rivolta verso l’alto la superficie che appoggiava sulla placca, che risulta la parte piana e regolare. Riponete tutti i fogli di pasta uno sopra l’altro, con un coltello a sega rifilate, in modo regolare, i bordi dei rettangoli inpilati. Recuperate gli scarti e sbriciolarteli con le mani e metterli in un contenitore. Passiamo alla composizione: preparate la crema chantilly nella proporzione descritta negli ingredienti. Dividete i tre stati di pasta sfoglia. Partiamo dal primo foglio spalmandolo di crema con una spatola per un altezza di circa un centimetro, uniamo le gocce di cioccolato in ordine sparso e una mezza manciata di ritagli di sfoglia sbriciolati precedentemente. Appoggiamo sopra alla crema, l’altro foglio di pasta sfoglia e procediamo allo stesso modo. Unite infine l’ultimo foglio rimasto. Spalmate la crema tutta intorno alla torta in modo regolare così  da creare un contorno uniforme. Aiutandovi con una paletta piatta, fate aderire su tutto il bordo della torta la granella di amaretti. Prendete ora un sac a pochè con bocchetta rigata, inserite all’interno la nutella o crema nocciolata,  decorate a piacere la superfice dell’ ultimo foglio di sfoglia che ricopre la torta. Spolverate  tutta la superficie con zucchero a velo. Quando infine sollevate la torta per metterla su un vassoio per servirla, aiutatevi con due spatole lunghe infilandole  a una distanza regolare tra loro sotto la torta  e alzatele contemporaneamente. La torta è  servita! Consumatela in giornata, se la fate al mattino, perché  il giorno dopo non sarà più fragrante. Questa torta si chiama Millefoglie perché i tre strati di sfoglia che la compongono contengono circa 1000 strati (fogli) divisi tra burro e acqua con farina.